Si è concluso un altro anno di grande cinema. Un anno segnato ancora dalla Pandemia ma con qualche barlume di rinascita all’orizzonte per le Sale e per tante altre attività legate al mondo dell’arte.
Tanti i titoli rinviati all’anno appena arrivato, ma tanti altri che finalmente sono approdati in sala dopo mesi di ‘parcheggio’ forzato nei meandri dell’oblìo cinematografico.
Ecco alcuni dei titoli, IN ORDINE CASUALE, che maggiormente hanno rappresentato questo 2021, anno di rinascita, di cambiamenti, anno, nonostante tutto, di Cinema di qualità.
Dune di Denis Villeneuve
Paul Atreides, giovane brillante e di talento nato con un grande destino che va oltre la sua comprensione, dovrà viaggiare verso il pianeta più pericoloso dell’universo per assicurare un futuro alla sua famiglia e alla sua gente. Mentre forze maligne si fronteggiano in un conflitto per assicurarsi il controllo esclusivo della più preziosa risorsa esistente sul pianeta (una materia prima capace di sbloccare il più grande potenziale dell’umanità), solo coloro che vinceranno le proprie paure riusciranno a sopravvivere.
L’impresa sembrava impossibile per Villeneuve: adattare uno dei romanzi più complessi di sempre. Poteva essere rischioso e condurre adu totale fallimento. E invece, Villeneuve ha vinto un’altra sfida dopo “Blade Runner“. “Dune” è lirico e visivamente spettacolare. Tra blockbuster e cinema di autore.
THE FATHER con A.Hopkins, O.Colman
Oramai anziano, un padre rifiuta tutte le forme di cura e assistenza da parte della figlia. Mentre cerca di dare un senso alla sua esistenza che inevitabilmente cambia, inizia a dubitare di tutti coloro che ama, della sua mente e persino della sua stessa realtà.
L’Alzheimer è solo un pretesto per parlare della perdita di se stessi, della memoria e del valore del presente. Un grande Anthony Hopkins premio Oscar nella sua migliore interpretazione. Qui lo spettatore prende la prospettiva del protagonista. Consigliata la visione in lingua originale.
É stata la mano di Dio di P. Sorrentino
Fabietto Schisa è un ragazzo che lotta per trovare il suo posto nel mondo, ma che trova gioia in una famiglia amante della vita. Fino a quando alcuni eventi cambiano tutto.
Il nuovo film di Paolo Sorrentino è una dichiarazione d’amore alla Napoli degli anni ’80, una parabola familiare , una riflessione sulle ambizioni e sul senso di identificazione. Grande cast con uno straordinario Filippo Scotti e un grande Toni Servillo. La pellicola concorre per le nomination agli Oscar.

Titane di Julia Ducournau
Dopo una serie di crimini inspiegabili, un padre, Vincent, ritrova il figlio scomparso dieci anni prima. Ma molto è cambiato da allora,
Vincitrice al Festival di Cannes, la pellicola francese, che concorrerà agli Oscar, è una sfida alla convenzionalità del Cinema. Rompendo con la tradizione, la regista sperimenta un nuovo tipo di racconto, che oscilla tra il grottesco e il cruento, ma si tinge di una straordinarietà che non lascia indifferenti.
La persona peggiore del mondo di J.Trier
La trentenne Julie vive con il quarantenne Aksel, un fumettista di culto. Aksel è un uomo amorevole e attento e la vita della coppia nella scena artistica di Oslo è fatta di cocktail ed eventi a cui prendere parte. Julie, però, non si sente realizzata. Incapace di sopportare il peso delle aspettative della sua famiglia o il desiderio di Aksel di avere un figlio, continua a inseguire sogni personali che cambiano in continuazione. Una sera, mentre cerca disperatamente di riscoprire alcune sensazioni perdute della sua giovinezza, Julie si intrufola a una festa di nozze, dove fa la conoscenza di Eivind, un suo coetaneo.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2021, la protagonista Renate Reinsve ha vinto il premio per la miglior attrice.
La scelta di Anne l’evenement di A. Divan
Francia, 1963.
Anne è una giovane e brillante studentessa con un promettente futuro davanti a sé. Quando però rimane incinta, teme di non poter finire gli studi e di non riuscire a scappare dai vincoli imposti dal suo background d’origine. Con gli esami finali che si avvicinano e la pancia che cresce, Anne decide di tentare un aborto illegale, anche se ciò significa dover affrontare vergogna, dolore e forse anche prigione.
Adattamento cinematografico del romanzo autobiografico L’evento (2000) di Annie Ernaux, la pellicola ha vinto il Leone d’oro per il miglior film alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Il potere del cane di Jane Campion
Il carismatico allevatore Phil Burbank incute paura e rispetto. Quando il fratello George porta la nuova moglie e il figlio di lei a vivere al ranch di famiglia, Phil li tormenta. Molto di lui in realtà si cela dietro una maschera. Il dramma quasi shakesperiano della Campion si fa forza di un cast convincente e di una storia ricca di riflessioni (dal romanzo di T. Sauvage). Leone d’argento per la regia a Venezia. Il potere del cane di Jane Campion, una parabola western psicologica
Scompartimento n. 6 di Juho Kuosmanen
Una giovane finlandese scappa da una complicata storia d’amore a Mosca salendo su un treno diretto al porto artico di Murmansk. Si ritrova così costretta a condividere il lungo viaggio e un minuscolo vagone letto con un minatore russo. L’inaspettato incontro a bordo sullo scompartimento numero sei porterà i due ad affrontare la verità sul proprio desiderio di contatto umano.
Presentato in concorso al 74º Festival di Cannes, ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria. È stato scelto per rappresentare la Finlandia nella categoria per il miglior film internazionale ai premi Oscar 2022.
Drive my car di R. Hamaguchi
L’attore e regista teatrale Yusuke Kafusu accetta di mettere in scena Zio Vanja a un festival di Hiroshima. Qui, conosce Misaki, una giovane riservata che le è stata assegnata come autista. Nel corso dei loro spostamenti, la crescente sincerità delle loro conversazioni costringe entrambi ad affrontare il loro passato.
Adattamento cinematografico dell’omonimo racconto di Haruki Murakami, contenuto nella raccolta Uomini senza donne (2014). Il film è stato presentato in concorso al 74º Festival di Cannes ed ha ottenuto consensi unanimi dai maggiori citici internazionali. Favorito per l’Oscar come miglior film straniero.
Freaks Out di Gabriele Mainetti
Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale travolge Roma. L’anno è il 1943 e, nel pieno del conflitto, la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti loro oltre oceano. I quattro giovani sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra.
Dopo il grande successo di Lo chiamavano Jeeg Robot l’attesa era tanta. Il lungometraggio è stato scritto dallo stesso Gabriele Mainetti con l’aiuto di Nicola Guaglianone, con la partecipazione nella pellicola, tra gli altri, di Pietro Castellitto, Claudio Santamaria e Giorgio Tirabassi.
Festival di Venezia 78 edizione: si inizia con Pedro Almodovar
Oscar 2021: Nomadland miglior film, Anthony Hopkins miglior attore
Festival di Cannes 2021:Annette inaugura la kermesse
Festival di Venezia 77: dal 2 Settembre parte la rassegna
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