“Aggiungi un posto a tavola” con Lorella Cuccarini

225655

Esistono donne di spettacolo e Donne che incarnano lo spettacolo.

Fare arte è “cosa seria”, non ci si improvvisa ballerine, cantanti, attrici, showgirl.

La strada dell’improvvisazione nell’arte porta infimi risultati, la direzione sarà l’oblio o un prodotto mediocre e trash.

Lorella Cuccarini è lo Spettacolo, incarna lei la scena, che sia sola in un teatro o su un palco televisivo, datele solo voce e lei stessa riesce a riempire la scena.

Non è una donna di spettacolo, è lo spettacolo che si rende scena e si incarna tramite la sua presenza, con sacrificio, serietà, passione, empatia per il pubblico e una grande emozione, tangibile sulle scene da ben quarantuno anni.

Tanto è trascorso dal suo debutto quel 5 ottobre 1985, quell’indimenticabile Fantastico 6, con “Pippo Nazionale Baudo” e un cast di scena assolutamente strepitoso.

Una ragazzina, di appena vent’anni, la cui emozione traspariva già da quella risata inconfondibile, solare, determinata, con una dose di testardaggine non indifferente, una grande caparbietà e una disarmante semplicità che ancora porta ovunque ella vada.

Ed è Lorella Cuccarini il leitmotiv della mia infanzia, della mia fanciullezza e dell’età adulta, incontrata quasi per caso, facendo zapping nella rete Fininvest “canale cinque” in un promo di Buona Domenica, con Marco Columbro, due corridori, uno sparo alla partenza e la rocambolesca caduta di Marco con quell’inconfondibile risata di Lorella, tanto accogliente quanto portatrice di positività, di serenità di grande energia e gioia per le famiglie italiane.

Avevo cinque anni, in quel primo incontro a distanza e naturalmente quelle puntate di Buona Domenica riempivano la mia infanzia, con annessa Paperissima e Piazza di Spagna.

Il nostro primo incontro ai miei nove anni quel 16/09/1994, la prima edizione di “Trenta ore per la vita”, quale occasione per incontrare dal vivo, una icona dello spettacolo ITALIANO, nonostante le ininterrotte 30 ore di diretta live non stop, alle cinque del mattino, lei era lì disponibile con il pubblico, pronta ad essere con noi e tra noi.

Quale stanchezza, quale superbia?
Non conosce tali termini la Lorella Nazionale, non sono vocaboli che rientrano nel lessico Cuccariniano, quell’universo fatto di foto, risate, abbracci, al bordo di un palco come in un teatro.

Lorella instancabile, professionista poliedrica, non si ferma, dopo trenta ore per la vita, la stangata con Enzo Iacchetti, e poi un’altra edizione di Buona Domenica.
La Donna Lorella nel privato diventa Madre, prima di Sara, poi di Giovanni e scopre nel 1997 che il suo posto è anche il teatro.
Grease 1997, con la compagnia della rancia, regia di Saverio Marconi, lei è perfetta per Sandy, con un giovane Giampiero Ingrassia, figlio d’arte, girano tutti i teatri italiani, portando Broadway in Italia, perché il musical lo ha portato la Cuccarini in Italia, con risultati fuori da ogni previsione, eterne repliche al Sistina, piazzale Clodio Milano, sold out ogni data.

A Grease ci siamo riviste, un incontro emozionante, Mal, Amadeus, Ingrassia, che cast, che scenografie, che balletti, che mixaggio.
La longa Manus di un eccellente Silvio Capitta in arte Testi, alla produzione musicale, collega, e marito, ne hanno reso grandi le musiche riarrangiate con traduzione in Italiano fedele, e superiore addirittura all’ originale versione cinematografica.

Lory, non si ferma, dopo Grease ancora teatro, Sweet Charity, il Pianeta Proibito con la collaborazione di Luca Tommasini, Rapunzel, la Regina di Ghiaccio.

Musical, TV, prosa, film, fiction, spettacoli, eventi i benefici, festival di Sanremo coconduzione 1993 e partecipazione in veste di cantante con “un altro amore no” 1995 arrivata decima, dopo un intoppo non da poco, interruzione del servizio pubblico per mancanza di corrente elettrica prima della sua esibizione. Dovette ripetere l’ esibizione.

Dalla Rai a Mediaset fino a sperimentare anche in reti non generaliste, in un uragano di idee, energie, alta alta altissima professionalità.

Lei, ancora quel sorriso, i suoi vent’anni, Lorella incarna quel piccolo mondo antico, o un’eterna città del sole di Tommaso Campanella, l’immutabilità del bene, quella sacra accoglienza che ti dà forza con un solo abbraccio, vigoroso energico, unico.

Lei c’è ed in scena non puoi non vederla.

Così ieri, 7 marzo 2026 Aggiungi un posto a Tavola, teatro Rendano Cosenza, ore 20:30, Lorella c’è, e come non vederla nei panni di Consolazione, in un eterno classico all’ italiana di Garinei e Giovannini, primo debutto 1973, liberamente tratto da “dopo di me il diluvio” di David Forrest.

La storia, un piccolo incanto, un prete di paese riceve la chiamata di Dio, arriverà il Diluvio universale, lui ha il compito di costruire l’Arca e tra colpi di scena, equivoci, amori, la storia seguirà un lieto fine.
All’inizio la celebre Aggiungi un posto a tavola, canzone che in tempi così bui significa pace, accoglienza, non paura del Diverso, forse ciò che ognuno di noi dovrebbe ripetersi per aprire la porta all’ altro non chiuderla.

Lorella nei panni di Consolazione, una moderna Bocca di Rosa che si innamora di Toto, lo scemo del villaggio per dirla alla Faber che poi tanto scemo non sarà poiché si rivelerà di polso e assennato e tra equivoci e colpi di scena, il pubblico ride, canta e si emoziona.

Campeggia un bravissimo Giovanni Scifoni nel ruolo di un prete sui generis, uomo più che prete, amante dell’umanità e custode della stessa, capace di sacrificarsi per essa, pazzerello ed anche tanto ammaliante.

Lorella, in teatro è lei stessa quelle mura e quel palco, senza non esisterebbe alcuno spettacolo.

Al termine, scende con Giovanni Scifoni e suo Fratello Roberto, quell’aria di casa che non cambia non può cambiare, cerchiamo Chiara o Giorgio per vedere quanto i Gemelli siano cresciuti da piccolini com’ erano. Lei mi abbraccia, disponibile, stretta forte penso che Lorella non smette di avere vent’anni, è quella. Potrebbe permettersi il lusso di non perdere tempo con il suo pubblico che tanto tempo fa la incoronò la più amata dagli Italiani, invece no è lì.
Lei c’ è.

Ed avrà sempre vent’anni, quella giovane ragazza di una delle tante periferie romane, semplice, intelligente, studiosa ma anche testarda con mamma Maria che cuce per tirare avanti una famiglia di tre figli, Roberto, Lorella e Maria Luisa, e lei con le scarpette da ballo che si reca a lezione.
Come tutti e tutte.

Si penso che Lorella con i suoi occhi azzurri la si ami perché è come tutti e tutte.
E questo vale un’umanità.

Simona Bagnato

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here