Viviamo per lei

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Ho sempre pensato che la musica avesse qualcosa di magico, un potere sulla mente dell’essere umano inspiegabile.

In qualunque momento, situazione, stato d’animo, lei è lì pronta a scatenare in noi emozioni contrastanti, in base a ciò che viviamo ecco che lei appare, con la canzone giusta, le parole giuste, quasi a volerci dire “ehi, so come stai, so come ti senti. È tutto ok, ci penso io”.

Quei pochi accordi bastano per iniziare un viaggio infinito, pieno di ricordi, spesso che crediamo di aver dimenticato.

Quei pochi accordi sono capaci di risvegliare sensazioni, farci sorridere senza un perché, farci scendere una lacrima e farci spegnere per un po’ il cervello dalla solita routine.

Diversi studi di ricercatori hanno dimostrato il potente effetto che essa ha sulle persone.

La musica attiva grandi aree del cervello, studio condotto da Alluri, il quale ha spiegato che quando si ascolta una canzone si attivano alcune aree del cervello, come quella uditiva, limbica e motoria, ed è una stimolazione che si attiva a prescindere dal tipo di musica che andiamo ad ascoltare.

Oscar Wilde: “La musica è l’arte che è più vicina alle lacrime e alla memoria”.

Ma essa è importante non solo per risvegliare i sentimenti, ma anche per stimolare l’apprendimento e migliorare la memoria.

La musica è un ottimo strumento, una risorsa preziosa, per migliorare l’apprendimento di lingue straniere.

Questa conclusione la dobbiamo a Ludke, il quale dopo aver osservato un gruppo di persone che studiavano l’ungherese cantando frasi in questa lingua, notò che ottenevano più risultati di coloro che si limitavano a ripetere solamente. Prova del fatto che la musica dà quella marcia in più al cervello nello sviluppo della memoria.

Come già detto, la musica ci aiuta ad evocare ricordi del passato e degli studi scientifici lo hanno provato.

Secondo i dati pubblicati da Krumhansl e Zupnick, ascoltare canzoni, soprattutto della propria adolescenza, trasporta la nostra mente in quel momento vissuto in maniera istantanea.

È sufficiente ascoltare le note di alcune canzoni che si associano ad una determinata fase della vita per essere catapultati in quel determinato contesto passato.

Secondo Krumhanslla musica trasmessa dalle varie generazioni da forma ai nostri ricordi autobiografici, preferenze e risposte emotive, fenomeno che chiamiamo colpi di reminiscenza.

Queste nuove scoperte ci fanno capire quanto sia influente la musica durante l’infanzia.

Ma gli effetti della musica si spingono molto oltre le classiche convinzioni. Partono dal nostro codice genetico, attraversano i nostri pensieri, le nostre emozioni per arrivare al modo in cui ci rapportiamo con gli altri.

I 10 effetti che la musica ha sulla nostra psiche sono:

  • Miglioramento del QI verbale e delle abilità visive;
  • Sentire i brividi;
  • Ascolto attivo per migliorare l’umore;
  • Cantare con altra gente crea rapporti, unisce;
  • Effetti benefici su patologie cardiache;
  • Regolatore emotivo;
  • Visione di volti felici;
  • Associazione di colori in relazione alla musica ascoltata;
  • Ripristino delle aree visive in soggetti con ictus;
  • I neonati sviluppano un interesse per la musica prima del linguaggio.

Tutti abbiamo le nostre canzoni del cuore, quelle che ci hanno regalato emozioni e che continuano a donarcele anche a distanza di anni. La musica ci salva, ci protegge, ci conosce. In essa possiamo rifugiarci e sentirci felici nonostante le brutte giornate.

La musica può rendere gli uomini liberi“.

Bob Marley

                                                                                                                                   Giulia Trio

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Hala Fruit

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