“La porta delle quattro chiavi”

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VI PROPONGO IL PROLOGO TRATTO DA

“LA PORTA DELLE QUATTRO CHIAVI”

TUTTO STAVA PER SUCCEDERE

Buongiorno Giuseppe.

Così mi ha salutato anche stamattina Michele, il mio vicino di casa, mentre stavo chiudendo il portone.

Lo ha fatto con un sorriso insolito, quasi beffardo, che un poco mi ha sorpreso ma alla fine, non ci ho fatto caso più di tanto.

Lascio il posto auto sotto casa al mio amico macellaio, solito giretto per le vie di Roma e dopo una ventina di minuti, eccomi in ufficio.

Timbro, si alza la sbarra, sono quasi le 8.00 e giù in garage.

Preferisco alzarmi presto altrimenti sulla Tiburtina si “scatena l’inferno”. Già sulla Tiburtina perché il mio ufficio è proprio lì, lungo Via Tiburtina, un poco prima di Rebibbia.

A volte penso a quanto tempo ho dedicato alla “mia” Azienda e, onestamente, avverto un poco di amaro in bocca.

Mi sento “a credito” per quanto non è stato possibile realizzare “per colpa di alcuni” che al momento di agire non lo hanno fatto perdendo occasioni importanti.

Anche, o forse soprattutto, per come questa Azienda è diventata da qualche anno a questa parte. Mi trovo a fare un lavoro degno e molto importante ma che sinceramente mi lascia sempre poco coinvolto…o forse sono io ormai stanco e con una “consistente voglia di dolce libertà”.

Oggi è il 19 gennaio 2024.

Il mio collega Antonio viene sempre, ogni giorno è in presenza e non rimane mai a casa in smart work. Un lavoratore affidabile.

Così sta sempre al suo posto, a “digitare sulla tastiera del PC come una mitraglia” per rispondere alle migliaia di email ricevute mentre, lamentandosi disperato, contemporaneamente risponde pure alle telefonate…un po’ mi preoccupa. Se va avanti così prima o poi scoppia.

Sono circa le nove, fuori il cielo è sereno, il sole illumina alcune facciate dei palazzi di fronte e a Roma pare di essere già a Primavera.

Di certo non vorrei essere qui e la mia “consistente voglia di dolce libertà”, mi fa desiderare, magari, di passeggiare a zonzo per le vie del centro anche se alla fine ci resto sempre male.

Sì ci resto male perché Roma è sporca, piena di rifiuti buttati per terra, invasa da ogni tipo di personaggi, … invadenti, sporchi, spesso malvestiti.

Sono le 11.00 passate e arriva una brutta telefonata.

All’altro capo del telefono qualcuno chiama Antonio per un improvviso problema di famiglia.

Mi dispiace…spero nulla di grave.

Antonio si è letteralmente “fiondato” via.

Questo mette me nella condizione di lavorare in modo più rilassato e magari anche più produttivo.

In pratica le mie giornate andavano avanti così, fra alti e bassi, più o meno come quelle di ogni “persona normale su questa faccia della Terra”.

Anch’io sono alle prese con tanti problemi e preoccupazioni, ma questa è un’altra storia che, forse, prima o poi racconterò.

Quello che invece mi stava per succedere, non me lo sarei mai aspettato perché fuori da ogni più fantasiosa idea, previsione, aspettativa.

Una storia terribile…

… rimanete connessi perchè nel libro tutto sarà svelato… 

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