“Ricordo di un carnevale”

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Racconto premiato al 5º Premio artistico letterario nazionale “Perdersi nell’amore” con il Premio della Giuria.

Ricordo di un carnevale

Era il carnevale del 1998, ancora brucia, la puntura dell’ago, e ancora rimembro quel timido riverbero che, tremante, si stagliava sul muro, quella sera illuminata da quattro forse più candele in salotto.
E non passa giorno in cui il vivido ricordo mi conduca, nuovamente, in quel tacito momento mai per davvero assopito.
Eppure, l’emozione dei miei primi e ultimi vent’anni, proprio non riesce a darmi tregua, soffice mi trasporta nel fotogramma del tempo, immortalato nello scatto di un momento brulicante di sensazioni, complice pure un carnevale che in festa lo ricordo accogliere la veste da me pazientemente confezionata.

Lenta trascorse quella notte di cucito.

E ancora brucia la puntura, d’orgoglio brucia e d’ogni mio fare il coraggio infiamma, quello che fu e quello che, nel tempo, sarebbe stato.
Sempre in quei primi vent’anni non temevo giudizio alcuno, di chicchessia, rigettandolo sonoro restavo ciò che ero, nient’altro mi interessava. Ma oggi non posso certamente dire uguale, oggi non è più così.

Sono moglie, sono madre, ho delle responsabilità cui far fede e tener testa a coloro che, professandosi schietti e sinceri, altro non fanno se non restarsene lì, lì in agguato nei pressi della prima occasione utile per brandire ferocia nei confronti d’un mio errore.

Ho plasmato me stessa a nuova vita, ho plasmato a mia immagine ogni maledetta priorità. E così è fine delle trasmissioni.

Maturando mi sono accorta di quanto vestire maschere su maschere non porti a nulla, poiché il nulla di fatto si limita ad una perdita di tempo, costante e incoerente, lascio volentieri ai nullafacenti lo scopo ultimo di scannerizzare ogni buon proposito col lamento del cinico pretesto, io non lo ascolto, non più.

Sorrido al “rivivere” alle fotografie, uniche superstiti di ciò che è stato, brindo da me al vissuto che si portano appresso, poiché quel vissuto è mio per diritto, e di nessun altro.

Dunque sorrido ancora, ricordando la gioia di quella sera, comprovata felicità che, almeno per poche ore appena, m’è per davvero appartenuta, rendendo valido un carnevale degno del suo più che profondo significato.

Oggi non vestirò più alcun costume, anche solo per una sera non voglio indossare chi non sono, a oltranza osserverò le immagini rimaste per riflettere su quanto la mia vita è cambiata.

Però un volto diverso voglio tenerlo, mi riservo il diritto più inderogabile di lasciare nell’armadio una maschera di scorta, così da poterla indossare qualora il mio incedere diventi vastità di caccia per predoni senza origine, rideranno delle mie cadute, lo so.

Ma la battaglia ancora non s’è conclusa, e il territorio è vasto, molto più di quanto si immagini.

Antonia Flavio

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

“Pasta e vruocculi all’antica” di Rocco Loria chef “stallato”

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Antonia Flavio nasce a Cosenza il 01/06/1977 dove attualmente vive con la famiglia. Autrice di: "La mia vita i miei amori racchiusi in una poesia", "Echi del mare" e "Diario Bruciato" . Presente su Wikipoesia. L' 8 gennaio del 2020 è stata inserita nell' Albo D'oro dei Poeti, Scrittori ed Artisti Contemporanei Italiani di Cefalù Art. Inserita nell'Albo dei Poeti del comune di Lucito. Iscritta all'Albo dei Poeti e Scrittori italiani. Iscritta all'associazione Cenacolo Letterario Italiano città di Cefalù. Iscritta all' Accademia Mondiale della Poesia. Iscritta presso Associazione socio culturale "Club della poesia" città di Cosenza. Iscritta all'Associazione Culturale GueCI. Iscritta all'Associazione Culturale RDP di Messina. Iscritta ad Accademia Edizioni ed Eventi ETS di Roma. Autore su ScrepMagazine. Vincitrice di numerosi concorsi letterari.

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