L’ultimo grande eroe

Il titolo d’attacco non ha nulla a che vedere con Arnold Schwarzenegger, chiariamoci da subito!
La classicità, in questo caso, fa da Ciak…azione! Regista è Pausania: oggi avrebbe avuto degli Oscar alla carriera, sicuramente!
«Ultimo degli eroi è Cleomede di Astipalea,
che voi con sacrifici dovete onorare, perché egli non è più un mortale»:
dice lui, che in greco antico è:
«ὕστατος ἡρώων Κλεομήδης Ἀστυπαλαιεύς,
ὃν θυσίαις τιμᾶθ᾽ ἅτε μηκέτι θνητὸν ἐόντα».
Ma chi è questo nostro ultimo grande eroe? Prima di introdurre la fonte, che è una vera sorgente, dico che è un pugile finalista della settantaduesima olimpiade (492 a.C.) o della settantatreesima (488 a.C.), proveniente da Astipalea, piccola isola delle Cicladi: almeno questo come assaggio iniziale!
Il resto si trova nella sequenza filmica di una narrazione eterna, di fronte alla quale la mia è solo una minutissima voce:
«Raccontano che nell’Olimpiade precedente a questa Cleomede di Astipalea, durante l’incontro di pugilato con Icco, un uomo di Epidauro, uccise Icco in combattimento e, riconosciuto dagli ellanodici colpevole di condotta sleale, fu privato della vittoria. Uscito di senno per il dolore, Cleomede ritornò ad Astipalea e qui, presentatosi in una scuola frequentata da circa sessanta bambini, rovesciò la colonna che sosteneva il tetto.
Il tetto crollò su quei bambini e Cleomede, preso a sassate dalla gente, si rifugiò nel santuario di Atena ed entrato in una cassa che si trovava nel santuario ne chiuse sopra di sé il coperchio. La gente di Astipalea provò fatica, e inutilmente, nel tentativo di aprirla: alla fine, infranto il legno della cassa, non vi trovarono Cleomede né vivo né morto. Inviarono perciò degli uomini a Delfi per chiedere che senso avesse il caso occorso a Cleomede.
A loro, dicono, la Pizia rispose: “Ultimo degli eroi Cleomede di Astipalea, che voi mortali con sacrifici dovete onorare, perché egli non è più un mortale.” Perciò da allora quelli di Astipalea tributano a Cleomede onori come s’usa per gli eroi».
[Pausania, Periegesi, 6, 9, 6-8]
Qualche osservazione, in barba al brano succitato, occorre farla: ma come erano fatti questi strani eroi dell’antichità?
Beh, se qualcuno li appaia all’Orlando pre-boiardesco, cavaliere di ispirazione cristiana e dal severo codice morale, si perde nella selva dei dubbi più amletici.
Il coraggioso eroe Giasone solca i mari per conquistare il vello d’oro, ma poi tradisce vigliaccamente quella Medea che lo ha amato e aiutato.
E quella che fa? Uccide per vendetta i figli avuti proprio da lui.
E quel playboy di Teseo che pianto in asso, a Nasso cioè, la sua Arianna, poco dopo averlo salvato dal labirinto e dal Minotauro?
Ed Edipo, parricida e inconsapevole sposo della madre, ma nel contempo stimato re di Tebe?
Achille, esemplare nel valore guerriero, ma che empiamente rifiuta le esequie al nemico Ettore, provocando lo strazio doloroso di Priamo, povero padre!
E mi fermo qui… tornando alla cronaca spietata di Pausania: Gli Astypalioti venerarono per secoli la memoria di un pazzo, un invasato, un criminale, un infanticida, questo sì che mi fa accapponare la pelle!
Attenzione: non è che i Greci non avessero una morale.
Davanti a queste figure eroiche si sospendeva il giudizio e ci si lasciava attrarre dal mistero profondo della loro ambivalenza.
A loro le gesta grandiose e terribili da compiere: due concetti che il greco esprimeva con un’unica parola: deinós. L’eccellenza trascinava con sé l’eccedenza: eccellenti ed eccedenti, per eccesso, i nostri Elleni, benché eccessivi, avevano successo.
Maledetti, umanamente parlando, ma benedetti dall’Olimpo, che guardava oltre la loro storia…
Francesco Polopoli

Quando il dialetto ti salva la vita…

Articolo precedentePandemia e risse tra giovani
Articolo successivoFiabe, favole ed altri racconti
Francesco Polopoli
Sono laureato in Lettere classiche, docente di lingua e letteratura latina e greca presso il Liceo Classico di Lamezia Terme (CZ), membro del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti. Divulgo saggi a tema come, a solo titolo di esempio, Echi lucreziani e gioachimiti nella Primavera di Botticelli, SGF 2017, ... Ho partecipato a convegni di italianistica, in qualità di relatore, sia in Europa (es. Budapest) che in Italia (es. Cattolica di Milano). Attualmente risiedo a Lamezia Terme e da saggista amo prendermi cura dell’antico come futuro sempre possibile di buona memoria. Il mio parere sul blog? Un vascello post-catulliano ove ritrovarsi da curiosi internauti: al timone del vascello ci stanno gli autori, passeggeri sono i tanti lettori a prova di click…

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui