Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti…

(Charlie Chaplin)

L’mmagine che state vedendo è un’aula vuota.

I banchi sono vuoti, seduti sulle famose seggiole con le rotelle non c’è nessuno, e proprio per quelle sedie, il Ministro dell’Istruzione Azzolina ancora viene preso in giro

A voi che impressioni suscita guardare un’aula scolastica vuota, senza vita, senza bambini o ragazzi?

Che emozione provate quando tutto questo non succede nei mesi estivi dove diventa normale guardare immagini così?

A me fa rabbrividire, accosto l’immagine di un’aula scolastica vuota a qualcosa di terrificante.

Un post Chernobyl, un bombardamento in tempo di guerra…

E dire che i luoghi più belli, più gioiosi, pieni di vita e sogni, luoghi sereni sono proprio le aule scolastiche.

Le attività nelle scuole di tutto il mondo si fermano davvero poche volte, pensate alla Siria e ai bambini che nonostante tutto si recano ogni giorno sotto i bombardamenti in quei luoghi adibiti all’insegnamento, senza finestre, con muri crollati ma con tanta gioia nei loro occhi, perchè guardano il mondo con occhi pieni di sogni quelli dell’infanzia, dove la fantasia va a braccetto con la dura realtà.

In Italia e non solo, le attività scolastiche si sono fermate a causa della pandemia da coronavirus, giustissimo che si sia attuato ciò i primi mesi.

Ma dopo 11 mesi e conoscendo il “nemico virus”, a mio giudizio, la chiusura delle scuole, si deve evitare.

Nessuno pensa al danno psicologico che stiamo arrecando ai nostri figli, nipoti e al loro futuro.

Li abbiamo rinchiusi in casa per mesi, allontanandoli dal loro mondo, i loro amici, i compagni di scuola, di calcetto, tutto questo perchè preoccupati che si potessero infettare col covid 19 e portarlo ai nonni, che sono la fascia più debole, le categorie a rischio.

Ma avete davvero per un attimo pensato allo scotto che state loro facendo pagare?

Gli psicologi da mesi si occupano di questo argomento, lanciano grida di allarme che tutti lasciano cadere nel nulla ad eccezione di pochi genitori e insegnanti che premono per la riapertura delle scuole ma in tutta sicurezza.

Hanno anche variato orari di ingressi nei vari istituti, quindi di arrivo con mezzi pubblici e non.

Ma non è cambiato nulla.

Ai bambini e ragazzi ragazzi è ancora vietato entrare normalmente nelle aule scolastiche, è vietato dall’egoismo e dal terrore dei loro genitori e di 4 politici che, cavalcando l’onda emotiva di mamme e nonne, acquistando così consensi.

Ma i medici affermano che la pandemia prolungata, ha prodotto delle modificazioni importanti nell ’umore, nelle abitudini alimentari, nell’utilizzo delle tecnologie e nei comportamenti dei bambini e dei ragazzi che sono coinvolti nello studio.

Di particolare rilevanza il dato sugli stati di tristezza e di apatia, che si sommano a quello sulle crisi di collera.

Non potendo più vivere come prima, fare quello che facevano prima, i ragazzi stanno diventando sempre più irritabili, violenti.

Tutti sappiamo che dopo l’infanzia arriva la gioventù, dove si sente il piacere di misurarsi con gli altri per valutare il proprio valore e praticare quel sano antagonismo che contraddistingue proprio questo periodo. Se tutto ciò anzidetto, avviene nell’ambito scolastico assume contorni positivi poiché ci si “sfida” in un ambito culturale e intellettuale che lascia poco spazio alla violenza vera, reale.

Chiusa la scuola, le palestre e ristretti in casa, i ragazzi non trovano sfogo e piacere nella sana competizione e questa carica che si accumula da mesi in maniera preoccupante nelle loro menti, trova ovvio sfogo negli episodi di violenza a cui assistiamo da settimane.

Tafferugli, risse, provocazioni, sono la conseguenza di quella vitalità repressa che non trova altre vie di sfogo. Da Verona a Roma, passando per le feste all’aperto di Lucca, i giornali danno notizie di assembramenti e risse tra centinaia di ragazzi giovanissimi.

Gli adolescenti che si uniscono in gruppi e mettono in atto comportamenti antisociali e trasgressivi ci sono sempre stati, anche se sono senz’altro influenzati dal contesto ambientale come la pandemia, soprattutto in questa fase dove il sentimento di coesione è minore e vi sono più frustrazione e rabbia per una situazione della quale ancora non si intravede la fine.

Anche la maxi rissa tra centinaia di giovani che si sono dati appuntamento, quasi tutti senza mascherina, sulla terrazza del Pincio a Roma, era inevitabile succedesse.

Non mi meraviglia ma attenzione non è giustificabile.

La misura è colma e secondo me assisteremo ancora ad atti simili, fino a quando non ritorneremo a fare ciò che facevamo prima e cioè andare a scuola, in piscina, in palestra o semplicemente a bere un tè tutti insieme come un tempo.

Non si può rinchiudere il vento, non si può rinchiudere tra 4 mura la vita che sboccia, con o senza covid.

Ricordatelo sempre, il futuro dei nostri ragazzi lo stiamo compromettendo noi con le nostre paure.

Angela Amendola

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