L’asino di Buridano

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Chi sia un asino è noto a tutti, un po’ meno noto ai più credo che sia Jean Buridan italianizzato Giovanni Buridano (1290 – 1368) filosofo e logico francese seguace della fisica di Guglielmo D’Ockham, quello del rasoio per intenderci (clicca sul link qui di seguito per leggere il mio articolo su Guglielmo D’Ockham: https://screpmagazine.com/il/).

In particolare Buridano, studioso di fisica, si soffermò sull’attrito dell’aria sui corpi, parlò di impetus come forza motrice impressa a un corpo, moto che dura finché non interviene un ostacolo a bloccarlo. Per tale posizione Buridano è considerato precursore di Galilei ma forse la sua fama è legata di più ad un asino.

L’asino di Buridano racconta un paradosso: un asino aveva due covoni di fieno per nutrirsi ma poiché erano identiche non sapeva quale scegliere e nell’incertezza morì di fame. Così ricorda il paradosso il filosofo Karl Popper:<< Un asino affamato ed assetato è accovacciato esattamente tra due mucchi di fieno con vicino due secchi d’acqua, ma non c’è niente che lo determini ad andare da una parte piuttosto che all’altra. Perciò resta fermo e muore>>

Il paradosso è detto di Buridano ma non si trova nei suoi scritti, probabilmente lo scrissero altri per mostrare come la filosofia potrebbe avvolgersi nelle spire della logica senza possibilità di uscirne. Buridano sosteneva che la volontà dell’uomo segue le valutazioni dell’intelletto e che quindi, trovandosi di fronte a due beni equivalenti potesse trovarsi in imbarazzo e confondersi sbagliando le azioni successive.

Nel tempo, l’asino di Buridano fu usato per indicare quei momenti in cui l’indecisione ci blocca e ci impedisce di fare le scelte opportune. Già un contemporaneo, Dante Alighieri scrive nel Paradiso IV,1-6 

<<Intra due cibi, distanti e moventi

d’ un modo, prima si morria di fame,

 che liber’omo l’un recasse ai denti,

 sì si starebbe un agno intra due brame

 di fieri lupi, igualmente temendo;

 sì si starebbe un cane intra due dame >>

Qui Dante sostituisce l’asino con un uomo ma il concetto è lo stesso, un dubbio che attanaglia e penalizza, tuttavia necessario per giungere alla verità; lo diceva già Sant’Agostino, ma anche Cartesio, che se non abbiamo dubbi, incertezze non arriviamo alla verità.

Ed è proprio un filosofo dell’età cartesiana, Baruch Spinoza, ad inserire l’asino di Buridano nel suo ragionare sugli stessi temi del filosofo medievale: volontà ed intelletto. Spinoza scrive:<< Si può obiettare se l’uomo non opera mediante la libertà della sua volontà, che cosa dunque accadrà nel caso che egli sia in equilibrio come l’asina di Buridano? Perirà forse di fame e di sete? Se io lo concedessi, sembrerei concepire un’asina o la statua di un uomo, non già un uomo; se invece lo negassi, vorrebbe dire allora che gli determinerà sé stesso e quindi che ha la facoltà di andare dove vuole e di fare tutto ciò che vuole >> B. Spinoza, Etica, II, XLIX scolio…

Gli esempi riportati tengono conto di due elementi, l’intelletto è la volontà che devono essere, a volte, accompagnate da altri elementi, come emozioni e sentimenti che possono essere un valido motivo per guidarci in una scelta quando la razionalità non offre vie d’uscita.

L’asino, umile animale salito agli onori della filosofia, mi torna in mente in una favola di Renato Fucini (1843 – 1921) poeta e scrittore di cui nel 1922, postumo, fu pubblicato Il ciuco di Melesecche. Storielline in prosa e in versi. Il ciuco, che dà il nome alla raccolta, aveva come suo padrone Melesecche, convinto di poter risparmiare sul fieno di cui si nutriva l’animale, decise quindi, di non dargli più da mangiare. Il povero ciuco dopo pochi giorni morì, ciò suscitò la disperazione dell’uomo e la derisione degli altri per la sua stupidità.

Ogni storiellina ha una sua morale e questa ci insegna che a volte pensando di risparmiare, finiamo con lo sprecare di più. Così sono a volte i risparmi dei governi che tagliano fondi per risparmiare, per esempio, su sanità e scuola e privano malati e giovani studenti di servizi che dovrebbero essere considerati necessari.

Ma… siamo in estate, fa caldo… non facciamo inutili polemiche, speriamo che il fresco dell’autunno porti buoni consigli e un rinsavimento generale.

Gabriella Colistra

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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