Umberto Boccioni (parte terza)

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Umberto Boccioni (parte terza)

“Romanzo di una cucitrice”

Olio su tela, cm 150 x 170

Parma – Collezioni Barilla di Arte Moderna

Il “Romanzo di una cucitrice” del 1908 rappresenta una tappa molto importante nel dipinto di Boccioni.

Quest’opera infatti appartiene alle prime esperienze e a un momento di studio e di approfondimento creativo di quella corrente artistica denominata Divisionismo.

Boccioni risente ancora dell’influenza di Segantini e Pelizza da Volpedo, ma la sua tavolozza risulta più ampia e con tonalità più luminose.

Nei quadri di Boccioni appaiono spesso dei personaggi alla finestra, una scelta compositiva che gli dà modo di illuminare meglio la scena.

“ROMANZO DI UNA CUCITRICE”

Il soggetto, come si nota, è un interno con una figura femminile.

La figura legge seduta, china su un libro che tiene tra le mani, probabilmente un romanzo, (che fa anche da riferimento al titolo).

La giovane donna che ritrae Boccioni è Ines, la sua amante e musa ispiratrice di molti altri quadri.

È accanto a una macchina da cucire e vicino ad una finestra fiorita da cui irrompe una forte luce.

Nel dipinto la lettrice di Boccioni dimentica la faticosa quotidianità del lavoro per immergersi totalmente in un’altra realtà, quella letteraria, strumento di crescita culturale.

Il soggetto, rimarrà una delle tematiche costanti nell’opera di Boccioni.

Perché l’artista esprime, in atmosfere intime, un profondo sentimento e un giusto equilibrio tra idea e perfezione tecnica con l’accordo di linee e colore.

Un cammino che nello svolgersi di pochi anni porterà Boccioni a creare quelle sue magiche e straordinarie visioni futuriste.

Infatti soltanto due anni dopo, nel 1910, Boccioni firma il manifesto tecnico della pittura futurista.

CONCLUDENDO:

L’opera presentata nel luglio 1908 alla Permanente di Milano, con disappunto dell’autore, ottenne ben pochi apprezzamenti e molte critiche negative.

Critiche documentate dallo stesso Boccioni nel suo Diario dove nota che …

… “Nessuno s’è accorto che guardando i miei quadri vi si vede una nota diversa dagli altri.Una nota personale come intonazione e come visione”.

Bruno Vergani

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