John Singer Sargent (parte prima)

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JOHN SINGER SARGENT (parte prima)

Lady Agnew of Lochnaw

Olio su tela, 127 x 101 cm

National Gallery di Edimburgo

Sargent nasce a Firenze nel 1856 da una famiglia cosmopolita di origine americana, ma si forma a Parigi sotto la guida del pittore francese Carolus Durand.

Durante questo periodo assimila velocemente l’espressione artistica studiando la pittura di Velázquez e Manet, per diventare poi un importante pittore della grande epoque francese.

Grande ritrattista, Sargent, alla pari di Giovanni Boldini, con la sua sfarzosa ed elegante pittura diventa un superbo interprete e assurge rapidamente al ruolo di vero e proprio “status simbol” del potere di classe.

L’abilità di Sanger lo si evidenzia anche in questo ritratto, non solo dalla perizia con cui ha dipinto la diversità dei tessuti dell’abito della poltrona e del drappo che funge da fondale, ma anche dallo sguardo della protagonista.

Lady Agnew, per merito di Sander, diventerà con questo dipinto una bellezza-icona dell’Ottocento.

“LADY AGNEW DI LOCHNAW”

Il soggetto raffigurato, è Gertrude Vernon, figlia dell’onorevole Gowran Vernon e moglie di Agnew, nono baronetto di Lovhaw.

Quando l’artista dipinse il ritratto, lady Gertrude era convalescente (ma la sua costituzione è sempre stata molto debole) e ciò si può percepire da una certa spossatezza nell’espressione del volto.

Agnew ha lo sguardo diretto e posa seduta sopra una poltrona con un mezzo sorriso, guardando lo spettatore con “languida eleganza”.

Si ha quasi l’impressione che stia partecipando ad una “conversazione intima” con coloro che la osservano.

È vestita con un abito bianco e con una fascia di seta color rosa intorno alla vita che garantisce un impatto notevole al ritratto.

La parete alle sue spalle è drappeggiata con seta cinese di un colore verdognolo.

È un dipinto che possiede un tocco ampio e “femminile” che colpisce per le proporzioni perfette compositive portate all’estremo.

Esposto alla Royal Academy di Londra nel 1898 fece il successo di Sargent in tutta Europa.

Lo scultore Rodin lo descrisse come “il Van Dyck dei nostri tempi”.

CONCLUDENDO:

John Singer Sargent amava definirsi “un americano nato in Italia, educato in Francia, che parla inglese e tedesco e che dipinge come uno spagnolo”.

Le sue pennellate, finalizzate alla rappresentazione del fastoso scenario delle riunioni mondane, rivelano una volontà pienamente aderente al conformismo festaiolo dell’epoca.

Un poeta dell’estetica e un ritrattista raffinato, capace di catturare la bellezza delle donne in posa e di restituirla attraverso pennellate delicate e magiche.

Bruno Vergani

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