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James Whistler (parte prima)

JAMES WHISTLER (parte seconda)

“Sinfonia in bianco, ritratto n. 2”

Olio su tela cm 76 × 51

Tate Britain di Londra.

Whistler realizzò “Sinfonia in bianco, ritratto n. 2 nel 1864.

Come per il precedente dipinto trattato nella prima parte, “Sinfonia in bianco, ritratto n. 1”, la modella è sempre la sua amante Joanna Hiffernan.

È una bellissima donna di origine irlandese che il pittore James Whistler conosce a Londra nel 1860 e della quale si invaghisce perdutamente.

Nonostante le palesi opposizioni della famiglia di Whistler, la loro relazione amorosa si protrae per molti anni.

“SINFONIA IN BIANCO, RITRATTO N 2”

Il dipinto “Sinfonia in bianco, ritratto n. 2” anche in questo caso, come nel precedente dipinto “Sinfonia in bianco, ritratto n. 1”, il pittore americano sceglie un titolo musicale.

Whistler ritrae sulla tela Joanna Hiffernan vestita di bianco, in piedi di profilo, con l’espressione languida e malinconica.

La fanciulla tiene nella mano destra un ventaglio colorato mentre l’altra è adagiata sul margine del camino, quasi fosse parte integrante dell’architettura.

Joanna Hiffernan si trova di fronte ad uno specchio nel quale si riflette l’immagine del suo volto.

Da notare come le sue sembianze appaiono maggiormente invecchiate nell’immagine riflessa.

Una cosa voluta dall’artista per dipingerla come la immagina in futuro.

Il vaso grigio e blu sulla mensola del caminetto sono elementi orientali. Una moda molto in voga a quei tempi.

Heffernan indossa un anello al dito, anche se i due non erano sposati. Con questa immagine religiosa, Whistler sottolinea la filosofia estetica dietro il suo lavoro.

La ricchezza delle pieghe del vestito, accuratamente ritratto, e la sovrapposizione di diverse tonalità di bianco, richiamano alla mente la successione di note come in un brano musicale.

CONCLUDENDO:

L’opera “Sinfonia in bianco, ritratto n. 2” viene presentata nell’anno 1865 alla Royal Academy di Londra, ottenendo diverse critiche e il rifiuto da parte della giuria.

Nonostante tale insuccesso Whistler decide di presentare l’opera nel 1900 all’Esposizione Universale di Parigi, e in tale occasione il suo talento e la sua caparbietà vengono premiati con il “grand prix” dei dipinti.

Successivamente, dopo essere entrato a far parte di due distinte collezioni private, il dipinto nel 1919 passa alla National Gallery di Londra e nel 1951 viene trasferito definitivamente alla Tate Gallery, sempre a Londra.

Vergani Bruno

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