James Whintler (parte terza)

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James Whistler (parte seconda)

JAMES WHISTLER (parte terza)

“La madre di Whistler”

(Composizione in grigio e nero)

1871, olio su tela, cm 144×162

Parigi, Museé d’Orsay

Conosciuto anche con il titolo originale di “Composizione in grigio e nero”, è uno dei ritratti più famosi dell’Ottocento.

La modella è la madre dell’artista, che dopo la morte del marito, nel 1849, abbandona l’America per fuggire dalla guerra civile, trasferendosi a Londra per vivere con suo figlio James.

Anna Whistler ha una storia che la rende una donna forte ma al tempo stesso provata.

E anche per questo motivo che quest’opera di Whistler è diventata il simbolo di una madre stanca, ma dolce e umana.

“LA MADRE DI WHISTLER”

In primo piano la protagonista della scena è assorta.

Whistler la dipinge di profilo, una forma di rappresentazione molto usata dagli artisti del Rinascimento.

Anna Whistler siede in una posa composta, mentre le sue mani stringono un fazzoletto di pizzo bianco.

Ha i capelli grigi raccolti e il suo vestito nero l’avvolge in tutto il corpo.

L’abito nero del profilo ricorda molto il lavoro di Frans Hals, un pittore olandese che Whistler adorava.

La tenda sulla sinistra è decorata con un motivo floreale, che rammenta l’arte giapponese. Come ben si sa, Whistler, al pari di Van Gogh e Gauguin, l’amava moltissimo

Sul muro della casa, alle spalle di Anna, Whistler rappresenta una stampa incorniciata. Si tratta probilmente di una delle sue stesse opere.

Nel ritratto della madre, il viso, insieme alla mano, ricevono un trattamento più dettagliato di ogni altra cosa.

Ma anche il copricapo in pizzo e il fazzoletto sono dipinti con pennellate un po‘ più ricercate rispetto al resto dell’immagine.

La sensazione generale, che si percepisce, è quella di grande rigorosità.

Questo per via della combinazione dei colori tenui dello sfondo e del nero profondo dei vestiti.

Eppure, nonostante questo senso di severità, si persepisce nella donna anche un senso di empatia e di fragilità.

Whistler era particolarmente attento ai valori tonali dei colori delle sue opere. E qui raggiunge un equilibrio perfetto di luce e buio. Gli piaceva creare effetti di colore sottili e discreti.

Questo esprimeva per lui la convinzione che la pittura fosse “armonia musicale” più interessata alle qualità delle linee e dei colori che al soggetto, una tecnica tanto amata dopo molti anni da Kandinski.

“La madre di Whistler” venne esposta per la prima volta alla Royal Academy di Londra nel 1872.

Il ritratto non fu accolto con entusiasmo dai critici inglesi, ma non da alcuni politici francesi, ammirati da tanta maestria.

Poco tempo dopo infatti il ritratto de “La madre di Whistler” venne comprato dallo stato francese, che nel frattempo lo aveva fatto diventare cavaliere della Legione d’Onore nel 1889.

PER FINIRE:

Una curiosità: la storia racconta che il ritratto de “La madre di Whistler” inizialmente dovesse essere in piedi.

A causa però dell’anzianità della donna e di una recente grave malattia, la madre non riusciva a stare eretta per ore.

Così per alleviarle la fatica Whistler la rappresenta seduta e con il poggiapiedi, agevolandole il lavoro di modella, che richiedeva molta pazienza e tolleranza.

Bruno Vergani

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