JAMES WHISTLER (parte prima)

“SINFONIA IN BIANCO RITRATTO N.1”

Olio su tela

214 x 1,08 cm

National Gallery of Art, Washington.

James Whistler nacque a Lowell, nel Massachusetts, USA, il 10 luglio 1834.

Destinato dai genitori alla carriera militare, frequentò l’Accademia di West Point ma in seguito diede le dimissioni per dedicarsi interamente alla pittura.

A ventiquattro anni si imbarcò per la Francia e il suo periodo di permanenza a Parigi fu un momento di profonda maturazione artistica.

Studiò all’Ecole des beaux-arts diventando amico di Courbet e Fantin-Latour che lo indussero a far parte del gruppo “realista”.

Le sue prime opere riflettevano queste esperienze e in special modo con il capolavoro: “Al pianoforte” dalla composizione studiata e dal tocco fluido come un provetto musicista.

Rifiutata stranamente al Salon di Parigi, la tela venne esposta con successo l’anno successivo alla Royal Academy di Londra (1860), dove segnò l’inizio della carriera inglese dell’artista.

La fama del pittore crebbe a dismisura, Whistler divideva ormai il suo tempo tra Londra, dove si stabilí nel 1863, e la Francia, dove soggiornò spesso d’estate sulle coste della Manica ritrovando gli amici colleghi Courbet, Fantin-Latour e Manet.

Il suo talento, sempre alla ricerca di nuove ispirazioni, si evolse.

Molte sue tele degli anni Sessanta contenevano riferimenti all’Estremo Oriente.

Queste visioni di estrema raffinatezza, gli erano state suggerite dall’arte giapponese, di cui era fervido ammiratore.

Interpretava i dipinti semplificando le linee e giocando virtuosisticamente sull’accordo armonioso delle tinte neutre.

Dopo il 1870 Whistler, sino agli anni novanta, si dedicò quasi interamente al ritratto con capolavori come “Composizione in grigio e nero n. 1”, “Ritratto della madre dell’artista” e “Composizione in grigio e nero n. 2”.

Grande appassionato di musica, eccellente pianista, le sue opere avranno tutte, da allora, sottotitoli musicali.

“SINFONIA IN BIANCO, RITRATTO N.1”

Joanna Hifferman, giovane modella irlandese, nonchè sua amante per diversi anni, posa per Whistler nel suo studio parigino.

Ma Joanna Hiffernan lo sarà anche in “Sinfonia in bianco, ritratto n. 2” e in molti altri dipinti.

Il titolo del ritratto, è dovuto ad un suggerimento di un critico giornalista, il primo ad accostare la pittura di Whistler alla musica.

Osservando la “Sinfonia in bianco” notiamo una figura interamente vestita di bianco.

È abbigliata in un’elegante veste di cambrì in posizione verticale davanti a una finestra che con le sue trasparenze filtra agevolmente la luce.

È in piedi su una pelle d’orso con un giglio bianco in mano.

Si staglia nel suo abito candido, statuaria nella sua purezza e semplicità.

Alle spalle spicca un tendaggio altrettanto bianco, ma con una leggera sfumatura più dorata conferita dal disegno ricamato o damascato.

La ragazza e lo sfondo sono come due accordi simili ma in tonalità diverse, entrambi sommessi e ovattati.

La figura, tuttavia, è investita da una potente luce proveniente da destra e pertanto l’opera, fatta eccezione per la sua capigliatura rosso-fuoco, si risolve in un impasto cromatico brillante.

Tutto ciò che giace a terra, l’orso bruno, il tappeto a larghi fiori, contrasta il bianco candore della modella anche a livello emozionale.

Il dipinto è stato interpretato dai critici sia come un’allegoria dell’innocenza che come allusione religiosa alla Vergine Maria.

Fu stramamente respinto sia dalla Royal Academy che dal Salon ufficiale di Parigi, ma alla fine venne esposto con grande e meritato successo al Salon des Refusés nel 1863.

CONCLUDENDO:

Come dicevo, questi titoli dei dipinti sono un esplicito richiamo al linguaggio musicale.

Whistler lavorava coi colori come un compositore con le note, sensibile all’affinità tra due nobili forme d’arte, pittura e musica.

La sua intensa ricerca artistica ricorda moltissimo quella svolta da Kandinsky cinquant’anni più tardi.

Whistler, proprio per questo, si potrebbe collocare come suo geniale precursore.

Bruno VerganiUSA

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