Oggi 27 Gennaio è il giorno della Memoria: una data non certo scelta per caso, poiché segna il giorno in cui , nel lontano 1945, l’Armata russa entrò nell’inferno del campo di Auschwitz, liberando tutti i prigionieri rimasti vivi. Una memoria importante dunque, una memoria che è soprattutto voglia di Ricordare, ritornare con la mente e il cuore a quegli anni terribili , anni in cui accadde che la cattiveria dell’uomo si manifestò in uno dei momenti più orribili della Storia dell’umanità: lo sterminio da parte dei Nazisti di oltre 4 milioni di ebrei ( e non solo) nel corso della Seconda Guerra mondiale. E’ passato tanto tempo da allora, ma la ferocia delle persecuzioni e il modo cruento ( non solo fisicamente ma anche socialmente) in cui l’antisemitismo si è manifestato, rende ancora oggi dolorosa e solidale quella profonda ferita umana.
Anche il Cinema, con i suoi potenti strumenti, ha più volte omaggiato quella necessaria memoria con film che , aldilà dell’aspetto tecnico , rappresentano un contributo essenziale per ricordare.
Grandi registi e autori hanno affrontato il delicato argomento, cercando in modo personale e pur sempre soggettivo di veicolare un messaggio che potesse essere fruibile ad un largo pubblico. Il film più rappresentativo, per mio gusto personale, è sicuramente “Shindler’s List”, il capolavoro di Spielberg del 1993, vincitore di 7 Oscar, con due grandissimi interpreti , Liam Neeson e Ralph Phiennes, che racconta la vera storia di Oscar Schindler, un tedesco proprietario di svariate fabbriche che, con vari stratagemmi, salva dalla morte migliaia di Ebrei, rinnegando il suo “ceppo” nazista. Un dramma costruito da Spielberg fin nei minimi dettagli con una capacità evocativa ed emotiva immensa.
Tra gli altri film da citare ricordiamo: “Il pianista” di Roman Polanski, la storia di un pianista ebreo e delle vicissitudini della sua famiglia durante l’olocausto, con un bravissimo Adrien Brody ; “La vita è bella “ di Roberto Benigni(1999), poetico quadro di un amore paterno che trova nella favola una via di uscita dall’inferno ( con un meritato oscar a Roberto Benigni ); il bellissimo :”Arrivederci ragazzi ” di Louise Malle (1885)’ racconto di amicizia e dolorosa consapevolezza ; “Il bambino con il pigiama a righe”, di Mark Herman, toccante e struggente visione di un dialogo tra due bambini che vivono in due mondi paralleli ma lontanissimi ; “il diario di Anna Frank” di George Stevens (1959), vincitore di tre premi Oscar, trasposizione fedele del celebre libro di Anna Frank, una bambina rinchiusa in soffitta con la famiglia durante la guerra, per sfuggire alle persecuzioni. ; “Jona che visse nella balena”, di Roberto Faenza, che racconta la storia di un bambino di 4 anni deportato a Bergen Belsen con la famiglia, poi separato dal padre; “La tregua “ di Francesco Rosi, tratto da Primo Levi, ideale seguito di “Se questo è un uomo”; “Train de vie” , di Radu MIhaileanu, che presenta gli abitanti di un villaggio ebraico alle prese con un tentativo di folle fuga in treno verso l’URSS prima e la Palestina poi; “La chiave di Sara” (2010), di Gilles Paquet-Brenner, con una grande Kristin Scott Thomas e la terribile vicenda di due fratellini separati dall’orrore; “La scelta di Sophie” (1982) di Alan J.Pakula, con una immensa Meryl Streep, lo straziante racconto di una impossibile scelta materna nell’inferno del lager.
Anche il capolavoro di Charlie Chaplin , “Il grande dittatore” (1940) , sebbene si presenti sotto una veste diversa rispetto alle pellicole precedentemente citate, dovrebbe rientrare a pieno merito nella lista dei films da guardare oggi: per riflettere su come la follia di un solo uomo abbia potuto generare tanto orrore; come si poteva tacere? affermava Chaplin in una sua poesia scritta in Spagna nel pieno della Guerra civile, come sarebbe potuto rimanere in silenzio quando il Nazismo con la sua lucida pazzia stava trasformando il mondo intero in Servitù o in letame? In realtà, dopo esser venuto a conoscenza della realtà dei Campi di sterminio Chaplin affermò che se fosse tornato indietro non avrebbe mai potuto trovare nulla per sorriderci su o per creare qualche scena satirica, ma, in realtà, il suo film è un immagine potentissima di come tutto nasca ad opera dell’uomo, di come sia l’Uomo ad essere padrone di ciò che accade nel mondo e di come i potenti hanno la capacità di compiere il destino dell’umanità.
Ricordare, testimoniare attraverso il Cinema è, dunque, uno strumento fondamentale per sapere, per prendere coscienza, per temere quello che potrebbe succedere ancora e soprattutto per riconoscere gli errori fatti e fare in modo che non si ripetano , perché, come diceva Levi, “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

Sandra Orlando

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