“Cutro, Calabria, Italia:” il doc di Mimmo Calopresti sulla strage di migranti in anteprima al Magna Graecia 2024

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il regista Mimmo Calopresti (fra i suoi lavori più recenti Aspromonte, la terra degli ultimi),  con il doc Cutro, Calabria, Italia torna su una delle più gravi tragedie avvenute di recente in prossimità delle coste italiane.

Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 il caicco Summer Love, partito da Izmir, in Turchia, con oltre 180 persone a bordo, si schiantò contro una secca tra le alte onde della tempesta e naufragò davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro: persero la vita 94 migranti, tra cui 34 minori. Imprecisato fu il numero dei dispersi.

Il film documentario di Calopresti – prodotto dalla Calabria Film Commission e realizzato da Silvia Innocenzi e Giovanni Saulini per Alfa Multimedia – sarà presentato, il 29 luglio, in anteprima mondiale, alla 21ma edizione del Magna Graecia Film Festival, sezione Sguardi di Calabria e in autunno sarà trasmesso sulla RAI.

Magna Graecia Film Festival – MGFF – Festival delle opere prime, Cinema, Spettacolo, Grandi eventi in Calabria – Gianvito Casadonte

Secondo Anton Giulio Grande, Commissario Straordinario della Calabria Film Commission, il doc mostra anche “la Calabria vista come terra di accoglienza, il calore degli abitanti di Cutro e delle aree limitrofe, in prima linea sin dalla notte del 25 febbraio del 2023. Un luogo di sentimento e di approdi che Calopresti narra attraverso volti e storie che non si dimenticano“.

Lo scopo principale del doc, per il regista è “ricordare e mai dimenticare“, perché “solo così riusciamo a dare un senso ad una tragedia come quella avvenuta a Cutro. Ricordare chi non c’è più, raccontare le storie di chi era su quel barcone che si è sbriciolato sulla spiaggia di Steccato di Cutro. Raccontare tutta quella gente che si è data da fare per dare una mano ai superstiti, che si è mobilitata per giorni per ricostruire e recuperare i brandelli di vita che arrivavano dal quel mare che ha ululato per giorni e notti. Trovare un senso a quel che è successo facendo la sola cosa che so fare: raccontare“.

Mimmo Calopresti nel documentario racconta i fatti – le azioni positive della popolazione di Cutro e delle istituzioni locali – ma anche segna un legame con episodi della Storia del cinema italiano, visto che anche a Cutro, nel 1964, Pier Paolo Pasolini girò il Vangelo Secondo Matteo.

 

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