Un libro non è carta da macero…

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Mentre esce il mio articolo sono in viaggio per Vibo Valentia.

Questo pomeriggio al ViBook 2021 presentiamo ben tre dei nostri libri (clicca su ogni titolo per visualizzare il libro nella nostra edicola):

“Senza Paura” di Fiorella Grillo 

“Ricordati chi sei” di Giulia Trio

e “Sulle ali dell’arte” di Vincenzo Bocciarelli.

Il “nostro pomeriggio al ViBook 2021” si chiuderà proprio con lo spettacolo di Vincenzo Bocciarelli al quale parteciperanno come ospiti Massimo Cappuccio (mago mentalista) e Antonio Donatello De Nicola (musicista cantautore)…ore 21.00 Palazzo Gagliardi…

E mentre guido penso a cosa dovrò dire “essendo stato investito del ruolo di presentatore”…forse al ViBook 2021, nella capitale italiana del libro 2021-2022, sarà opportuno parlare proprio di libri. Già il “mondo dei libri”…

Il mondo dei libri – in Italia – funziona così: un editore stampa un libro che, attraverso una scheda, viene proposto da un distributore alle librerie le quali, se interessate, lo prenotano.

Facciamo finta che un editore riceva 1.000 prenotazioni del suo nuovo libro dal costo di 10 euro. Se tutto va per il meglio, l’editore incasserà mediamente il 30% sul prezzo di copertina. L’altro 70% sarà diviso tra distributore e libreria.

Parliamo di un incasso totale lordo di circa 10mila euro e netto di circa 3mila euro.

Da questi soldi l’editore dovrà pagare il tipografo, l’editing, la redazione, l’autore, le tasse ecc…

Fin qui sembrerebbe tutto normale ma esiste un grosso problema perché dopo circa sei mesi, le librerie possono rendere le copie non vendute al distributore il quale chiederà all’editore il rimborso per le medesime.

Si chiama conto vendita.

Succede per esempio che sulle 1.000 copie prenotate (magari davvero venissero prenotate 1.000 copie di un libro) 300 tornino indietro all’editore.

E immaginate questo in “epoca Covid-19″… quando magari tutte e 1.000 le copie sono tornate indietro…

Ma fermiamoci alle 300: per il distributore un reso del 30% sulle prenotazioni è un reso basso.

Moltiplicate però quanto appena descritto per otto, dieci, dodici titoli l’anno e vi renderete conto da soli che per un editore è praticamente impossibile svolgere la sua attività e capire se, quanto e quando sta guadagnando e quando no.

Questo meccanismo scatena una corsa alla novità e una grave penalizzazione per l’opera e l’intelligenza degli Autori.

Spesso, infatti, per ripianare i debiti di un titolo andato male, l’editore è costretto a stampare un nuovo libro. Chi ci guadagna in tutto ciò è sempre la distribuzione e la tipografia che indipendentemente dal successo di un volume, incassano a prescindere.

L’editoria è l’unico settore in Italia dove chi rischia incassa sul distribuirlo e guadagna sul venduto. Questo sistema riempie gli scaffali di “presunte novità”.

I librai (che come precedentemente spiegato non acquistano fisicamente una copia ma la tengono sui propri scaffali per un certo numero di mesi) rischiano poco e riempiono la propria libreria con centinaia di titoli che non conoscono, che non sanno consigliare e che mal che vada, rispediscono al mittente…tanto a loro “ma che je frega“?

In Italia ci sono 5.000 punti vendita, circa 3.500 librerie (alcune di queste specializzate) e il resto cartolibrerie.

5.000 punti vendita su 8.000 Comuni.

Circa il 27% degli italiani, uno su quattro abita in un Comune senza una libreria.

Ventitré milioni di papabili lettori senza un luogo dove comprare libri se non in rete, quando si sa usare e quando i big alla Amazon non escono con sconti magagalattici su libri appena pubblicati…

I 5.000 punti vendita sono invasi da circa 60.000 novità l’anno, una vera “strage di cellulosa”!

Si tratta di cifre astronomiche: 130 milioni di volumi stampati dei quali più della metà – circa 65 milioni – restano totalmente invenduti e mandati al macero…si DISTRUTTI !!!

Sessantacinque milioni di libri che tornano indietro all’editore, stampati inutilmente, molti dei quali non possono essere stipati nei magazzini per due motivi:

  1. molti editori non hanno magazzini e quindi mandano al macero le copie;
  2. questi resi vanno a bilancio e sono drammi dal punto di vista fiscale.

Come fa quindi un editore a resistere in tutto questo trambusto economico?

Accademia Edizioni ed Eventi la risposta la conosce.

Innanzitutto la distribuzione classica è morta. Sentirsi dire da un medio distributore “io non lavoro a meno del 50-55 % di guadagno pronto sul prezzo di copertina” è un vero e proprio “insulto!

Le schede promozionali, le recensioni dei libri, le email promozionali non sono morte ma l’investimento “al buio” tanto per “far girare i libri”, quello se non è morto del tutto, “deve morire”!!!

Oggi si può fare editoria seriamente e nel rispetto sia dell’Autore che di chi fa Impresa, solo grazie a una promozione diretta, graduale, quasi artigiana.

Oggi c’è bisogno innanzitutto di meno libri in libreria e – soprattutto – di librai che conoscono bene Casa Editrice, Autori e quindi ciò che vendono.

Editori e librai capaci di proporre persone, storie e qualità.

Oggi c’è assoluto bisogno di saltare distribuzione e conto vendita, almeno per la piccola e media editoria, di avvicinare editori e librai indipendenti, di ridurre la filiera.

Accademia Edizioni ed Eventi ha messo a disposizione un portale dove Clienti, Autori e Librerie possono incontrarsi, dove può avvenire istantaneamente un acquisto, un trasferimento di denaro, un PORTALE che fa guadagnare il giusto all’Autore, all’Editore ed alle Librerie.

Non affidate i Vostri libri ai “grossisti della carta”, evitate le librerie stracolme di scaffali, titoli assiepati pieni di polvere…scrivere e leggere un libro è una cosa seria, troppo importante per “banali affaristi”.

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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