Se c’è un personaggio controverso all’interno del paddock della MotoGP questi è sicuramente Andrea Iannone.

30 anni e mezzo, abruzzese di Vasto, “The Maniac”, come viene soprannominato, è un pilota di grande talento.

Eppure fino a oggi, pur guidando da tanti anni in MotoGP e cavalcato moto piuttosto competitive come la Ducati e la Suzuki ufficiali, ha conquistato una sola gara, nel 2016 in Austria.

Negli ultimi anni Iannone ha fatto parlare di sé anche per la storia d’amore, poi naufragata, con Belen Rodriguez.

A pensar male, la parabola discendente del buon Andrea potrebbe essere cominciata proprio nel momento in cui il suo nome ha cominciato a essere associato con quello della bellissima modella argentina.

Ovviamente è solo un caso.

Però non si può negare che da qualche anno a questa parte Iannone, oltre che un pilota professionista, sia diventato anche un personaggio da copertina.

Dopo Belen si è fidanzato con Giulia De Lellis, altra “bellona patinata”.

In molti quindi si staranno chiedendo: ma Andrea Iannone, superata la fatidica soglia dei 30 anni, tiene meno alla carriera di pilota e più alla sua immagine?

La risposta è no.

Andrea continua a inseguire il sogno di vincere in MotoGP.

La scelta, fatta un anno e mezzo fa, di firmare per l’Aprilia per appena 1,5 M.ni all’anno, è stata azzardata, perché la Casa di Noale non è ancora attrezzata per competere nella massima cilindrata.

Detto ciò, sulla testa di Andrea pende la “Spada di Damocle” di una possibile squalifica.

Martedì 4 febbraio, infatti, ci sarà un’udienza davanti alla Corte Disciplinare Internazionale della Federazione per discutere della positività di Iannone a una sostanza dopante emersa durante un controllo avvenuto sul fine della stagione scorsa, in Malesia.

Le controanalisi, effettuate il 7 gennaio nel laboratorio della Wada di Dresda, in Germania, hanno dato esito positivo.

I valori emersi sono considerati minimi, ma sufficienti per l’apertura di un procedimento giudiziario.

La sostanza rinvenuta nelle urine del campione è il Drostanolone, uno steroide androgeno esogeno anabolizzante.

Il pilota rischia una lunga squalifica.

La commissione ha 45 giorni di tempo per decidere.

La difesa punta a dimostrare che Iannone non abbia assunto deliberatamente la sostanza dopante, bensì che questa fosse contenuta in alcuni alimenti, essendo il pilota un “consumatore seriale” di carne.

La difesa ha tempo fino al 31 gennaio per redigere l’elenco dei testimoni e dichiarare le proprie fonti di prova, che saranno poi discusse in giudizio.

La condanna può andare da una semplice reprimenda fino a quattro anni di squalifica.

Contro la sentenza, il pilota potrà ricorrere al TAS (il Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna.

Nel frattempo non può salire in moto ed è scontato che salterà i primi fondamentali test con la nuova moto.

 

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Roberto Verdi
Sono Roberto Verdi, faccio il giornalista e ho una passione smisurata per lo sport, in particolare per quelli motoristici. Nella mia carriera ho scritto di qualsiasi argomento: di viaggi, di cronaca nera e rosa, di animali, di politica e persino di cucina. E, naturalmente, di sport. Ho anche sceneggiato “albi a fumetti”, altra mia grande passione insieme alla musica rock ed alla pallavolo, sport che pratico da 25 anni. Qui su SCREPmagazine mi focalizzo sul mondo delle due ruote: MotoGp, Superbike e MotoCross. Gas a martello e buona lettura!

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