Parliamo di poesia con il poeta Massimiliano Giannocco

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Massimiliano Giannocco nasce a Roma, dove vive con la sua famiglia, il 5 novembre del 1974. Ha conseguito la laurea in economia aziendale presso l’Università degli Studi Roma Tre e successivamente il Master in Istituzioni Parlamentari “Mario Galizia” presso l’Università La Sapienza. Lavora da anni nel settore energetico come Responsabile dei Rapporti con Istituzioni ed Enti locali di Unione Energie per la Mobilità. Nel 2020 pubblica la sua prima raccolta di poesie “Novembre” e nel 2022 “Notturno stellato”.
Ha pubblicato una piccola raccolta di aforismi poetici “Possedeva il mare dentro”.
È presente in diverse antologie di poesie in italiano e in romanesco, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti letterari nazionali. Collabora con siti giornalistici ed è vicepresidente vicario dell’Associazione Culturale Liberalismo Gobettiano.

Massimiliano Giannocco parlaci di te.

Sono nato a Roma e vivo nella Capitale con la mia splendida famiglia.
La mia passione più grande è scrivere e ho avuto la fortuna di vedere pubblicate tue sillogi poetiche, “Novembre” e “Notturno stellato”, con Europa Edizioni.
Mi diletto in aforismi, raccolti nel libretto “Possedeva il mare dentro”.

Quando è nata la tua passione per la poesia?

Intorno ai 18 anni. Curiosamente direi che la passione è sbocciata quando i miei studi mi hanno spinto ad altro. Da argomento di studio scolastico, la poesia divenne improvvisamente lettura viva e necessaria.

Cosa significa per te essere un poeta?

Premesso che non mi considero tale – sarebbe pretenzioso, perché conosco i miei limiti -, posso dire cosa significa per me la poesia: Poesia per me è ossigeno, necessaria come l’aria che respiro.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso i tuoi versi?

Riporto su “carta” ciò che vedo e sento. A mio avviso, la poesia è condivisione tra chi scrive e chi legge, un momento in cui due persone, anche lontane, dialogano, a livello emotivo. E non è detto che intendano i versi allo stesso modo.

Qual è il poeta di cui trai la tua massima ispirazione?

Ne ho veramente tanti e da ciascuno cerco non tanto di ispirami, ma di apprendere. I primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Baudelaire, Ungaretti, Carducci, Pascoli, Raboni, Marcoaldi, De Angelis, Arminio. Si tratta, comunque, di un piccolo elenco, all’interno del grande e variegato Olimpo dei poeti.

La poesia si sta evolvendo o addirittura trasformando. Cosa pensi a riguardo?

Nella staticità si muore, per cui è sempre un bene l’evoluzione, ma una buona dose di conservatorismo, rifacendomi a un approccio come quello del grande filosofo britannico Rogert Scruton, penso sia utile anche alla poesia. Innovare tanto per farlo, senza solide basi e una certa prudenza nel trasformare quanto di bello ha la poesia, rischia di far scadere il tutto nel manierismo.

Il poeta John Keats afferma: “Se la poesia non nasce con la stessa naturalezza delle foglie sugli alberi, è meglio che non nasca neppure“. Cosa pensi di questa affermazione?

Un concetto bellissimo, lasciatoci in eredità dal grande poeta della Bellezza. Pensare alla saggezza nella società contemporanea, che ormai di naturale ha poco, induce a momenti di malinconia.

I poeti classici sono e saranno immortali. Si può secondo te, affermare lo stesso dei poeti moderni?

Secondo me, si. E, se posso esclamare: Beati loro!

C’è un posto o un luogo dove trovi massima ispirazione?

Posti, luoghi, angoli, silenzi, paesaggi, anima. Non è un elenco, ma è realtà, è fantasia, che può diventare poesia.

Per finire, ti va di deliziarci con una tua opera?

Se posso, sperando di rimanere in tema con questa bella intervista, chiuderei con questa poesia, tratta dal mio libro “Notturno stellato”:

Canta

Canta la gioia di vivere
canta le emozioni
e, se ti va, pure i dolori,
che poi sono come il retrogusto
amaro del cuore
su cui banchettano i vicini.

Canta sulla base musicale
di fisarmonica, fiati e violini,
fanfara allegra e malinconica
di balli gitani sotto
i portici dell’anima.

Canta, anche se non hai più fiato,
canta con la gola squarciata,
tanto canti per te stesso
e le note esplodono dai precordi,
dalle viscere e dal seme che feconda
il mondo intero. Canta per lei,
che ti ama ed è lì che ti aspetta.

Cantate insieme, durante l’amplesso,
mentre il mare vi inonda di sensazioni
e le stelle sono l’unico pubblico
che applaude pulsante di entusiasmo,
perché la voce dei vostri corpi
è una, sola, bellissima
e partorisce fiori sulle dune della vita.

Massimiliano Giannocco

ScrepMagazine e il direttore Giuseppe De Nicola ti ringraziano…

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Antonia Flavio nasce a Cosenza il 01/06/1977 dove attualmente vive con la famiglia. Autrice di: "La mia vita i miei amori racchiusi in una poesia", "Echi del mare" e "Diario Bruciato" . Presente su Wikipoesia. L' 8 gennaio del 2020 è stata inserita nell' Albo D'oro dei Poeti, Scrittori ed Artisti Contemporanei Italiani di Cefalù Art. Inserita nell'Albo dei Poeti del comune di Lucito. Iscritta all'Albo dei Poeti e Scrittori italiani. Iscritta all'associazione Cenacolo Letterario Italiano città di Cefalù. Iscritta all' Accademia Mondiale della Poesia. Iscritta presso Associazione socio culturale "Club della poesia" città di Cosenza. Iscritta all'Associazione Culturale GueCI. Iscritta all'Associazione Culturale RDP di Messina. Iscritta ad Accademia Edizioni ed Eventi ETS di Roma. Autore su ScrepMagazine. Vincitrice di numerosi concorsi letterari.

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