“Neopositivismo” e razionalità scientifica

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IL CIRCOLO DI VIENNA

Nel XX secolo abbiamo assistito a cambiamenti epocali nel panorama scientifico mondiale: la Relatività, la Fisica Quantistica, solo per fare alcuni esempi a tutti noti.

In parallelo allo sviluppo scientifico, si è sviluppata la riflessione sulla scienza stessa, che prende il nome tecnico di epistemologia (= filosofia della scienza).

Furono innanzitutto i membri del Circolo di Vienna, a partire dagli anni Venti a dare un impulso decisivo alla filosofia della scienza, intesa come disciplina specifica ed autonoma.

Di che cosa si occupa la filosofia della scienza?

La filosofia della scienza ha lo scopo di esplicitare e fondare il metodo e  le condizioni di possibilità delle asserzioni scientifiche.

IL NEOPOSITIVISMO

Il Circolo di Vienna diede vita al Neopositivismo (il positivismo era stata una corrente del XIX secolo che per prima aveva esaltato il ruolo della scienza per il progresso dell’uomo e della società).

Si trattò di un movimento filosofico-scientifico molto articolato e complesso che, al di là delle diverse concezioni elaborate dai suoi singoli membri, ebbe un forte comun denominatore: la critica radicale alla metafisica e il tentativo di dimostrare che la razionalità umana coincide esclusivamente con la razionalità scientifica.

Cosa significa tutto ciò?

In parole povere, significa sostenere che al di fuori della scienza non c’è alcun sapere razionale valido e che tutte le riflessioni e le indagini che i filosofi hanno condotto sull’essere, sulle Idee, sulle Forme, su Dio, su tutto ciò che va oltre i limiti dell’esperienza, hanno lo stesso valore delle favole per bambini: al massimo sono solo dei bei racconti fantasiosi!!!

È una tesi radicale molto forte: è come se dicessero che Parmenide, Eraclito, Platone, Aristotele, Plotino e tutti i grandi filosofi moderni avessero speso tutta la loro vita nient’altro che a inseguire fantasmi, a raccontare stupidaggini …

Cerchiamo di approfondire

GLI ELEMENTI QUALIFICANTI

I principali elementi che accomunano i diversi pensatori neopositivisti si possono così schematizzare:

  • Una grande attenzione e riflessione filosofica sul linguaggio;
  • Il principale ambito di competenza della filosofia è l’analisi linguistica;
  • L’idea che esiste un linguaggio non equivoco e rigoroso, che permetta di descrivere in modo corretto la realtà, evitando di cadere nelle trappole linguistiche nelle quali si è rimasta intrappolata fin dalle sue origini la filosofia occidentale;
  • Solo la scienza permette la fondazione di un linguaggio rigoroso.

Attraverso una rigorosa analisi linguistica, i neopositivisti mirano a dimostrare che ogni proposizione che non descrive dei fatti concreti, legati all’esperienza, è di fatto priva di senso.

La metafisica, per definizione, si fonda su proposizioni che descrivono realtà che vanno oltre (meta in greco significa appunto “al di sopra”, “oltre”) l’esperienza naturale (phisys) e dunque si configura come un insieme di asserzioni prive di senso, perciò si tratta di un discorso irrazionale

Il perno della critica alla metafisica e il tentativo di fondazione di un linguaggio scientifico rigoroso ruota attorno al cosiddetto principio di verificazione.

Ne parliamo presto…

Emiliano Cheloni

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