Michele Cascella (parte terza)

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Michele Cascella (parte terza)

“GINESTRE E ORTENSIE”

Olio su tela 70×50

Collezione privata

I fiori, come soggetto, cominciano a comparire all’interno delle “nature morte” agli inizi del XVII secolo.

In seguito l’attenzione dei pittori per il mondo floreale, soprattutto con gli impressionisti, si fa sempre maggiore per catturare vibrazioni luminose “en plein air”.

Così i fiori, come nel caso di Cascella, cominciano a comparire non solo nei vasi, ma anche immersi nel loro paesaggio naturale, diventando anche un modo di interpretare la realtà.

“GINESTRE E ORTENSIE”

Un meraviglioso campo di ginestre e ortensie, immerse nel loro paesaggio naturale, si apre su uno scorcio illuminato dal sole.

La struttura è determinata da un tratteggio che dà forma alle cose, crea i volumi, misura lo spazio e, ovviamente, registra ogni più piccola percezione cromatica che dà forma anche al cielo azzurro.

Cascella esercita una pittura che, allo stesso tempo, è indagine. Rimane fedele ad una resa caratteristica e la sua tecnica è votata a riportare sul dipinto tutti i vasti colori del mondo floreale.

Il risultato è una composizione che, oltre a mostrare una grande perizia, individua il movimento della luce sugli oggetti e l’entusiasmo coloristico delle stagioni.

CONCLUDENDO:

Le immagini di Cascella, studiando il linguaggio dei fiori, hanno il potere di evocare un mondo di sentimenti racchiusi nell’animo.

L’artista cerca di penetrare nei segreti della natura, di risalire all’essenza della vita, della creazione.

Un pittore quindi genuino, sincero, non privo di emozioni, che rendono le sue opere un racconto senza tempo.

Bruno Vergani

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