Lucian Freud (parte terza)

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Lucian Freud (parte seconda)

LUCIAN FREUD (parte terza)

“Ragazza con gattino”

Olio su tela 39,5 x29,5 cm.

“Getty Center” Los Angeles.

È uno degli otto ritratti che Freud realizza alla prima moglie, Kathleen Garman.

In questa composizione, del 1947, dalla forte carica psicologica, tipica di Freud, la giovane Garman regge un impassibile gattino per il collo tutt’altro che spaventato, in una morsa serrata.

La donna, inoltre, ha uno sguardo visionario e malinconico con gli occhi persi nel vuoto.

Ma quello sguardo e quel gesto ci sorprende, stride, nella sua estatica immobilità.

Perdiamo qualche attimo per comprendere il significato del dipinto.

“RAGAZZA CON GATTINO”

Dal primo impatto ci troviamo di fronte una ragazza che tiene il suo gattino in braccio, ma come se fosse distratta da qualcosa, dimenticandosi di averlo tra le braccia e stringendolo fortemente con le nocche bianche particolarmente sporgenti, quasi avesse un mazzo di fiori in mano.

La ragazza sembra non accorgersi di essere osservata e con gli occhi sgranati guarda altrove.

L’unico punto di contatto tra lo spettatore e il quadro è il gatto, che ci squadra con attenzione.

Ma il dipinto cosa ci vuole comunicare?

La moglie di Freud, con la sua fredda espressione, lascia il sospetto che i responsabili di ciò che è accaduto siamo noi.

Perché quando lo sguardo si posa sulla mano che stringe imperturbabile il gatto, si percepisce tutta l’inquietudine della nostra epoca.

È il 1947, la tensione del dopoguerra si sente vividamente ed è la società in cui vive la giovane moglie di Freud, una società che porta ancora le ferite della guerra appena conclusa.

Morte, distruzione, è questo quello che osserva e ricorda la ragazza, la quale non si riconosce più nel mondo in cui vive.

Freud, con la sua abilità, ci fa sprofondare dentro il dipinto che racconta i giorni del bombardamento a Londra.

Neanche fosse un giudice, Lucian, grande pacifista, mette ognuno di noi di fronte all’evidenza dei nostri errori.

In molti dipinti di Freud puoi vedere uno sguardo drammatico nelle persone. È diretto e, a volte, fa un’impressione spiacevole, come in questo capolavoro, di una ragazza con il suo gatto.

Spiacevole si, ma, come in questo caso, spiegabile.

CONCLUDENDO:

Ogni dettaglio dell’opera è riprodotta con la stessa armonia cromatica e scrupolosità: dai riflessi degli occhi della donna, all’energia e la precisione dei suoi capelli ondulati.

La pennellata priva di difetti e il dettaglio analitico sembrano ricordare, in parte, la pittura “rinascimentale”.

Bruno Vergani

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