“La ragazza dalla pelle di seta”

La voce del Sud

“Se quello che hai da dire non è più bello del silenzio, taci!”, dice Michel Tournier in  “La Goutte d’or”.

E Piera Messinese non ha taciuto: ha parlato nella sua prima fatica letteraria “La ragazza dalla pelle di seta”, opera edita da “Accademia Edizioni ed Eventi£ di Roma, con l’innegabile autenticità del suo sentimento, l’intensità del suo impegno spirituale e la sua profonda onestà intellettuale.

Una donna che studia, osserva, coglie i particolari di una realtà dalle mille sfaccettature, li ferma sulla carta, trasuda esperienza per ogni parola, ogni riflessione è ponderata, ogni pensiero che scrive e comunica emozioni, conoscenze e speranze.

La penna di Piera si fa espressione del suo intimo, è un’amica a cui affidare concetti, amarezze, gioie, inquietudini, certezze, virtù per far sì che i lettori possano essere depositari di un vissuto reale o fantasioso e possano essere travolti dall’attenzione senza soluzione di continuità.

Con una prosa distesa e riposante, accattivante e, talvolta, perfino civettuola, Piera Messinese ama indugiare sui particolari “per cercare approdi stabili cui ancorare la vita”, l’animo dell’uomo, soprattutto quando di mezzo c’è un sentimento che non va mai abbandonato e lasciato andare alla deriva come un tronco.

Quando descrive, Piera ci rende partecipi di quell’ambiente, di quel quadretto per farci gustare la dolcezza, il rigore etico e morale, il candore della più scrupolosa pratica di vita e farci giungere agli agognati luoghi della felicità, della città vivibile, sicura, solidale, priva di indifferenza ma ricca di un atteggiamento qualitativo e disponibile al “nuovo sentire”, al cambiamento, al recupero dei valori.

E piano piano l’orizzonte della narrazione si allarga, allunga il passo per tagliare il traguardo delle tappe più importanti dell’esperienza spirituale della vita, senza la terribile logica del consumismo che produce solo e soltanto il vuoto delle idee, solo e soltanto fast food con cibo letterario scaduto.

Nel variare dei quadretti e dell’oggetto della narrazione muta velocità anche il modo di raccontare di Piera Messinese.

La prosa, pur mantenendo la sua ariosità, il suo elegante andamento, assume il tono carezzevole, malizioso, frivolo, tenero, ironico per aderire perfettamente alle situazioni e agli stati d’animo del momento.

Piera, così, si conferma un’acuta osservatrice della realtà, una narratrice capace di descrizioni minute e particolari, che rendono compiutamente l’insieme di un ambiente o di un’atmosfera, senza mai lasciare il binario dell’eleganza, della piacevolezza e di quell’innata verve narrativa che tiene il lettore piacevolmente inchiodato alla pagina scritta e dedicatagli.

E la descrizione dell’essere umano, nella scottante attualità che viviamo, assume sempre più i contorni di una bevanda fresca di emozionanti immagini e di sentimenti deliziosi che fanno dell’autrice un’autentica voce del Sud e, in particolare, della sua Calabria.

Una voce che, quando stringe la mano, chiede e pretende rispetto, rigetta “i clamorosi voltafaccia, i mercenari, i commedianti, i traditori”.

Si è nella lealtà più certa e più sicura, senza maschera, senza trucchi e senza trappole, espressa con un’energia dirompente e originale, frutto di una sensibilità d’animo elegante e diretta.

Le sue “poesie”, le sue “memorie del cuore” trovano il giusto incastro con “i sentimenti, le emozioni e i suoi pensieri” per l’universalità del loro messaggio, per i richiami ai veri valori della vita, alla speranza, al quotidiano, ai ricordi dove tutto riaffiora e hanno il potere di affascinare, trascinare e coinvolgere anche gli animi meno sensibili.

Insomma “la ragazza dalla pelle di seta non è una fanciulla statica, irreale, amorfa (clicca per ascoltare l’Avvocato Franco Tropea che legge il brano)…

É “la ragazza” reale, viva, ricca di fascino nelle sue meditate e aperte riflessioni, che lasciano al lettore lo spazio dove collocarsi per entrare in sintonia e veleggiare verso quel suo amato mare per “collezionare conchiglie e stelle cadenti” e “raggiungere quel sogno che veste le speranze più segrete”.

Vincenzo Fiore

Ed ecco il link alla “nostra EDICOLA” dove poter acquistare il libro di Piera Messinese (clicca sulla immagine):

LA RAGAZZA DALLA PELLE DI SETA (Piera Messinese)

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

2 Commenti

  1. Bellissima recensione ….. Complimenti Vincenzo sono rimasto molto affascinato e incuriosito da questa opera letteraria …

    • Grazie, caro Giovanni…
      E dopo aver letto la mia recensione non ti resta che appagare definitivamente la tua curiosità leggendolo!

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