Incontro con la scrittrice Luisa Matera “la Brigantessa”

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Da qualche anno si sta scoprendo come è avvenuta realmente l’Unità d’Italia, tra morti e soprusi.

Sono molte la verità che raccontano, con varie pubblicazioni di articoli e di libri che descrivono come sono andati i fatti, che non sono quelli che si trovano nei libri di storia.

Tra gli scrittori che hanno descritto nei loro libri quel periodo storico, troviamo Luisa Matera.

È una brillante scrittrice calabrese, di Vibo Valentia, che ha dedicato due libri all’argomento. Ho avuto il piacere di leggerli e sono molto interessanti .

Ci incontriamo, davanti un buon caffè, nella sua città Vibo Valentia, per una breve chiacchierata.

Felice di rivederti cara Luisa , ti ringrazio a nome mio e dell’ editore Giuseppe De Nicola per avere accettato di rispondere a qualche domanda.

1) Luisa, cosa l’ha spinta ad intraprendere la carriera di scrittrice?

La passione per la lettura e di conseguenza la scrittura, credo che siano nate con me. Ho avuto, seppur per un breve periodo, l’esempio di mio padre che leggeva tantissimo e scriveva bellissime canzoni e poesie, purtroppo andate perdute.

2) Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Scrivo tutto a mano, sono apparentemente molto disordinata, la mano corre alla stessa velocità del pensiero e quindi, la mia scrivania è un groviglio di appunti. Non seguo un filo logico, scrivo ciò che mi viene in mente a prescindere dal capitolo, poi però, mi tocca assemblare il tutto.

3) Quando scrive un nuovo libro ha già tutta la storia in mente o la elabora strada facendo?

Direi tutte e due le cose. Prima lo elaboro nella mia mente e questo può durare anche mesi, ma a grandi linee poi il resto arriva durante la scrittura, momento per momento. Io scrivo dove capita, durante i viaggi e durante le attese, in macchina o seduta su una panchina. Ho sempre con me un taccuino ed una penna e se per caso ne sono sprovvista, registro tutto sul cellulare.

4) Qual è il libro più bello che ha scritto?

Non credo che si possa parlare di libro più bello. Ogni libro è come un figlio, ognuno con le sue peculiarità. Invece se parliamo di personaggi allora, sono molto legata a Nina perché mi ha consentito di spaziare, di fare mie emozioni che normalmente non mi appartengono.

5) I suoi sono romanzi storici che descrivono un determinato periodo. Come mai ha voluto iniziare un lavoro di ricerca storica per poi scriverne?

I miei cassetti, fin da ragazzina, erano pieni di primi capitoli. Non andavo oltre perché per prima, non appassionavano me. Non riuscivo a trovare il filone giusto ma quando iniziai a scrivere il mio primo romanzo storico, mi appassionai così tanto da finire di scriverlo in pochissimo tempo, nonostante fossi una mamma lavoratrice. La mia passione è la storia, si è capito e non i dati ufficiali e gli archivi storici sono una fonte inesauribile di idee. Perché non approfittarne?

6) Luisa, gli eventi che si svolgono nella nostra regione, valorizzano gli scrittori del luogo o si predilige invitare e supportare lo scrittore non calabrese?

E qui, tocchiamo un tasto dolente. È un grande dispiacere per me vedere che il più delle volte si preferisce supportare gli scrittori provenienti da fuori regione. Sarebbe bello e auspicabile per ognuno di noi, avere il giusto riconoscimento, senza “varcare i confini”. L’arte in genere non pone limiti, c’è spazio per tutti. La Calabria è una terra ricca di talenti che andrebbero riconosciuti e non lasciati ai margini.

7) Ho letto il suo libro, inedito, e sa che l’ho trovato molto bello, paragonabile ai classici francesi, è un romanzo adatto per una fiction. Ce ne vuole parlare?

L’amante di Baal. Questo libro ha alle spalle una storia più privata perché era ciò che con qualche errore, mi raccontava il nonno dei miei figli. Alla sua morte, il grande affetto che nutrivo per lui, mi ha spinto a cercare la verità e mi ha fatto incontrare Isabella e il vecchio barone. Durante la stesura mi sono immedesimata, sono stata uomo e donna, serva e nobile, solo così si può trasmettere al lettore l’amore e il dolore provati dai vari personaggi. Il barone, ricco, annoiato e scapolo, perde la testa per una delle sue serve (erano in tre), lei lo rifiuta per tante ragioni ma poi, carpendo le buone intenzioni dell’uomo, si lascia andare al sentimento e poi il resto, è storia. È un libro che, pur essendo inedito, ha già fatto parlare di sé perché ha vinto il primo premio nella categoria inediti al concorso: Le parole arrivano a noi dal passato!

8) Com’è cambiata la sua vita scrivendo?

Credo che la mia vita non sia cambiata, ho sempre scritto anche se con scarsi risultati, come ho detto sopra e ho sempre sperato di restare la stessa persona.

9) Ha un sogno nel cassetto?

Certo che ce l’ho, prima mi ha parlato di fiction ed è proprio quello il mio sogno. Vorrei che una delle mie storie diventasse un film o una fiction e non per interesse economico o per vanagloria ma per trasmettere al pubblico alcuni valori ormai perduti.

10) Chi è Luisa nel privato?

Leggendo questa domanda, mi sono fermata un attimo e mi sono chiesta: – E adesso cosa devo dire? – Sì, è sempre stato un problema parlare di me, quasi come avere un muro nero davanti. È una cosa che però sto superando col romanzo che è in lavorazione. Posso parlare di qualche difetto che ho, perché i pregi sappiamo raccontarli tutti: sono musona, non dimentico i torti ricevuti, sono schietta (e oggi è un difetto), ho un pessimo rapporto col denaro. Pensa che possa bastare?
Grazie mille, sono più che certa che ci rivedremo presto ??

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Le foto misteriose di Roberta. Parte seconda

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