Caterina e il mare

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Il mare esercita un grande fascino su tutti anche d’inverno, pensò l’anziana donna uscendo di casa.

Lentamente, appoggiata al suo bastone, si avviò verso la balconata della piazzetta e volse lo sguardo giù, verso la spiaggia, che distava poche centinaia di metri da dove si trova la casa dell’anziana donna.

Quella mattina faceva molto freddo, a novembre il vento di tramontana è molto gelido in riva al mare. L’anziana donna aveva indossato il solito cappotto verde, acquistato diversi anni prima e che, nonostante l’ usura, continua ad indossarlo ad ogn nuovo inverno.

Camminava molto lentamente, sempre appoggiata al suo bastone, e sorrideva mentre guardava il mare. Tra pochi giorni la donna avrebbe compiuto ottantanove anni, ma non era sicura di voler festeggiare il suo compleanno, non quell’anno, no.

Era molto triste, il giorno dopo l’aspettavano in una casa di riposo, un ricovero per anziani come lei, che vivevano da soli ed erano pieni di acciacchi.

La signora Caterina non era più in grado di badare a se stessa. Il ricovero nella struttura lo avevano stabilito gli assistenti sociali che spesso si recavano a farle visita, il parroco della parrocchia che lei frequentava ogni domenica, e il Sindaco, che lei conosceva solo di vista, un perfetto sconosciuto.

Per Caterina questo era un grosso problema. La casa si riposo era distante decine di chilometri dal suo paese, era sui monti, dove lei non avrebbe potuto più sentire l’odore del suo amato mare o vedere i giochi che facevano le onde.

Il mare  era la sua ragione di vita, no, non potevano allontanarla da lí. Si aggiustò meglio il cappotto per ripararsi dal freddo e sistemò la sciarpa colorata, fatta da lei con i ferri, quando ancora i suoi occhi funzionavano bene.

Lentamente arrivò al porto e si avviò lungo un molo dove non c’erano barche. A quell’ora non c’era anima viva, i ragazzi erano a scuola e i negozi in paese aperti, non era domenica, la gente non andava a passeggio lí, faceva freddo.

Il  pallido sole non bastava a scaldare Caterina, il vento le sferzava sul volto. Il mare aveva accompagnato la donna per più di settanta anni.

Andava a salutarlo ogni giorno in tutte le stagioni, e ogni volta si meravigliava dallo spettacolo che si stendeva davanti ai suoi occhi. Era una giovane sposa quando si trasferì lí con il  marito, da una cittadina del centro Italia.

Non potevano toglierle questo, non era giusto, era di vitale importanza per lei. Negli occhi, che non vedevano quasi più, era incisa quell’ immensa distesa.

Sí, lontana da quel paesaggio sarebbe morta morta sicuramente. E diventava malinconica ripensando alla vita vissuta in quel borgo marinaro che d’estate si riempiva di turisti. Ripensava alle amiche che le erano state accanto nei drammi che aveva vissuto.

Alle vicine di casa sempre pronte ad accorrere. Molte non c’erano più, altre avevano raggiunto i figli lontani.

Lei pensava all’indomani, a quello che sarebbe successo.

No, non sarebbe andata via, lei decise in quel momento che sarebbe rimasta per sempre lí. Guardò ancora una volta quella distesa azzurro- grigia, e le onde sempre più alte che si avvicinavano.

Tese le mani e abbracciò il suo amato mare mentre un’onda la portò via con sé.

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Incontro con la scrittrice Luisa Matera “la Brigantessa”

3 COMMENTS

  1. Grazie!
    Per l’emozione che mi hai dato
    Intensa,profonda e vera.
    Ho condiviso tutto il tuo pensiero
    Complimenti di ❤️ cuore
    Un abbraccio
    INDIANA

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