Nel Paese dei Puffi brontoloni

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Chi ancora si meraviglia non ha capito nulla.

Ricordo quando da piccolo andavo ad assistere alle partite di biliardo nel retro del bar più grande del paese, quello sul corso.

Rimanevo incantato da due cose: dalle traiettorie ad effetto che alcuni giocatori riuscivano ad imprimere alle palline mandandone in buca spesso una quantità inaspettata e dai discorsi spesso urlati circa la formazione di questa o di quella squadra, degli errori di questo o di quell’allenatore, della sfortuna e della incapacità di questo o di quel giocatore.

Io che non capivo nulla di entrambe le cose, mi mettevo seduto in un angolo, sotto una delle colonne che reggevano l’enorme volta ad arco di quel retro di quel bar, in mezzo al fumo delle sigarette, alle birre mezze bevute e alle mandate a quel paese fra quei giocatori-tifosi a suon di “tu non capisci niente”!

Ecco dopo circa cinquant’anni non è cambiato nulla.

In Italia siamo tutti allenatori.

E non è cambiata nemmeno un’altra cosa, a mio avviso.

In Italia siamo tutti uniti quando sotto sotto ci unisce la paura.

Ed infine non è cambiata nemmeno un’altra cosa: la tendenza a lagnarsi e a chiedere o incolpare sempre qualcun altro, che sia l’Europa, il Governo o l’Amministratore di Condominio.

Quando si vince un Mondiale (tra l’altro quanti sanno che l’attuale Coppa del Mondo è Made in Italy?)? 

Quando esiste una squadra di campioni, uniti e solidali non polemici, un allenatore alla Bearzot e un Presidente alla Pertini!

Qualcuno potrebbe dire che, nel frattempo “la qualità dei soggetti in campo” si è un “tantino deteriorata” e questo, forse, potrebbe anche essere vero.

O forse la sovraesposizione da social, farebbe perdere autorevolezza ad un leader che per ogni piccolezza spara video-editti e quando va bene solo selfie…e meno male che “Mattarella c’è”.

Sì forse sarà vero.

Ma una cosa è e rimane oggettivamente vera: solo una squadra di campioni, uniti e solidali non polemici, un allenatore alla Bearzot e un Presidente alla Pertini, vincono un mondiale e il Covid19 non è il nome di una novella coppa “Jules Rimet”

Che voglio dire?

La Sanità impreparata è frutto della delega alle Regioni su questa materia e, Covid19 docet, non esiste una Regione, dal ricco Nord al (si dice) povero Sud, che si sia trovata adeguatamente preparata.

La Scuola impreparata è figlia di una Italia che ancora immagina l’uso del web solo finalizzato a mostrare “chiappe varie”, piatti cucinati da chef che in verità farebbero meglio a chiedere di imparare un mestiere al meccanico sotto casa (ammesso che accetti) e tentativi di costruirsi un harem lungo tutta la penisola.

Gli stessi Istituti Scolastici e tanti Prof mostrano un entusiasmo per quello che stanno facendo in termini di formazione a distanza anche maggiore a quello di Neil Armstrong quando posò il suo piede, il primo di un umano, sulla Luna alle 02:56 UTC del 21 luglio 1969.

Inutile dire che anche l’Italia Digitale si è trovata incredibilmente impreparata, senza meccanismi di formazione a distanza messi a punto e rodati perché anche in tempi di non-pandemia se uno studente sta male per un banale mal di pancia dovrebbe poter seguire la sua lezione da casa!

E che dire della Telemedicina? Proprio in “epoca di distanziamento”?

E tutte queste negligenze, secondo voi, di cosa sono frutto? Dei troppi presunti allenatori di cui buona parte incompetenti…

Il Governo gestisce una crisi mai vista, mette insieme un nutrito gruppo di esperti per essere adeguatamente consigliato, emana delle regole e … la Santelli (per citare solo un esempio) – novella guru – disobbediente se ne frega!

Non si riesce ad accendere più la TV perché ormai si assiste ad una “fiera del lamento” di imprenditori piccoli e grandi che per 3 mesi di fermo pare stiano sull’orlo del suicidio di massa… chi incendia abiti da sposa, chi ripercorre i fasti passati di un noto caffè in Piazza San Marco dove appena entri già devi pagare almeno 20 euro… e tutti a chiedere soldi ad un Governo che soldi non ne ha.

E poi una “grandiosa Protezione Civile” che riceve donazioni per 6.310.815,00 euro (aggiornamento al 30 aprile 2020)… ma non basterebbe pagare tutti le tasse al momento giusto che magari proprio per quello la pressione fiscale si abbassa pure e se doniamo “tutto grasso che cola“?

E siamo sicuri che tutti quelli che ora si stanno lamentando lo abbiano fatto?

Dobbiamo sempre “donare” o affidarci al volontariato?

Nessuno a litigare con questa o quella Assicurazione per incassare il premio della polizza stipulata in tempi non sospetti a copertura di calamità, pandemie, vetri rotti dai no tav o no global (e già dare una sigla a chi va in giro a “spaccar vetrine” vuol dire dare dignità) che siano e terremoti.

E la stampa…e Feltri…e non solo lui…veri e propri “fomentatori di odio e lamentazioni” alla ricerca di quella “storia banale” da trasformare in “colpo al cuore”…liberi sì ma per favore se non per pietà … non di sparar cazzate!

Storie di signori e signore che piangono perché non sanno che fine hanno fatto genitori e nonni “da tempo parcheggiati” in Case di Riposo…e che li hanno portati a fare?

Difficile immaginare come possa essere trattato un nonno da un estraneo per quanto civile e professionale possa essere? E che tenerezza quelli che si mettono sotto alla finestra di una RSA a salutare un nonnino, a mio avviso, ben triste già da prima…

Insomma c’è tanto da fare e da fare meglio ripartendo sì ma dalla dignità di esseri umani e non per tornare “lagnosi, incapaci presuntuosi” come nel vecchio “Paese dei Puffi” brontoloni…

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