Il caso di Denise Pipitone: una speranza che si riaccende…

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Scalea: esiste concretamente l’eventualità che il caso riguardante Denise Pipitone subisca una svolta decisiva.

Una ragazza rumena di ventuno anni, proprio in queste ore, si troverebbe presso la Caserma dei Carabinieri della Stazione di Scalea (Cosenza), poiché si rivela impellente la necessità di effettuare una serie di controlli chiarificatori in merito alla vicenda che vede come protagonista Denise Pipitone.

Tutto ha inizio a partire da una segnalazione avanzata da una commerciante della zona, la quale avrebbe immediatamente notato, al passaggio della ventunenne, un’inequivocabile somiglianza con la piccola di Mazara del Vallo, misteriosamente dileguatasi nel settembre del 2004.

Le indagini sono condotte a partire dalla ricostruzione dell’albero genealogico della giovane donna, che pare abbia un rapporto conflittuale con la famiglia d’origine.

Proprio per tale ragione, la ragazza vivrebbe in un altro luogo rispetto a quello dei genitori.

Ma la coincidenza maggiormente pregnante viene individuata nel caso di omonimia.

Parrebbe, infatti, che la stessa ragazza si chiami, incredibilmente, Denise.

Si attende un probabile esame del DNA.

In seguito agli esiti rivelatisi del tutto fallimentari, prodotti dalla recentissima pista russa, si invita alla massima cautela ed all’estrema prudenza.

Ulteriori aggiornamenti significativi, qualora ce ne fossero, saranno puntualmente riportati su ScrepMagazine.

Maria Cristina Adragna 

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Siciliana, nasco a Palermo e risiedo ad Alcamo. Nel 2002 conseguo la Maturità Classica e nel 2007 mi laureo in Psicologia presso l'Università di Palermo. Lavoro per diverso tempo presso centri per minori a rischio in qualità di componente dell'equipe psicopedagogica e sperimento l'insegnamento presso istituti di formazione per operatori di comunità. Da sempre mi dedico alla scrittura, imprescindibile esigenza di tutta una vita. Nel 2018 pubblico la mia prima raccolta di liriche dal titolo "Aliti inversi" e nel 2019 offro un contributo all'interno del volume "Donna sacra di Sicilia", con una poesia dal titolo "La Baronessa di Carini" e un articolo, scritti interamente in lingua siciliana. Amo anche la recitazione. Mi piace definire la poesia come "summa imprescindibile ed inscindibile di vissuti significativi e di emozioni graffianti, scaturente da un processo di attenta ricerca e di introspezione". Sono Socia di Accademia Edizioni ed Eventi e Blogger di SCREPmagazine.

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