La serata delle selezioni del Cantagiro al Parco Peppino Impastato di Lamezia Terme tenutosi il due luglio,ha trasformato un evento musicale in un momento di profonda connessione tra arte, territorio e memoria civile. In un luogo che porta il nome di chi ha lottato per la verità, la musica ha trovato un terreno fertile per raccontare storie, emozioni e identità.

Il palco come luogo di possibilità.I giovani artisti che si sono esibiti hanno portato sul palco la loro voce e la loro ambizione. Le selezioni del Cantagiro rappresentano da sempre un passaggio simbolico: un ponte tra il sogno e la professione, tra la passione e la disciplina. Grazie a un allestimento scenografico moderno, che ha ricordato le atmosfere dei grandi talent show come X Factor, l’evento ha acceso un enorme entusiasmo tra tutti i cittadini presenti. Il Cantagiro si conferma un brand storico intramontabile, che da ben 64 anni scrive la storia della musica italiana.
È da questo celebre trampolino di lancio, infatti, che sono passati colossi della canzone d’autore come Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Little Tony, Gianni Morandi, Domenico Modugno, Mia Martini, Loredana Bertè, Rino Gaetano e Lucio Dalla. La serata è stata aperta dai saluti del patron del Cantagiro Enzo De Carlo.
I ragazzi e gli adulti che si sono esibiti tutti bravissimi e molti andranno alla serata finale a Senigallia, ogni loro interpretazione, in questa cornice, ha assunto un valore più intenso, amplificato dalla presenza di una giuria attenta e autorevole. La valutazione dei concorrenti è stata affidata a una giuria prestigiosa, capace di unire competenza artistica, impegno sociale e sensibilità comunicativa:Katia Nero presidente dell’associazione Per Te, impegnata contro la violenza sulle donne, ha portato uno sguardo umano e attento alle emozioni. Roberto Carlotto storico membro dei Dik Dik, memoria vivente della musica italiana. Mirella Pugliese talent scout e speaker radiofonica, esperta di comunicazione e presenza scenica.
Ennio Stranieri figura nel panorama musicale della città. Il maestro Francesco Sinopoli e la grande Cristiana Ciacci artista e figlia di Little Tony, che ha regalato al pubblico anche una sua esibizione intensa e carica di emozione insieme ad Angelo Petruccelli storico componente del gruppo di Little Tony. Un momento di memoria che diventa dono per gli spettatori. Tra i momenti più toccanti della serata, la sorpresa offerta dalla famiglia Amendola, famiglia di fotografi da due generazioni e custodi di un patrimonio visivo prezioso per la città. La sua figura appartiene a quella generazione di fotografi che negli anni ’60 hanno iniziato a raccontare l’Italia con uno sguardo nuovo, libero e curioso.

Un fotografo calabrese che ha saputo muoversi tra Roma e la sua terra, capace di entrare in contatto con cantanti, artisti, personaggi dello spettacolo: questo dice molto della sua sensibilità e della sua tenacia.Il valore del suo lavoro non sta solo nelle immagini che ha scattato, ma nel ponte che ha costruito tra mondi diversi, la Calabria più autentica e la Roma vibrante di quegli anni, la dolce vita portando con sé la capacità di cogliere l’essenza delle persone, famose o meno. La sua scomparsa lascia un vuoto, ma anche un’eredità: quella di uno sguardo che ha saputo fermare il tempo, raccontare volti e storie, e dare dignità alla bellezza quotidiana. È il tipo di eredità che non si misura in fama, ma in ciò che resta nelle immagini e nei ricordi.
La sua eredità artistica risiede nel figlio Achille che ricalca le sue orme.
La famiglia Amendola ha voluto omaggiare Cristiana Ciacci con una fotografia storica: un’immagine che ritrae Little Tony insieme al fotografo Peppino Amendola, scattata durante una serata della fine anni ’60 proprio a Lamezia Terme.
Un gesto carico di affetto e simbolismo, reso ancora più intenso dal fatto che il fotografo Peppino Amendola è venuto a mancare il 22 giugno.
La consegna della foto ha creato un ponte emotivo tra passato e presente, tra memoria familiare e memoria collettiva, tra la storia della musica italiana e quella della città. Un parco che parla a tutti. Il Parco Peppino Impastato non è solo un luogo fisico: è un simbolo di coraggio e libertà.

Organizzare qui una tappa del Cantagiro significa trasformare la musica in un atto di continuità con i valori della giustizia e della partecipazione.
La cultura, in questo contesto, diventa presidio civile. Lamezia Terme e la sua energia. Il pubblico lametino ha risposto con entusiasmo: famiglie, giovani, appassionati.
In una città che cerca spazi di aggregazione e occasioni culturali, eventi come questo diventano fondamentali per alimentare il senso di comunità e per mostrare che la Calabria è terra di fermento e creatività.
La serata è stata resa possibile grazie all’impegno dell’associazione Malgrado Tutto, da anni attiva nella promozione culturale, e alla presenza della Singer coach Alina Caruso con la sua Accademia musicale, che ha garantito professionalità, cura e qualità all’intero evento. La serata delle selezioni del Cantagiro al Parco Peppino Impastato è stata un intreccio di musica, memoria e comunità. Tutto è stato reso possibile grazie al service di Gianluca Cristiano.
Un evento che ha ricordato a tutti che la cultura non è solo intrattenimento: è identità, è impegno, è futuro.
Angela Amendola


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