Hai distrutto la mia vita

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Aprile 2021

M’hai distrutto la vita
M’hai distrutto la vita
da una storia che sembrava infinita
mi hai sotterrata con l’aiuto delle mie mani, delle mie stesse dita.
M’hai spremuta come si fa con le arance mature,
calpestata come uva sotto i piedi, forte, come se fosse dura.
Poi … c’hai annaffiato le tue ipocrisie,
le tue bugie,
e le tue manie.
Fuggo spesso da ogni ricordo.
Pensarti è come alimentar un amore sordo
che non ha saputo mai dare, e ha sol preso… da ingordo.
M’hai rimbambita con storie che forse manco eran tue.
M’hai intontita con le tue paranoie e con le tue follie.
M’hai presa e gettata, senza guardar nemmeno da o dove, come facevi con le tue finte malinconie.
Mi lasciavi supplicar per giorni,
senza far cenno di bontà verso i miei confronti.
Mi illudevi ripetutamente
su un’amor basato sul niente.
M’hai tolto ogni granello di sentimento
portandomi a perder gli affetti per cui or mi tormento.
M’hai fatto odiar la lontananza,
la complessità della vita a distanza
e il tempo che scorreva veloce fatto sol di mancanza.
Quanto vorrei cancellar il mio risentimento,
sei stato fuoco, brace ed or resti un braciere sporco e spento.
Hai colpito forte, proprio al centro.
Hai masticato e poi sputato, ogni mio argomento.
Hai reso la mia vita un eterno malcontento.
M’hai fatto ammalar di malinconia;
m’hai fatto perder dei miei sogni la via;
m’hai stretto il core fino a farlo scoppiar di nostalgia.
Tu M’hai distrutto la vita e oltre;
tu m’hai lasciato aspettare, soffrire e cader dalle giostre.
M’hai seppellita sotto una coltre
di parole storte
che di dir la verità, non conoscevan altre.
E peggio ancor…
M’hai distrutto la vita senza …
Senza mai penar o sentir la mancanza delle carezze nostre.
Chi ti distrugge la vita, merita d’esser dimenticato, ed è ciò che farò nell’avvenire.
Cosicché le ferite che m’hai lasciato dentro, io possa in qualche modo… lenire.

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Abbiamo dimenticato

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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