Eravamo noi…

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Eravamo Noi
Eravamo… Noi…
Noi e il buongiorno ogni mattina
Noi e il nostro primo caffè nudi in cucina
Sempre noi con una passione che i limiti sconfina
Eravamo Noi
Noi a sognare in grande
E sempre Noi a immaginarne altrettanto
Eravamo… Noi
I soliti sfacciati
Al telefono attaccati
E… quanti spasmi soffocati
Noi un fuoco che s’accendea velocemente
Eravamo uno dentro l’altro già dalla mente
Eravamo noi
Semplicemente noi
Felicemente noi
Apparentemente… Noi
Noi dentro e fuori dal Mondo
Noi sognatori d’un lungo momento
Sempre noi, con illusione e realtà in grembo
Era bello quel noi che mi faceva sorridere e ridere di gusto
Mi parea che tutto avesse più senso
Il tuo riso illuminava pure quello che sembrava ingiusto
Dentro il core sentivo una vocina che me diceva:
Sta attenta! Non vedi che dopo c’avete riso, te fa sta troppo in pena?!
Ma l’amore è na catena
Pe’ non penà non dovresti mai voltà la schiena
Mi dicevi: “io ho già dato
Mentre prendevi come un forsennato
Senza gratitudine per chi t’ha sempre tanto amato
Tu che dell’amor m’hai solo parlato
Mi pensavi solo finché il piacer t’avevo dato
Eravamo Noi…
Un Noi che diventava sempre più diviso
sempre più frainteso
un noi che … si leggeva solo sul mio viso
Noi acqua e fuoco
Per te visto sempre e solo come un gioco
Che ahimè, è durato poco
Io e te, Noi…
Senza un poi
E senza eroi
Eravamo Noi…
Poi non siamo stati più.
Ciò ch’eravamo si sgretolava cadeva giù
Un noi che se diviso a metà, è messi sulla bilancia…
Pendeva sol dalla mia parte pesante d’incoscienza
Eravamo Noi
Uguali ma diversi
E in troppe parole senza fatti, in fine ci siam persi
Eravamo sabbia dentro un pugno chiuso
Eravamo … Qualcosa che m’ha tanto illuso
Illuso così tanto quanto però pure deluso
Or non dovresti esser nei miei giorni
Eppur in mente mi ritorni
E forse in cor mio… spero o credo ancor, che t’incontri
Eravamo…. Noi…
Ed ora più non siamo
M’hai lasciato un vuoto che non se riempie mai

Umberta Di Stefano (7 aprile 2021)

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Hai distrutto la mia vita

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Mi chiamo Umberta Di Stefano e sono nata e cresciuta a Ceccano (FR), dove vivo. Sposata, mamma di tre ragazzi (Andrea, Chiara e Valeria), grande lavoratrice fino a qualche anno fa. Oggi mi dedico alla mia famiglia, alla lettura, alla scrittura e collaboro con molte associazioni nazionali e locali. Scrivo dal 2013, dalla data della mia prima opera “L’Angelo che prestò le sue Ali ad una Fenice”, ma in cuor mio l’ho sempre fatto. Data la mia pessima “grammatica giovanile”, ciò che realmente la vita aveva in serbo per me, s’è quindi rivelato in tarda età. Sono in varie raccolte di poesie delle “Edizioni il Viandante”, Casa Editrice che mi ha tenuta a battesimo e ciò non si può dimenticare. Con loro ho pubblicato nel 2018 “Un Angelo senza Memorie”. Oggi sono una donna ancora più determinata ad imparare tutto ciò che mi manca per poter raccontare le tante verità, dal mio punto di vista, secondo la maturità che ho raggiunto in questi anni e che spesso il mondo fa finta di non vedere. Dio ci benedica tutti!

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