1 Maggio 2023… giornata di “concertoni”

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Oggi 1° Maggio la festa del lavoro e dei lavoratori !

Le manifestazioni ufficiale a Potenza in Basilicata … come a dire

“andiamo dagli ultimi”…

Ormai il “Covid e le sue varianti” (non è una rock band ospite del Concertone di Piazza San Giovanni) sono “parte della Umanità”…dobbiamo conviverci come con Putin, le friselle, Biden che si ricandida, “i tuttologi” in TV, i Super Bonus tanto propagandati ma che hanno rovinato centinaia di imprese edili e la “propaganda politica” sul PNRR che trascura il fatto di precisare che buona parte delle risorse destinate al nostro Paese sono ulteriore debito.

Per finanziare il PNRR italiano, infatti, sono state messe a disposizione dall’Unione Europea risorse pari a 191,5 mld di euro, composti da 68,9 mld di euro a fondo perduto (grants) e 122,6 mld di euro finanziati tramite prestiti (loans)…questi ultimi vanno restituiti.

E per restituire un debito occorre che i circa 123 M.ni di euro SIANO INVESTITI (devono generare altri 123 M.ni di euro più interessi almeno) e NON SPESI…se compero un paio di scarpe SPENDO se apro un negozio da calzolaio INVESTO…

Comunque COVID o non COVID io la mascherina la tengo (passeggiare in mezzo al traffico di Roma con la mascherina è tutta salute…).

E la guerra in Ucraina ancora oggi 1 Maggio 2023! Ma vi rendete conto…che peccato! Che disastro!

Un grande popolo, quello Russo, ostaggio di una banda di “veri e propri allucinati”, “fuori di testa” completamente più delle soglie dei miei balconi.

Ma intanto Meloni chiude la convention di Fratelli d’Italia al grido “N0 alla sostituzione etnica”…anche se il diritto d’autore va al Ministro Lollobrigida, aggiungerei io!

Meno male la chiara scelta della opzione atlantista contro Mosca anche se, parliamoci chiaro, l’Europa continua ad essere un insieme di nazioni e di patriottismi confederati che non può evolvere in una politica estera e di difesa comuni, bloccata com’è dal diritto di veto anche di piccoli Paesi…e la Francia, Macron, che rafforza la Gendarmeria alle frontiere italiane per non far passare i migranti…

Comunque almeno sul gas siamo molto più al sicuro dopo gli accordi con alcuni Paesi africani che porteranno ad incrementare di 9 miliardi di metri cubi, per esempio, la fornitura dalla sola Algeria.

Tutto per chiudere i rubinetti del gas russo e smettere di finanziare la guerra di Vladimir Putin in Ucraina.

Ma oggi è “giornata di concertoni” a Roma e a Taranto … e non pensiamo ad altro se non alla musica nel rispetto dei tanti poveri lavoratori che muoiono ogni giorno.

Fra i partecipanti in Piazza San Giovanni:

  • Aurora
  • Ariete
  • Aiello
  • Baustelle
  • Bnkr44
  • Carl Brave
  • Coma_Cose
  • Francesco Gabbani
  • Fulminacci
  • Gaia
  • Lazza
  • Levante
  • Ligabue
  • Mara Sattei
  • Matteo Paolillo
  • Mr Rain
  • Piero Pelù …

Tanti gli altri nomi, anche di artisti emergenti, che si aggiungeranno al fitto cartellone della maratona musicale promossa dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

Presentatrice ancora Ambra Angiolini: per lei sarà la sesta partecipazione di fila in questo ruolo.

Ma non solo Roma…i sindacati sfilano a Potenza.

«Fondata sul lavoro»: è lo slogan con cui Cgil, Cisl e Uil si preparano a celebrare il primo maggio, che quest’anno dedicano ai 75 anni della Costituzione, richiamando proprio il primo articolo della Carta.

Sarà la città lucana ad ospitare la manifestazione dei sindacati: sul palco, dopo gli interventi delle lavoratrici, dei lavoratori e di una pensionata, alle ore 12.10, prenderanno la parola i tre segretari generali.

«Nella Costituzione – sottolineano le tre confederazioni – il lavoro viene riconosciuto come il primo principio fondamentale della Repubblica italiana, un diritto personale e un dovere sociale che deve essere garantito e valorizzato. Potenza diventa oggi città simbolo della difficile situazione del meridione, ma anche come luogo dal quale partire per una nuova stagione di rilancio e crescita del Sud».

Il lavoro come valore sociale ed anche strumento per condurre una vita dignitosa e  contribuire allo sviluppo del Paese, il lavoro e l’orgoglio dei lavoratori che richiedono dignità e tutela.

Basta con teorie che non hanno prodotto alcuna crescita, basta con precariato e salari da fame: o si investe su buona occupazione, sulla sicurezza, sulla stabilità, o condanniamo questo Paese per sempre. Non a caso i nostri giovani, specie quelli più formati, scappano all’estero, esponendo soprattutto le aree del Mezzogiorno a un rischio desertificazione demografica.

E allora RIFLETTIAMO SUL CONCETTO DI LAVORO.

Oggi i più pensano al lavoro come ad un’attività produttiva, che implica la messa in atto di conoscenze rigorose e metodiche, intellettuali e/o manuali, per produrre e dispensare beni e servizi in cambio di compenso, monetario o meno. E se così è gli attori essenziali sono due: chi offre un lavoro (Impresa o Pubblica Amministrazione che sia) e chi quel lavoro offerto lo fa a fronte di una paga…ovvero imprenditori i primi, lavoratori i secondi.

A me questa definizione pare limitativa e per tale motivazione vi invito ad approfondire la tematica a questo link:

https://www.treccani.it/enciclopedia/lavoro_%28Enciclopedia-delle-scienze-sociali%29/#:~:text=Sociologia&text=Il%20lavoro%20%C3%A8%20un’attivit%C3%A0,prevalevano%20nei%20diversi%20periodi%20storici.

Personalmente credo che il concetto di lavoro sia insito nella natura umana e dipenda dal particolare contesto sociale. Un essere umano (ma a pensarci bene anche un animale) ha bisogno di mangiare, coprirsi, curarsi…per soddisfare queste esigenze secoli e secoli fa si lavorava nell’orto, si lavorava per andare a caccia, scuoiare e cucinare le prede, si lavorava per cucire un paio di pelli da indossare, per raccogliere legna da ardere per ripararsi dal freddo,…ecc…

Poi, alcuni secoli fa, si lavorava per produrre grano, vino, per pascolare e mungere pecore, si emigrava per andare in posti in cui esisteva la speranza di lavorare al caldo in una fabbrica magari partendo proprio da Potenza per andare alla FIAT di Torino.

A mio avviso – quindi – non è tanto il concetto di lavoro oggi “in pericolo” perchè onestamente basta avere un poco di legna, una stufa, due polli, due conigli e un orto per “campare lo stesso”…e pure meglio senza cellulare…

Il pericolo reale viene dalla complessa struttura sociale che chi lavora è tenuto a mantenere, struttura con costi talmente elevati che tanti le tasse non le pagano perchè troppo troppo alte e di certo sbilanciate verso chi ha “redditi trasparenti”.

Per quanto detto, quindi, la vera tutela di chi lavora, nel proprio orto piuttosto che in una fabbrica di Torino o in un caldo ufficio di Milano, si fa semplificando la struttura socio-economica di un Paese facendo emergere i valori fondamentali e non privilegiando costose sovrastrutture amministrative piuttosto che il mero profitto imprenditoriale che hanno l’unico effetto di rendere il lavoratore “UNA ROBA DA USARE” al pari di una motosega…

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Il 25 aprile di ognuno di noi…

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