“La figlia oscura” di Maggie Gyllenhaal

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La figlia oscura (The Lost Daughter) è un film del 2021 scritto e diretto da Maggie Gyllenhaal.

La pellicola è l’ Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2006 di Elena Ferrante, è stato presentato in concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Ha per protagoniste Olivia Colman, Jessie Buckley e Dakota Johnson.

Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar.

Durante una vacanza in Grecia, la professoressa universitaria di mezza età Leda Caruso incontra Nina, una giovane madre, dopo che la figlia di tre anni di Nina, Elena, è scomparsa momentaneamente sulla spiaggia.

Leda trova Elena e la restituisce a Nina, che esprime la sua infelicità. Elena è sconvolta dopo aver perso la sua bambola preferita, che Leda ha segretamente preso. Nei flashback, viene rivelato che la giovane Leda ha vissuto con disagio il suo ruolo di giovane madre per le sue due figlie, Bianca e Martha, perdendo spesso la pazienza e allontanandosi dalla sua famiglia. La vacanza in Grecia rivelerà alcuni aspetti oscuri di Leda.

La bravura di Olivia Colman, se ce ne dovesse essere ancora bisogno, è mostrata in questa pellicola in un modo spiazzante. La Colman veste gli abiti di questa madre scomoda e non perfetta e lo fa con una naturalezza che gela e disarma in più occasioni.

La professoressa Leda che prende il sole seduta sulla sua solitaria sdraio dinanzi ad uno splendido mare cristallino ci inquieta mentre sfoglia le pagine del suo libro o cautamente spia le vite dei suoi vicini di ombrellone.

Si incammina sulle spiagge battute dal vento o attraversate dal calore dell’estate con la sua borsa e le sue fobie, i suoi misteriosi fantasmi interiori e i suoi ricordi dolorosi che rimandano ad un passato non troppo lontano.

La maternità di Leda è scomoda, non voluta forse, non edulcorata, sofferente di una incapacità ingestibile di essere vissuta. La Depressione, male sottile e insidioso che si insinua nella sua mente disturbata, si impossessa delle sue fragilità, la priva di logica e razionalità e la lascia inerme dinanzi a delle debolezze prima inconfessate .

Frustrazione, panico, deserto interiore, difficoltà ad Amare. La Gillenhall ci emoziona nella sua opera di esordio rivelandosi artista talentuosa anche dietro la macchina da presa e regalandoci un Film che non lascia volutamente spiragli o speranza.

In un Finale apparentemente consolatorio resta sullo sfondo soprattutto l’immagine della Bambola nascosta, simulacro di un’infanzia negata, forse anche la propria. La Colman da Oscar.

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Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Dal 2020 Sono redattrice ed Editor nella redazione della rivista di Cinema Taxidrivers per cui ho ricoperto il ruolo di Programmatrice e Head of editorial Contents . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

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