“Era già tutto previsto”

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Buongiorno e benvenuti al primo appuntamento settimanale con la rubrica interattivaNon solo note“.

Avremo modo di confrontarci a suon di musica e di spunti critici, di scambiare opinioni, punti di vista, curiosità.

La rubrica nasce dal desiderio di essere vicini ai numerosi lettori di ScrepMagazine, attraverso proficui contatti virtuali.

Potete esprimere le vostre riflessioni scrivendo direttamente sul blog o sulla mia pagina Facebook.

Avrò cura di rispondere a ciascuno di voi e di crescere ogni giorno, grazie ai vostri suggerimenti, richieste, pensieri.

Esprimetevi anche in merito ai brani che amate di più e dei quali vi piacerebbe discutere.

Come accade per tutti gli esordi ho bisogno del vostro supporto e della vostra presenza copiosa ed attiva.

E allora via, buon divertimento in nostra compagnia.

Si parte!!!

È una sera come tante altre.

La musica ci avvolge con estrema delicatezza , ti stringi forte a me, ti abbandoni ad un bacio appassionato.

Lui, nel frattempo, è a pochi metri di distanza da noi , circondato dallo squallore dei confidenti di sempre.

Sta raccontando a tutti dei vostri momenti più intimi, più nascosti e meno intrisi di riverente pudicizia, quelli che ti videro grande interprete di una ragionevolezza ben poco ricercata.

E proprio in questa circostanza surreale mi confessi di non amarlo affatto.

Mi illudo di poter aver la meglio su cotanta superficialità, di essere il prescelto, l’uomo della tua vita, colui il quale resterà al tuo fianco negli anni a venire.

Che idiota, non è forse così, caro amore ?

Aver creduto che saresti stata solo mia, quando eri già di chissà chi.

A tuo dire non sono neppure degno di essere definito “uomo” , non sono capace di intercettare i tuoi desideri celati dal malcontento , men che mai di soddisfarli a dovere.

Non è bastato averti aperto la porta di casa, non è servito accoglierti nel mio letto, non è valsa a nulla l’imprescindibile fedeltà.

Avevo ben compreso che sarebbe finita così.

L’unica cosa che non sono riuscito a prevedere è stato questo atroce desidero di morte che mi pervade ogni istante e che non mi consente di trovare conforto nella rassegnazione.

“Era già tutto previsto” è un brano del 1975, tratto dall’album “L’alba”, impeccabilmente interpretato da un Riccardo Cocciante sconfitto dall’amarezza.

Cocciante ci ha di certo abituati, nel corso del tempo, a rivisitazioni drastiche e dannate del sentimento d’amore.

Egli appare come una vittima sacrificale che non fa altro che dimenarsi, sospinto dalla costante ricerca della sua dimensione ideale.

Ci è stato concesso di assaporare brevi momenti di spensieratezza con “Passeggiando in bicicletta” e di immergerci nell’autenticità dei legami che caratterizza la relazione con “Margherita” per poi essere inghiottiti, ad ogni ascolto, dallo stesso vortice che imprigiona l’autore, dominato dall’incombenza del dissidio.

“Era gia tutto previsto” si pone come preludio ad una successiva, quanto struggente e vittoriosa “Se stiamo insieme”, che si classificò al primo posto al festival di Sanremo, nel 1991.

Il tradimento, la disillusione, l’abbandono, il peccaminoso desiderio che nonostante tutto assume un ruolo predominante, la presenza più o meno evidente di un terzo incomodo, l’impronta pessimistica, gli addii, i ritorni anelati… Sono questi gli elementi che caratterizzano ciascun brano di Cocciante.

Lei è quasi sempre un’inguaribile fedifraga che tende con costanza all’indipendenza personale.

Lui recita la parte dell’eterno disincantato, di colui il quale sbraita e che alla fine non può fare a meno di cedere al perdono, quello che sarà sempre pronto a riaccogliere, perché teme terribilmente la solitudine.

Cocciante interpreta i suoi brani con i pensieri offuscati: offuscati dalla malinconia, da un’assenza che si fa presenza costante, dai ricordi che si susseguono impietosi in memoria e che non concedono tregua.

Un tripudio di emozioni provoca esondazioni violente sui tasti di quell’immancabile compagno di viaggio: il pianoforte.

Il solo che gli abbia donato fedeltà è l’amico che descrive in una delle sue canzoni più celebri, ovvero “Per un amico in più”.

Tutto il resto si riduce ad un letto vuoto e ad un guanciale da stringere forte a sé, per lui che è succube di una previsione che non ha saputo elaborare in tempi utili e che lo coglie di sorpresa:”non ho saputo prevedere, solo che però adesso io, vorrei morire.”

Ancora una volta non si esclude il ritorno, ma d’altra parte non viene scongiurata alcuna possibilità che si debba necessariamente continuare a sopravvivere da soli.

Soli, in compagnia di una serenità ritrovata o con l’inverno nell’anima.

Era già tutto previsto… O forse no, non lo era affatto…

A voi, un ascolto coinvolgente.

Era già tutto previsto
Fin da quando tu ballando
Mi hai baciato di nascosto
Mentre lui che non guardava
Agli amici raccontava
Delle cose che sai dire
Delle cose che sai fare
Nei momenti dell’amore
Mentre ti stringevo forte
E tu mi dicevi piano
Non lo amo, non lo amo
Era già tutto previsto
Fino al punto che sapevo
Che oggi tu mi avresti detto
Quelle cose che mi dici
Che non siamo più felici
Che io sono troppo buono
Che per te ci vuole un uomo
Che ti sappia soddisfare
Che non ti basta solo dare
Ma vorresti anche avere
Dell’amore ma quale amore
Era già tutto previsto
Anche l’uomo che sceglievi
E il sorriso che gli fai
Mentre ti sta portando via
Ho previsto che sarei
Restato solo in casa mia
E mi butto sopra il letto
Ed abbraccio il tuo cuscino
Non ho saputo prevedere
Solo che però adesso io
Vorrei morire…

Maria Cristina Adragna

Clicca sul link per leggere il mio articolo precedente:

“Ti lascio una canzone”

 

3 COMMENTS

  1. ASSOLUTAMENTE “SENZA …ALCUNA NOTA”.

    In una “vuota” attesa, sì, proprio “senza…alcuna nota”, aspetto “” metabolizzando “” questo vuoto:
    neppure un fantasma, vuoto assoluto, un abisso infinito, neanche un’eco lontana, ormai.
    Il ribrezzo, forse, è l’unico ente dominante quest’abisso.
    Misera “marchetta”, in cerca d’un soporoso surrogato.
    Geneticamente indegna e neppure dignitosa.
    Quello che temevo s’è, quindi, avverato, come previsto?
    Tramonto privo della sua alba, sì, tenebra pura: il deserto c’ingoi.
    (germano)

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