“a tu per tu con”…la romanza “Vorrei donarti Amor”

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Non c’è scrittore che prima o poi non ha fermato la propria attenzione sulla parola “amore” e non si è lasciato andare a raccontarlo e fissarlo in frasi che, viaggiando attraverso il tempo, hanno raggiunto le nostre generazioni e chissà quante altre ancora ne raggiungeranno.

Frasi che sono la testimonianza della universalità di uno dei sentimenti più indecifrabili e più complicati da fissare in parole e descrivere.

Ed eccoci da “Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana” di Shakespeare nel suo Romeo e Giulietta, da  “Amare è in ogni caso essere vulnerabili. Ama qualcosa e il tuo cuore certamente sarà diviso e rotto” di Clive Staples Lewis nel suo I quattro amori  a “Ciò che v’è di noioso nell’amore, è il fatto che è un delitto in cui non si può fare a meno d’un complice” della raccolta postuma Razzi di Charles Baudelaire, da “L’amore vero vuole il bene dell’amato” del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco a “Uno spettacolo per gli dei è la vista di due innamorati” di Johann Wolfgang Goethe, da “Ci sono abissi che l’amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali” di Honoré de Balzac nel romanzo La pelle di zigrino a “Eros ha sconvolto il mio cuore, come un vento che si abbatte sulle querce sulla montagna” di Saffo, la poetessa di Lesbo, da “Ah, è un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te!” de L’isola di Arturo di Elsa Morante a “Capì che non solo ella gli era vicina, ma che ora non sapeva dove finiva lei e cominciava lui”  tratto da Anna Karenina di Lev Tolstoj, a

“Di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la mia e la sua sono la medesima cosa” di Cime Tempestose di Emily Brontë.

Pertanto possiamo dire che Amore è follia che tutto esclude, è lente che trasforma l’immagine deforme, è specchio che riflette la proiezione dell’amato o amata, è alcool che esalta e nasconde all’ebbro il suo tremore, è tempo che si ferma al comparire dell’uno o dell’altra, è droga che tutto il resto trascolora, è mantello che ripara dalla pioggia delle esclusioni, è infinita infinitezza di passione, è elisir di vispa vita, è trattore che ara e appiana il terreno, è sorriso e dialogo muto mentre ci si fissa negli occhi, è vocabolario del corpo senza più parole, è vibrazione viscerale che impedisce di parlare perché si è in preda a sensazioni che non ti fanno distinguere l’amato o l’amata.

Così come possiamo affermare che Amore è musa di ogni arte che non ha mancato di ispirare anche grandi librettisti e compositori: da Gaetano Donizetti “Che più cercando io vò, M’ama, lo vedo un solo istante i palpiti del suo bel con sentir! I miei sospir, confondere per poco a’ suoi sospir!” a Giacomo Puccini “Ma nel ritrar costei il mio solo pensiero, il mio sol pensier sei tu, Tosca, sei tu!”, a Giuseppe Verdi “Bella figlia dell’amore, schiavo son dei vezzi tuoi; con un detto sol tu puoi le mie pene consolar. Vieni e senti del mio core il frequente palpitar.”

Una musa che ha fatto scrivere a Paulo Coelho, maestro del romanticismo contemporaneo, la  definizione di Amore come forza irrazionale e potentissima: “So che l’amore è come le dighe: se lasci una breccia dove possa infiltrarsi un filo d’acqua, a poco a poco questo fa saltare le barriere. E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare la forza della corrente. Se le barriere crollano, l’amore si impossessa di tutto. E non importa più ciò che è possibile o impossibile, non importa se possiamo continuare ad avere la persona amata accanto a noi: amare significa perdere il controllo”, a Eva Gabor la seguente riflessione: “L’amore è un gioco a cui due possono giocare ed entrambi possono vincere”, ad Alda Merini: “L’amore è un mistero. Perché mai ci innamoriamo? È un grande furore che ci placa di tutti i nostri tormenti, è una grande pena che ci guarisce da tutte le guerre. L’innamorato è uno strano guerriero che sorride e vuole bene agli altri. L’innamorato fa sbocciare tutte le rose del mondo, ma gli altri le calpestano per un impulso improvviso di bruciante gelosia.”

Amore è la splendida e immensa musa non sfuggita al giornalista e scrittore Armando Pannone, autore di versi di grande emozione e forte sentimento, che hanno dato vita alla romanza Vorrei Donarti Amor musicata dal Maestro Giuseppe Finizio e interpretata dal soprano  Paola Francesca Natale a cui era stata dedicata.

La romanza Vorrei Donarti Amor, con l’alto senso della musicalità delle parole di Armando Pannone abilmente incorniciate dalle note di Giuseppe Finizio e magistralmente interpretata dalla Natale, va a inserirsi a pieno titolo nel libro della storia delle romanze più famose, come Musica proibita di Stanislao Gastaldon  e Mattinata  di Ruggero Leoncavallo.

Un successo determinato dalla verve musicale e poetica di Pannone, già docente di Comunicazione Pubblica presso l’Istituto Italiano di Scienze Sociali (ISIS) e di Comunicazione Istituzionale e Politica presso l’Università della terza Età Decentrata (UTESPED) nonché Coordinatore Tecnico Scientifico della stessa Università, editorialista politico, esperto di comunicazione di massa e applicata, nonché Direttore di laboratori di giornalismo per Medinapoli e Direttore del periodico on line “I Templari”, conferenziere di storia e simbologia medievale, autore di interessanti  saggi politici come “Annus Horribilis” e “L’Italia del Covid”, dei romanzi  Le cripte del Sebeto, La Rotta del Graal e Athanor, La croce di Ghiaccio, Maat Ra e I rotoli di Gerico.

Interessante notare che la protagonista del romanzo I rotoli di Gerico si ispira alla figura umana e culturale, spiritosa e sensibile di Paola Francesca Natale, conosciuta e  incontrata dal Pannone in occasione del ritiro di un prestigioso premio conferitole per la sua attività artistica.

Vorrei donarti Amor” è una romanza che attualizza  la grande tradizione italiana di questo immortale genere per il senso della musicalità e della metrica che possiede e che le ha dato la possibilità di indossare il coerente e lirico abito di note adeguatamente immortalate sulla partitura dal maestro Giuseppe Finizio, docente del Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino, che, dopo aver compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dirige vari  concerti in Italia e all’estero e partecipa a numerosi spettacoli teatrali come il celeberrimo La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone rappresentato in diversi e affermati festival: dal Festival dei Due Mondi di Spoleto e al festival Italia Viva in Brasile.

In particolare negli anni 2022 e 2023 compone musiche per organici vari, tra cui una romanza per Fagotto e Pianoforte, alcuni brani per Pianoforte solo, due brevi Suite strumentali e musica il grande successo della romanza “Vorrei donarti Amor” su espressa e categorica richiesta di Paola Francesca Natale.

Un successo, quello di “Vorrei donarti Amor”, determinato quindi dalla poesia di Armando Pannone, dalla musica di Giuseppe Finizio e  dalle sensibilità musicali della voce e del cuore della nostra Paola Francesca Natale a cui si sono aggiunte le mani del Maestro Francesco Pareti che l’accompagna al pianoforte e l’ottima registrazione realizzata presso lo studio 52 di Napoli del Maestro Paolo Rescigno.

Insomma, una bella e fortunata cinquina!

https://www.youtube.com/watch?v=lRiXkAE6mCQ

Vincenzo Fiore

Si ringrazia Michele Monasta per la gentile concessione del materiale fotografico.

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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