Eleonora la Regina ribelle

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Ho appena finito di leggere il libro La Regina ribelle.

La protagonista di questo romanzo è una donna che è passata alla storia come una donna leggendaria più che come un personaggio reale.

Una vita sempre in bilico, in un’epoca in cui per molto poco, si finiva bruciate sul rogo per stregoneria.

Colta e bellissima, ambiziosa e spregiudicata, Eleonora d’Aquitania visse nel XII secolo, secolo oscuro, in cui le donne erano ridotte al silenzio e all’obbedienza. Ma lei è determinata a ribellarsi a ogni costrizione. Tanto che partecipa alla seconda Crociata, divorzia dal primo marito Luigi Vll re di Francia e nello sconcerto generale, sposa Enrico II d’Inghilterra, di undici anni più giovane.

In questo modo, diventando la musa dei trovatori nella sua Corte d’amore a Poitiers, dove si cantano la passione e la sensualità.

E lei tratta come pedine di un gioco politico i due figli più amati, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni. Il mondo la teme, ma non riesce a fermarla tanto che sulla sua strada, Eleonora lascerà vittime e cuori straziati, in un vortice che finirà per travolgere lei stessa.

Mi è piaciuto così tanto il libro, che mi sono documentata, su basi storiche, sull’indomabile Alienor e sulle vicende che hanno caratterizzato la sua vita.

La si immagina una donna molto bella e fa un poco strano , perché nel Medioevo diamo tutti per scontato che siano stati tutti brutti, sdentati ed anche un po’ deformi, perché il cinema o alcuni libri rappresentano quell’epoca. Invece no, lei era bellissima, di quella bellezza imperiosa che hanno solo le donne di carattere, la bellezza degli occhi vivaci che, quando ti guardano, ti scavano l’anima, del sorriso accennato che può essere dolce e beffardo.


Altera, passionale testarda, indomabile, Eleonora riuscì nel miracolo di essere donna che conta, in un mondo di uomini.

Nata in Aquitania, in una corte allegra dove le dame ridevano e i poeti componevano per loro strofe. Nata da due genitori che si amano, e perciò hanno della vita, una visione positiva ed entusiasta.

Sono colti, giovani, intelligenti e vogliono che le figlie siano simili a loro.

Eleonora, ha gli occhi vivaci  e cresce libera e fiera, alternando un torneo, una gita a cavallo e un ballo a corte. Si cresce a corte, convinti che la vita è bella, e che tutto è possibile.

A otto anni, quando muore il fratello maggiore, è già destinata a diventare duchessa, e di un feudo tra i più ricchi del mondo a  quindici, il padre muore , e lei si ritrova capo di stato.

È  ancora una bimba e il padre ,prima di andarsene, ha fatto in tempo a stipulare, per salvaguardarla, un matrimonio con Luigi VII Re di Francia. Sono giovani, belli, potenti, potremo quasi dire la coppia del secolo.

E provano ad esserlo, in effetti, per qualche anno. Luigi è un ragazzo pacato, cresciuto in un ambiente dove il peso della religione è grande, la corte è piena di monaci, il maestro dei canti in chiesa è Bernardo di Chiaravalle, monaco e teologo.

Eleonora, travolge e affascina il suo giovane Re.

E non accetta imposizioni, Eleonora fa di testa sua, pretende di essere trattata non come una moglie, ma come una Regina. Si porta i suoi poeti, e le sue dame, e così organizza i suoi divertimenti. E litiga, quando c’è da litigare, la remissività è l’unica che le manca, anche se è quella che nel medioevo, dalle femmine, è la sola a essere pretesa.

E così oscura il Re, anche se non fa nulla, perché il sole è più brillante della luna.

Le chiacchiere la perseguitano, come l’invidia, la chiamano l’Estranea, l’Aliena.

In effetti, rispetto a loro, lei viene da un altro mondo.

Con Bernardo ha un rapporto controverso, a pelle i due non si sopportano. Lei gli sorride, fingendo di cercarne i consigli, lui, con tutto che è santo, la odia con l’odio feroce e segreto che i chierici hanno verso le donne belle e intelligenti inviate del diavolo.

La odiava così tanto Bernardo che scrisse in merito ai suoi abiti: “non erano solo adorni, ma stracarichi d’oro, argento e pietre preziose”.

Questo lusso indignava e non era compreso, un po’ come il look Christian Dior nel dopo guerra. La gente non aveva da mangiare e non si poteva immaginare che ci fosse un tale sperpero di risorse per degli abiti che innalzassero l’ego della Regina di Francia.

Il matrimonio va presto a rotoli, Luigi si sente un re dimezzato e Eleonora una Regina in catene e poi non ci sono figli maschi.

Grazie agli appoggi ecclesiastici, il Re riesce a far dichiarare lo sposalizio nullo, con la scusa che lui ed Eleonora sono lontani cugini. Il destino è ritornare ad essere la feudataria delle sue terre o ritirarsi in convento, perché a trent’anni, con un matrimonio fallito alle spalle e la fama di essere una poco di buono chi vuoi che se la prenda?

E invece lei, non appena libera dal laccio di Luigi, manda un messaggio ad Enrico di Normandia, convocandolo.

Enrico ha undici anni meno di lei, la fama di essere bello, colto e spregiudicato ed è figlio di Goffredo, che qualcuno diceva essere stato amante in passato di Eleonora.

Quando arriva gli dice: “Sposiamoci.”…

È come mischiare assieme due elementi che già da soli risultano esplosivi. Lui ambizioso e sensuale, lei passionale e intelligente, passeranno la vita ad amarsi e a rendersi l’esistenza impossibile. Lui diventa pochi mesi dopo Re di Inghilterra, e lei, di conseguenza, due volte Regina.

All’ex marito prende un colpo a vederla di nuovo su un trono, e partorire uno in fila all’altro quattro figli maschi e, gliene prende uno ancor più grande a vedersi sottratti i feudi di Eleonora, perché lei è Regina di Inghilterra, valgono con lui i patti che valevano con Luigi, per cui quello che è del marito è di Eleonora, ma quello che è di Eleonora resta suo.

I figli entreranno non solo nella storia, ma nella leggenda, Riccardo cuor di Leone e Giovanni Senza Terra.

Li usa come pedine nelle lotte contro il padre, glieli rivolta contro, li manipola, ma anche li protegge. Eleonora è una donna indomita, ed è perciò pericolosa.

Lo sa bene Enrico, che finisce per imprigionarla per anni, temendo i suoi complotti, crede che ci sia il suo zampino dietro alla morte dell’amante, di cui s’era invaghito.

Si odiano perché si sono amati,  eppure, sotto sotto, la ammira, la sua Eleonora, che  può incarcerare, ma che non avrà mai il coraggio di farla uccidere e  infatti lei gli sopravvive.

Diventa reggente,  a nome di Riccardo  anche se le leggende dicono che a conservare il regno a Riccardo sia stato Robin Hood. Ma, nella realtà a salvargli il trono fu mamma. Quando anche Riccardo muore, appoggia Giovanni.

Ma lei è sempre una sovrana, e difende, con le unghie e con i denti, le terre che sono sue, le difende anche dalle pretese di figli e nipoti.

A ottant’anni è ancora capace di dichiarar guerra ad un nipotino che la vorrebbe estromettere, e lei forte a tenergli testa dall’alto delle mura, come una leonessa, anzi, come una Regina.

Entra poi in convento, prende il velo e spira, è lei che vuole abbandonare il mondo, non il mondo che la mette in un cantone e la abbandona.

Perché Eleonora è Eleonora, e lo è stata e lo sarà per sempre anche davanti alla morte.

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

La Pietra della pazienza e la “dizi” Terra amara

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