Alan Sorrenti all’Arena di Verona

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Tutti noi siamo legati ad un periodo della nostra vita, in genere è l’adolescenza che è il periodo in cui ci si forma come gusti musicali, letterari, che resteranno impressi in noi per sempre.

La mia adolescenza l’ho vissuta alla fine degli anni ’70, mi riferisco agli anni che andavano dal 1976 ai primi anni 80.

Era il periodo in cui le radio libere, nate da poco, erano molto ascoltate da noi ragazzi, i programmi erano vari e i dj mandavano diversi generi musicali, che erano nuovi per quel tempo.

In quel periodo storico successero molti fatti che sconvolsero l’opinione pubblica, a cominciare dall’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, una pagina nera per l’Italia.

O un evento di tutt’altro genere l’uscita del film La febbre del sabato sera.

E fu in quegli anni che arrivò in Italia il fenomeno della disco dance.

Le canzoni disco anni 70 sono state quelle che hanno segnato la nascita della disco music, precisamente nel 1978, quando, grazie ai protagonisti dell’epoca, hanno popolato le discoteche con un genere nuovo da ballare.

Fino ad allora la musica usata per ballare non era prodotta in maniera specifica per quello scopo e quindi la diffusione fu praticamente immediata.

Le canzoni discoteca anni 70 hanno come caratteristica arrangiamenti in cui protagonista assoluta è l’orchestra. E ieri sera su Rai Uno abbiamo cantato e ballato guardando in TV su Rai Uno,un programma musicale che mi ha riportato indietro nel tempo, a quando ci si divertiva con poco una radio e le canzoni del momento.

Inoltre, in questo periodo molti sono i gruppi disco anni ’70 che vengono alla ribalta, come ad esempio i Bee Gees, i Santa Esmeralda, gli Earth Wind & Fire, The Ritchie Family, le Labelle, ma anche di interpreti di colore strepitosi che ottennero un enorme successo come Barry White, James Brown, Gloria Gaynor e Aretha Franklin e l’incredibile Donna Summer.

In Italia gli anni ’70 diventano un ponte musicale tra le ribellioni giovanili degli anni sessanta e la spensieratezza degli anni ottanta.

A dominare le scene c’è Renato Zero, indiscusso protagonista del costume nazionale: dai brani più intimisti agli show eccentrici e trasgressivi, una delle canzoni più amate dai “sorcini” è “Triangolo” (“Zerolandia”, 1978).

Negli Anni ’70 continua il successo di Raffaella Carrà, conosciuta anche all’estero e ci sono anche i Pooh, Umberto Tozzi e i Ricchi e Poveri. Da non dimenticare le hit più cantate dal pubblico, come “Figli delle Stelle” di Alan Sorrenti.

Chi non conosce Alan Sorrenti?

Le sue canzoni vengono cantate da tre generazioni.

Alan Sorrenti è stato uno degli interpreti di maggiore successo dei nostri anni Settanta.

E come mai dopo 46 anni i giovani ancora ascoltano e cantano “Figli delle stelle”?

Come spesso afferma Alan Sorrenti, la forza del brano, sta proprio nella musica. Il brano era molto avanti, non per niente fu realizzato a Los Angeles.

C’era e c’è grande energia, grande innovazione, e le cose che hanno energia restano, e canzoni con quell’energia oggi purtroppo non ci sono.

Il brano contiene un messaggio universale, sempre valido, che trascende i tempi. Gli scienziati hanno dimostrato che noi veniamo proprio da polvere di stelle. Siamo tutti collegati, anche se non ce ne accorgiamo.

Figli delle stelle fu la prima canzone di disco music italiana ad essere ballata nelle discoteche. Salì subito ai vertici delle hit per l’insieme di parole e suoni, pieni di energia. Pubblicata nel 1977 rimase tantissime settimane al vertice della classifica e fu poi scalzata dalla colonna sonora del film La febbre del sabato sera.

La canzone Figli delle stelle seppur commerciale, è rimasta negli annali .Il testo si riferisce a due innamorati che nel cielo si rincorrono come stelle.

Un po’ come la canzone vincitrice di Sanremo, ma quelli erano due pianeti.

Canzone un po’ metafora, perché è vero che noi siamo fatti della sostanza delle stelle. Una poesia in musica conosciuta da tre generazioni, perché regala positività e spensieratezza.

Siamo tutti figli delle stelle, siamo una quantità infinita di piccole luci solitarie, ospiti di un universo, alcune più silenziose e dotate di una luce propria, ma non tutti sono in grado di farla brillare.

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere un mio articolo precedente:

Eleonora la Regina ribelle

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