Divieto di accesso agli incompetenti

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Cosa penso del panorama politico italiano? E cosa penso dei manager italiani? E cosa penso degli “sfascia vetrine”?

Definirei l’Italia di oggi più una “IDIOCRAZIA” che una vera DEMOCRAZIA.

La nostra politica, le folle manifestanti perchè “sottilmente aizzate” e la scelta dei manager da mettere a capo delle grandi aziende italiane a capitale almeno prevalentemente pubblico, dei vari Enti, ecc…  non si basa sulla CONOSCENZA  e sulla COMPETENZA…questo è il vero problema!

Ma come funziona questa nostra attuale “web-democrazia” al tempo del Covid e del web?

Partiamo dalla politica e dal bisogno di base di ogni candidato/leader?

Il meccanismo naturale è questo: “se io sostengo questa tesi, quanti voti potrò ricavarne?”. Facciamo un sondaggino, contiamo i “like”… vediamo in “piattaforma” …

Un sistema assolutamente demagogico e finalizzato non ai reali bisogni e interessi del Paese, ma al proprio successo personale, che assomiglia più agli istinti di un giocatore di videogame che alla responsabilità di governare.

E la nostra democrazia non pone alcun limite, anzi incentiva questa istintiva tendenza al videogame degli uomini politici e dei partiti che, teoricamente, essi rappresentano.

Mentre la società consumistica traduce tutto in corrispondente valore di denaro, i politici traducono ogni pensiero e azione in possibili voti…e i presunti manager fanno i giocatori d’azzardo puntando su questo o quel “ cavallo vincente”… così poi vado all’INPS!

Il risultato è la creazione di molti fronti, “partitini che somigliano più ad una corte medievale” chiamati alla fine di tutto ad una fusione innaturale in prossimità delle elezioni, quando avviene la coagulazione in due opposti schieramenti, gli “apparentamenti” che andranno uno al governo l’altro all’opposizione.

E come può funzionare bene un sistema nel quale l’unico obiettivo dell’opposizione è solamente quello di denigrare qualsiasi decisione governativa per sperare di catturare più voti e vincere le elezioni successive magari da chiedere in continuazione se non ossessivamente a gran voce?

Ipotizziamo che per chissà quale “botta di fortuna” salga al governo un gruppo di uomini veramente capaci magari coordinati da un “Draghi” qualsiasi, che in qualche anno riesca oggettivamente a dare un forte impulso al Paese e che risolva molti problemi.

Pensate che, considerando l’ottimo lavoro svolto, le forze dell’opposizione potrebbero davvero e con intelligenza appoggiare tutta la coalizione governativa per un’altra legislatura sposando una sorta di principio cooperativo nell’interesse superiore del Paese?

Il risultato finale è un Paese “ridicolo” ed un elettorato frastornato e disorientato che finisce inevitabilmente per allontanarsi dalla politica.

Basterebbe chiedere ad un qualsiasi cittadine europeo cosa pensa degli italiani…popolo fra i “più ignoranti” al mondo secondo recenti e autorevoli sondaggi, popolo “che ignora” e che preferisce “vie traverse” pur di soddisfare i propri egoismi personali e di parte.

La frase più diffusa da noi è: “tanto non cambia niente, tutti uguali e allora tanto vale…“, mentre Alitalia, come tante altre aziende italiche, è ormai morta  uccisa da manager incompetenti messi lì da governanti incompetenti e le tante altre Aziende italiane finiscono in mano a capitali stranieri che, fingendo di salvarle, hanno in realtà come unico obiettivo quello di prendere incentivi e poi “uccidere” proprio quelle aziende rilevate perché loro competitors (vedi l’acciaio di Taranto).

Il nostro sistema politico, poi, con due Camere chiamate a valutare le stesse leggi, porta inevitabilmente le fazioni opposte a scontrarsi e boicottarsi e a inconcepibili lungaggini…e voi pensate che la riduzione dei “litiganti” porterà meno urla e più cose serie fatte velocemente?

E, ciliegina sulla torta, il nostro sistema dell’informazione distorto dalla consapevolezza che “solo una brutta notizia fa notizia”, per cui anche un governo che agisca bene passa inosservato e meglio una bella “compilation” di omicidi che parlare di chi, in questa Italia, magari ne fa una buona.

Le problematiche e le scelte cui è chiamata la gestione governativa e la formazione della pubblica opinione sono temi molto complessi.

Senza poi tirare in ballo le interferenze religiose e quelle del mondo della finanza, dei sindacati e delle lobbies, che pur ci sono e che si fanno sentire pesantemente, condizionando e compromettendo ulteriormente le possibilità di decidere in modo mirato e competente per la corretta e graduale risoluzione di problemi sociali ed economici.

Pensiamo solamente a cosa succederebbe se un governo decidesse che il trasporto merci deve essere fatto esclusivamente su rotaia anziché su autostrade…i ghiacciai ringrazierebbero ma se ciò venisse proposto sarebbe il blocco dei trasporti per scioperi di tutti gli autotrasportatori, no?

Quindi mossa impopolare e disastrosa, che non si può fare…un po’ come il Green Pass ormai scusa per buttarla in “casciara”.

Fare leva sull’egoismo è prassi di politica quotidiana e serve solamente a bloccare i programmi o le necessità improrogabili nella cosiddetta “politica dell’emergenza”.

Continuando in tema di ecologia, pensiamo per un attimo a come un ambiente davvero naturale andrebbe inteso, ovvero privo di asfalti, cementi, binari, fabbriche, case, aeroporti, confezioni di plastica, auto, nucleare, … ecc. ecc.

Ma ci andrebbe bene?

O ci sarebbe una rivoluzione, se un governo decidesse di garantire solamente questa qualità ambientale?

Il cittadino da parte sua vorrebbe il massimo dei diritti senza nessun dovere, il che è istintivo ma utopico…avere soldi senza nulla fare (e i dati recenti lo dimostrano ampiamente)!

Stando a queste distorsioni come si può pensare di governare ed essere applauditi anche quando si lavorasse al meglio per andare verso un ambiente più pulito a vantaggio dei figli dei nostri figli?

Questo meccanismo in alcuni paesi non si presenta in toni così gravi come da noi.

Negli Stati Uniti, per esempio, una volta eletto il nuovo Presidente e salvo “casi eccezionali” i due schieramenti politici concorrono pacificamente (o quasi) alla gestione del paese, sostenendo il più possibile il Presidente incaricato (ma con gli occhi bene aperti a detronizzarlo in caso di gravi inadempienze, cosa non sempre fattibile almeno velocemente).

In Italia non esiste il sistema presidenziale e forse non abbiamo ancora un sufficiente senso democratico e collaborativo per scegliere questo sistema politico avendo ancora il ricordo del fascismo e delle sue nefaste conseguenze.

Ma allora, secondo queste visioni, non c’è modo di governare un Paese o è la forma democratica ad essere sbagliata?

Non voglio ripetere la frase di Churchill sulla democrazia, ma voglio invece sostenere che la politica non dovrebbe basarsi sui bisogni primitivi bensì cercare formule più competenti e adatte alla complessa gestione dei temi economici e sociali svincolandosi dal momento elettorale e dagli interessi e dalle ambizioni dei singoli.

E molto di tutto ciò nasce nelle scuole dove non diffondiamo e non educhiamo a sufficienza i futuri cittadini al concetto di “interesse comune” e così non li prepariamo ad accettare l’idea che nella società si debbano anche fare sacrifici personali per un “bene superiore”.

Anzi, grazie al sistema dell’informazione, si fa di tutto per sollevare il maggior numero possibile di desideri, spacciandoli per “bisogni irrinunciabili”, tramite spot pubblicitari e fasulli modelli di stile di vita spacciati da ipertatuati influencer…

Modelli assolutamente non raggiungibili dalla maggior parte dei cittadini e spesso anche pietosi, a dire il vero.

Occorre rieducarsi e rieducare al “superamento di ogni ignoranza” intesa non come capacità di tradurre correttamente una frase dal latino all’italiano (cosa assolutamente importante e propedeutica) ma come essere al corrente di tutto ciò che ci circonda in modo serio, approfondito e aggiornato.

Occorre padroneggiare tutti quei temi che attualmente devolviamo alla gestione politica specie le questioni etico-sociali e quelle a forte impatto economico-ambientale.

Oggi un politico può alternativamente ricoprire incarichi governativi di un tipo o dell’altro, saltando fra tematiche e problemi  non banali e fosrtemente differenti.

Questo non è possibile perché non è possibile essere onniscienti, critica alla quale si risponde che il politico deve essere, per definizione, estraneo alla conoscenza tecnica dettagliata dei fatti di cui discute.

Se così fosse, allora, il politico sarebbe semplicemente il portavoce di uno stuolo di anonimi consiglieri tecnici, che sfuggono al giudizio del grande pubblico, non essendo noti e coinvolti in prima persona.

Questo a me pare surreale.

E quindi, per concludere, occorre quanto prima avviare una nuova era, quella della cooperazione fra competenti, siano essi al Governo o alla opposizione per puro “caso elettorale”, occorre smettere di “cavalcare sulla pancia del popolo” occorre caricarsi della necessità di studiare, approfondire e coinvolgere per non disperdere l’immenso patrimonio di ricchezze e di valori della nostra Italia…e tutto ciò iniziando dalla scuola!

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6 COMMENTS

  1. Buongiono Pino, ti do ragione su tutto tranne che in un passaggio quando scrivi, “Ma, secondo queste visioni, non c’è mopdo di governare un paese, nella fattispecie questo paese Italia o è la forma democratic a essere sbagliata?” No, Pino sono gli italiani a essere sbagliati vuoi perché è il nostro comportamento di essere portati agli estremi positivi o negativi che siano, vuoi perché 30 anni di governi dove si insegnava a privilegiare soldi facili, compresi i costumi tanto criticati adesso, ci hanno portato a una involuzione, unn ritorno ad alcuni secoli addietro. Ovvero il povero sudava per una crosta di pane e doveva attenersi alle rigide regole dottrinal della chiesa cattolica, mentre preti e papi se la spassavano allegramente. Il ricco il cui forziere si era riempito senza fatica con tasse e gabelli e altre amenità hanno portato il popolo a fermarsi alle frasi fatte, agli slogan politici con tutti gli annessi e connessi, salvo poi arrangiarsi nell’italica maniera: “Io protesto e ti insulto perché rubi ma se posso rubo anch’io e mi giustifico con la necessità magari sacrosanta di chi è povero e fatica mettere in tavola pranzo e cena o almeno uno dei due, oppure perché mi convinco che se gli altri si divertono posso farlo anch’io in tante maniere. E potrei continuare all’infinito non ne usciremo mai. Hai presente quella frase di Camillo Benso conte di Cavour? “Abbiamo fatto l’Italia adesso facciamo gli italiani”.
    Bene il sogno è rimasto nel cassetto, non abbiamo nemmeno messo il titolo all’opera… Una buona giornata caro amico e non me ne volere non sono un pessimista come mi descrivono in tanti ma realista questo sì oltre ogni limite. P.S. Il discorso vale per chi si riconosce in quanto scritto poi ci sono le eccezioni che però confermano la regola. Basta non fare diogni erba un fascio. Buona giornata. Francesco Danieletto.

    • Caro Francesco come ovvio la mia era una provocazione fortemente retorica…anche se, specie nella Capitale, sono forti “certi rigurgiti”…
      Pino De Nicola

      • Concordo su provocazione ma pericolo resta alto. Si lasciano passare molte troppe cose. E poi cosa succede?

  2. Concordo nella provocazione ma c’è un pericolo reale su certe deviazioni create da indifferenza e ignoranza politico culturale. E nel nostro caso dopo trent’anni di buffonate siamo sull’orlo del precipizio. Con una destra che se per disgrazia dovesse vincere riporterebbe indietro l’orologio della storia. Resta da vedere cosa succederebbe in questo caso…
    è tutto da verificare. Ciao.

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