Comparaggio e commaratico

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Il Comparaggio ed il commaratico nel nostro Sud:

praticamente, ’U Sangiuànni!

I primi compari, biblicamente parlando, furono Gesù e San Giovanni Battista, pensate un po’!

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»
(Lc 3,15-16.21-22).

Tintoretto, Battesimo di Cristo

Da qui la consuetudine di richiedere il comparaggio ed il commaratico nel giorno della festa del Santo (24 giugno): si andava dalla persona prescelta e si chiedeva di fare ‘u cumpari. ’U cumparaggiu non si poteva rifiutare, poiché tale comportamento avrebbe costituito un oltraggio nei confronti del proponente, quasi una blasfemia dissacrante, dato l’Intercessore implicito. Chiariamo da subito che fare ‘u cumpari sanciva un legame indissolubile alla pari di un rapporto familiare, per capirci!

Difatti da quel momento in avanti tutti i membri delle due famiglie si chiamavano ‘cumpari e cummari’: ciò era esteso a zii, cugini, cognati e parenti tutti, in saecula saeculorum, Amen o chissà per quante generazioni! I più importanti comparaggi: ’u cumpari d’aniallu, ’u cumpari du vattisimu.

Il primo di essi regalava alla sposa un anello prezioso e, contestualmente, s’impegnava a battezzare il proprio primogenito, cui avrebbe regalato ‘na bella catina d’oru ccu llu Crucifissu.

Poi, altri commaratici più soft, ma pur sempre suggestivi ed oggetto di rispetto: ’a cummari di juri, di l’ugna, a mo’ d’esemplificazione, come mi ricorda un uomo devoto alle tradizioni popolari del lametino, Francesco Domenico Mete.

Personalmente mi ha colpito fortemente un giuramento ennese tra compari (a dimostrazione dell’affetto profondo che avrebbe unito i due in tutte le vicissitudini della loro vita):

(Entrambi)

E cumpari a sangiuvanni

sa cc’avimmu nni spartimmu

e s’avimmu ‘na favuzza

nn’a spartimmu menza l’unu.

(E compare a san Giovanni

ci dividiamo ciò che abbiamo

e se anche abbiamo una sola fava

la dividiamo mezza ciascuno).

Il primo compare:

Cumpà, cchi vuliti: risu o ossa?

(Compare cosa volete: il riso o le ossa, ossia la felicità o il dolore?)

L’altro risponde:

Ossa!

(Ossa: in riferimento ad un proprio futuro doloroso)

Il primo:

E nni jammu nni la fossa!

(E, assieme, andiamo nella fossa, ossia nel dolore)

Il secondo compare:

Cumpà, cchi vuliti: risu o ossa?

(Compare cosa volete: il riso o le ossa, ossia la felicità o il dolore?)

L’altro risponde:

Risu!

(Riso: in riferimento alla sua felicità)

Il secondo:

E nni jammu ‘n Paradisu!

(E, assieme, andiamo in Paradiso).

Assieme:

Cumpari simmu e cumpari ristammu… sputa ‘nterra!

(Adesso siamo compari e compari rimarremo per sempre… -come suggello della promessa- sputa a terra!).

Colpisce, infine, anche il modo con cui affettuosamente ci salutiamo tutti, nel Mezzogiorno, rammemorando, inconsciamente, la forza sacra di siffatto rapporto: “ciao compà”!

Chi non lo ha mai detto!?

Francesco Polopoli

I Ragazzi della Via Pal

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Sono laureato in Lettere classiche, docente di lingua e letteratura latina e greca presso il Liceo Classico di Lamezia Terme (CZ), membro del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti. Divulgo saggi a tema come, a solo titolo di esempio, Echi lucreziani e gioachimiti nella Primavera di Botticelli, SGF 2017, ... Ho partecipato a convegni di italianistica, in qualità di relatore, sia in Europa (es. Budapest) che in Italia (es. Cattolica di Milano). Attualmente risiedo a Lamezia Terme e da saggista amo prendermi cura dell’antico come futuro sempre possibile di buona memoria. Il mio parere sul blog? Un vascello post-catulliano ove ritrovarsi da curiosi internauti: al timone del vascello ci stanno gli autori, passeggeri sono i tanti lettori a prova di click…

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