Berthe Morisot (quinta e ultima parte)

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Berthe Morisot (parte quarta)

BERTHE MORISOT (quinta e ultima parte)

“Dalie”

Olio su tela, 45,7 × 55,9

Collezione privata

Si tratta di una delle rare nature morte eseguite da Berthe Morisot negli anni settanta dell’Ottocento, un periodo in cui la pittrice raccoglieva molti consensi per le intime rappresentazioni dell’universo femminile colto in vari momenti della vita familiare.

La sua decisionele di dipingere nature morte e’ nata dal desiderio di opporsi al luogo comune secondo cui le pittrici dovevano dedicarsi esclusivamente a soggetti paesaggistici.

“DALIE”

In “Dalie” la composizione è dominata dal vaso.

È un grande contenitore simile a una zuppiera e Morisot lo sposta leggermente sulla sinistra della tela.

La collocazione è asimmetrica, sia nel vaso sia nella disposizione di altri oggetti secondari

I fiori quasi non hanno spazio a sufficienza nella parte alta della tela, e cio è sottolineato dall’uso di strati di bianco densi e sontuosi che attraggono il nostro sguardo creando un effetto di luce solare riflessa.

Sopra un tavolino d’epoca, una forma indistinta in basso a sinistra, probabilmente un ventaglio che giace li’ senza alcun motivo apparente.

Nella parte in alto, quasi centrale, un piccolo ritratto in una cornice ovale rimane quasi nascosto dietro le dalie di un colore sgargiante.

CONCLUDENDO:

Anche in questo dipinto la sua attività artistica è l’incanto del quotidiano.

Sono scene tratte dal suo mondo femminile: dall’intimità dell’ambiente domestico a immagini che colgono l’essenza del proprio nucleo familiare.

Lei vive di ispirazione e dipinge la propria vita con quadri che parlano di sé, del suo stato d’animo perché affascinata dalla realtà, poiché solo con questa riesce a dialogare.

Una sorta di diario segreto nel quale il colore e il disegno, forti mezzi espressivi, sono uniti da un’indissolubile relazione tra l’ideale artistico e l’intimità esistenziale.

Stranamente Berthe Morisot non espose mai nè firmò l’opera.

Tuttavia il dipinto, senza incertezze, fu scelto da Monet per la mostra commemorativa dopo la morte prematura dell’artista nel 1895.

Bruno Vergani

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