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Auguste Renoir (parte tredicesima)

AUGUSTE RENOIR (parte quattordicesima)
“La parisienne” 1873
Dimensioni: 163,5 x 108,5 cm National Museum Wales, Cardiff.

Questo quadro è uno dei primi lavori realizzati dal pittore francese.

Vediamo di raccontare qualcosa in più su questo famosissimo dipinto.

La modella è l’attrice francese Henriette Henriot (1857-1944), che al tempo della seduta aveva sedici anni.

Quando nel 1873 posò per Renoir, Henriette era una sconosciura, anche se sarebbe poi diventata una nota attrice del Théâtre de l’Odéon.

Henriot, per la cronaca, posò per almeno undici altre pitture per Renoir, tra cui La Source (1875).

“LA PARISIENNE”

Il soggetto è una donna giovane abbigliata con un vestito a strati color blu acceso, molto di moda a quel tempo.

Mentre guarda fissa il pittore che la sta dipingendo, è possibile notare che si sta infilando i guanti per prepararsi a uscire.

La passeggiata richiedeva, alle damine parigine, l’uso di guanti e di graziosi cappellini piumati a breve falda.

L’abito a manica lunga presenta una doppia abbottonatura verticale sul petto.

Il collo è incorniciato dal colletto increspato della camicia, sollevato da un fiocco annodato sotto il mento.

Possiamo spendere due parole anche per questo sfondo “neutro”: il colore utilizzato è leggermente diverso dal vestito della protagonista.

Mescolato ad altri toni come il grigio e il giallo, contribuiscono a dare maggiore spessore alla modella e all’aspetto finale del quadro.

PER FINIRE:

Una caratteristica interessante de “La Parisienne” è il fatto che questo quadro è stato modificato successivamente, ritenendosi insoddisfatto, dallo stesso Renoir.

Infatti, grazie ai rilievi fatti sulla tela, Renoir dipinse sullo sfondo un corridoio nella parte in alto a sinistra e una piccola tenda sulla destra.

Prima che questo quadro venisse esposto al pubblico, Renoir decise di eliminare questi dettagli e di optare per uno spazio più neutrale, permettendo allo spettatore di concentrarsi maggiormente sulla donna, vera dominatrice della scena.

Bruno Vergani

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