“a tu per tu con…” Valeria Tufariello e la sua poesia

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Ciao Valeria, grazie per aver accettato l’invito di ScrepMagazine per questa intervista…

Il piacere è tutto mio.

Raccontati ai nostri lettori…

Nasco a Capua (CE) e vivo a Roma dal 1982. Amo leggere e scrivere, sono le mie passioni. Mi diletto a comporre versi poetici e racconti di vita vissuta, frutto della mia energia vitale e delle mie pulsioni amorose e d’innamoramento per la vita e per le persone che amo e che sanno conquistarmi…

Fiore – Quando hai iniziato a comporre in versi?

Tufariello – Scrivere è sempre stata una necessità. Ho trovato un modo per elaborare gli innumerevoli stati d’animo che vivo nel cammino di ogni giorno.

Posso dire che scrivo da sempre, anche se mi sono messa in gioco di recente, attraverso la partecipazione ai premi letterari.

Fiore – Quando scrivi quanto ti relazioni con il mondo che ti circonda per scoprire il suo stato cosciente e incosciente?

Tufariello – È un continuo divenire come le onde del mare. A volte trovo fuori i pensieri che mi attraversano, altre invece scavo dentro me per trovare una ragione a quello che vivo e che mi circonda.

Fiore – Quanto ti senti sociologa quando scrivi?

Tufariello – La mia è più una speranza. Provo a descrivere quello che mi emoziona e spero che chi mi legge, si ritrovi o riesca a comprendere finalmente i grovigli e gli inganni della mente, che spesso ci trovano impreparati e senza strumenti giusti per elaborarli.

Fiore – Ti definisci una viaggiatrice del tempo. Perché?

Tufariello – Sì mi definisco una viaggiatrice del tempo, perché amo guardare intorno a me come fuori dal finestrino e cogliere ogni singolo battito di vita e dargli forma, a volte i contorni sono un po’ confusi altre più chiari e nitidi, come accade nelle foto.

Fiore – Qual è la più grande espressione di poesia presente nella tua vita?

Tufariello –  Sono una madre felice e questo ritengo sia la più grande espressione di poesia presente nella mia vita. Non vorrei sembrare retorica, ma io con i miei tre figli ho vissuto davvero uno stato di simbiotica beatitudine e riconoscenza, fatti di completamento, di ricerca e di crescita reciproca.

Fiore – Tu sei una madre felice. A chi, purtroppo, non può avere figli cosa diresti?

Tufariello – Quello che sento di dire è che del miracolo della vita non abbiamo alcun merito. È una grazia – come amo definirla – dove non c’è un progetto posto in essere, ma un sogno che si realizza. C’è poco che possiamo fare per diventare madri e se a me non fosse successo, credo mi sarei dedicata ai bambini in cerca di una famiglia in cui riconoscersi e restare.

Fiore – Che cosa fai quando non componi poesie? La mamma a tempo pieno?

Tufariello – Sono una madre felice, lavoro e sono (ancora) figlia… e non è poco! E poi scrivo, scrivo ogni volta che posso.

Fiore – Dalla lettura delle tue poesie si evince che vivi d’emozioni…Come le definiresti?

Tufariello – Come il mare… a volte in tempesta, a volte calmo, altre piatto e fermo, ma comunque con una profondità che non mi lascia mai indifferente.

Fiore – In Italia si legge poca poesia perché se ne produce troppa e di bassa qualità? Oppure perché è un genere d’élite?

Tufariello – Forse si, o forse è solo l’epoca della velocità dove non possiamo o non vogliamo concederci il giusto respiro e il  giusto tempo per godere di una riflessione… e la poesia per questo è vista come una riflessione asincrona rispetto all’immediatezza del quotidiano vivere.

Fiore – Alla luce di queste riflessioni la poesia ha un futuro?

Tufariello – La mia speranza è che ci possa essere una riscoperta della poesia, un ritorno a questa forma di comunicazione, anche in funzione di un completamento formativo, per i ragazzi di oggi, che poco vivono la dimensione della scrittura.

Fiore – Sono dell’idea che la poesia è analisi di sentimenti e fonte di speranza…Ne convieni?

Tufariello – Sì, sono d’accordo, anche se in parte. Devo dire che la mia scrittura è spesso elaborazione di sentimenti forti che cercano un posto in cui fluire o sedimentare, per lasciare solo il bello della comunicazione, nella sua funzione più piena che è quella della condivisione.

Fiore – Che sensazione si prova a condividere con “l’altro” i tuoi pensieri più intimi?

Tufariello – È come tendere la mano, come abbracciarsi. La condivisione è sempre un grido silente che offre in dono il proprio vissuto a chi cerca una dimensione in cui ritrovarsi e comprendere ciò che gli accade.

Fiore – In che modo poesia e scrittura si intrecciano nella tua arte?

Tufariello – A volte i miei pensieri nascono in rima, altre in prosa, altre sono nelle pagine di un racconto. Vado molto a sensazione e a come vivo il momento.

Fiore – C’è una tua poesia che ti ha dato più “filo da torcere”, sulla quale sei tornata più volte e che forse avresti voluto cancellare?

Tufariello – Sono molto “istintiva”. Le mie poesie sono istantanee di un momento che nascono dal bisogno di comunicare. Difficilmente ritorno su un testo. Mi capita più con i racconti. Con la poesia vivo d’istinto. Mi è capitato di scrivere anche nel cuore della notte, svegliata da un pensiero insistente e devo dire che quegli attimi hanno prodotto i componimenti migliori.

Fiore – C’è qualcosa di particolare che vorresti condividere con i lettori di ScrepMagazine?

Tufariello – Forse la voglia di mettersi in gioco… di provare… di non smettere di comunicare e condividere perché possiamo offrire nuove prospettive a chi è in cerca di nuovi percorsi.

Fiore – La poesia “Madre-Perla” dedicata a tua madre è stato il tuo punto di partenza. Perché?

Tufariello – Forse perché è quella che mi ha dato la spinta per iniziare questo meraviglioso cammino e finalmente mettermi in gioco.

Fiore – Progetti e sogni nel cassetto?

Tufariello – Continuare ad avere l’ispirazione per poter scrivere.

Fiore – Cosa consigli a chi vuole iniziare a scrivere?

Tufariello –   Di farlo senza troppi schemi e domande. Tutto troverà il suo posto come   note su un pentagramma, per suonare la più bella melodia: quella dell’anima.

Fiore – Quanto tempo dedichi al giorno alla scrittura e solitamente a che ora preferisci scrivere?

Tufariello – Scrivo ogni volta che ho l’impulso di farlo. Per fortuna oggi con i dispositivi di cui disponiamo, possiamo appuntarci ogni pensiero che nasce, in ogni momento.

Fiore – Per te cos’è la felicità, una condizione o un attimo?

Tufariello – Per me la felicità è riuscire ad emozionarsi. Senza l’emozione non ci sarebbe vita.

Fiore – Hai partecipato a vari concorsi di poesia nazionali e internazionali ottenendo riconoscimenti, attestati di partecipazione, di merito, menzioni d’onore e  ultimo il premio speciale della giuria alla 29^ edizione del Premio letterario Ossi di Seppia. Ce ne vuoi parlare?

Tufariello – È stata un’emozione molto forte. È uno dei premi più importanti e il riconoscimento ricevuto mi ha davvero riempito il cuore di gioia. È  stato importante soprattutto perché ho partecipato con una silloge ed essere stata ritenuta all’altezza di un simile premio, con tutte le mie poesie presentate, mi rende fiera.

Fiore – Come si conciliano anima, mente e cuore in poesia?

Tufariello – Forse è solo una meravigliosa fusione di tutte queste cose. In me esistono e sono coinvolte tutte nel momento della creazione.

Fiore – Benedetto Croce, come ci ricordava Fabrizio De André durante un’intervista al programma tv “la storia siamo noi”, sosteneva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Tu cosa ne pensi?

Tufariello – Direi piuttosto folli. La realtà è fatta di tante sfaccettature e le motivazioni che spingono una persona a scrivere sono diverse, non certo legate all’età anagrafica ma direi piuttosto a quella dello spirito, che è molto soggettiva.

Fiore – Robin William nelle vesti di John Keating,  appassionato docente di letteratura che ha un approccio didattico originale, dice: “Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita”. Sei d’accordo?

Tufariello – Assolutamente si. Posso dire che la scrittura in ogni sua forma, come la musica, mi ha salvata molte volte.

Fiore – Thomas Stearns Eliot, premiato nel 1948 con il Nobel per la letteratura, scriveva: “La poesia non è un modo di liberare l’emozione, ma una fuga dall’emozione; non è un’espressione della propria personalità, ma una fuga dalla personalità. Ma, naturalmente, solo coloro che hanno personalità ed emozioni sanno cosa significa voler fuggire da queste cose.”  Il tuo parere?

Tufariello – Personalmente ritengo siano valide entrambe le cose. Una fuga e una liberazione delle emozioni. È un modo di comunicare la voglia di allontanarsi da alcuni pensieri o per elaborarli per capirli ed accettarli.

Fiore – Il binomio vita-poesia ti appartiene parecchio. Credi all’esistenza di una linea di confine tra autobiografismo e scrittura?

Tufariello – Ogni mio scritto mi rappresenta, sia in modalità autobiografica sia da “cronista”, nel riportare ciò che mi colpisce di quello che mi circonda.

Fiore –  Alda Merini scrive : “I poeti lavorano di notte, quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle”…Tu cosa scriveresti?

Tufariello – Come ho detto prima, ho scritto tante cose la notte, non solo per l’ispirazione ma perché tutto è apparentemente fermo e nelle ore dell’abbandono tutto più vero e senza filtri, perché non sembra, ma è.

Fiore – Siamo alla fine di questa chiacchierata: quale libro avresti voluto scrivere?

Tufariello – Sono tanti i libri che porto con me, nel ricordo e per l’illuminazione che mi hanno donato. Ecco vorrei riuscire a scrivere un libro che possa essere di riferimento per chiunque abbia bisogno di un abbraccio.

Fiore – Grazie e ad maiora semper…

Tufariello – Grazie a te e a tutta la Redazione di ScrepMagazine per questa intervista.

Ecco alcune delle attività e dei riconoscimenti ricevuti ultimamente nel mondo dell’arte e della cultura da Valeria Tufariello:

– 18 febbraio 2023 – Premio speciale della giuria alla 29^ edizione del Premio Nazionale di Poesia inedita “Ossi di Seppia” – Taggia

– 25 gennaio 2023 – Intervista di Andrea Giostra pubblicata su vari siti: MobMagazine, Sicilia.it… etc

– 21 gennaio 2023 – 3° posto VIII edizione Premio Internazionale di Letteratura “Il Sigillo” 2022 ass.ne Il Sigillo di Dante – Sarzana – La Spezia

– 21 gennaio 2023 – 2° posto Carpe Diem con la poesia 

– 09 dicembre 2022 – Diploma di merito al premio Concorso Maria Maddalena Morelli – V edizione

– 27 novembre 2022 – finalista inserita nell’Antologia “Buon compleanno Margherita Hack” – al Premio Passaparola di Spello

– 08 novembre 2022 – Diploma di Merito Concorso Nazionale di poesia “Sogni di Pietra” VII ediz. 2022

– 05 novembre 2022 – Finalista (IV posizione) Premio Bocconi di Inchiosto – Ed VII – Milano

– 09 luglio 2022 – 3° posto alla IX Edizione Premio Letterario Roccagloriosa – SA – narrativa

– 30 ottobre 2021 – vincitrice del concorso letterario Keramos della città di Agropoli ed. 2021 con la poesia “Soffio di vita”

– 04 settembre 2021 – Primo posto nella sezione C-racconti a tema libero col racconto “Leggere come piume” e menzione di merito nella sezione A-Poesia a tema libero con la poesia “Quando lei era” all’ “VIII edizione del Premio Letterario Roccagloriosa-Associazione Onlus Effetto Donna”

– 19 Giugno 2021 – Menzione d’onore nella sezione O m p h a l o s Autismo e Famiglie – alla 12^ edizione del Concorso Letterario Città di Grottammare.

– 19 giugno 2021 – 2° posto alla IX edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Castrovillari – Accademia Delle Arti

– 12 Giugno 2021 – finalista al Premio Alfredo Rampi – Più in là e inserimento nell’antologia con il racconto “Oltre il muro”.

– Marzo 2020 – Vincitrice del 2° posto alla XXXII edizione del Premio Letterario Internazionale “Donna” della Città di Fasano con la poesia inedita “io mi aspetto”.

Vincenzo Fiore

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

“a tu per tu con…” Sandra Vita Guddo

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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