Il mio posto è qui

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Calabria Film Commission: Gerace, un tuffo negli anni ‘40
per “Il mio posto è qui”

Gerace diventa set per il film “Il mio posto è qui” – prodotto da Orisa produzioni, con il sostegno della Calabria Film Commission – presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa.

Protagonisti i vicoli del borgo medievale, nei luoghi più caratteristici della cittadina viene ricreata, in un set ecogreen, la Calabria rurale degli anni ’40, del periodo del dopoguerra in cui è ambientata la storia dell’incontro tra Marta e Lorenzo, una profonda amicizia che sfida i pregiudizi e porta la donna a lottare per trovare il proprio posto nel mondo.

Gerace ha mantenuto intatte molte delle sue caratteristiche architettoniche originali, come i muri a secco e gli acciottolati dei vicoli: dunque, per la produzione ha rappresentato un luogo ideale per riadattare la location agli anni ’40.

Così, inserita la pavimentazione sterrata, oggetti d’epoca ed eliminate le poche contaminazioni moderne, per ricreare l’immagine di un paese contadino dell’epoca, il risultato ottenuto è quasi un teatro di posa a cielo aperto, con interni ed esterni collegati, che sembra uscire dal passato.

Tra costumi, carri, biciclette e moto d’epoca, si stanno svolgendo le prime riprese del film, scritto e co-diretto da Cristiano Bortone e Daniela Porto, autrice anche del romanzo omonimo da cui è tratto il soggetto e prossimamente edito da Sperling & Kupfer.

Protagonisti de “Il mio posto è qui”, due notissimi volti del cinema e delle serie tv, Ludovica Martino e Marco Leonardi.

La giovanissima attrice è reduce dai successi di “Skam Italia”, “Lovely boy”, “Il campione”, “I migliori giorni”, “Sotto il sole di Riccione”, mentre Leonardi, dopo l’esordio nel ruolo dell’adolescente Totò in “Nuovo cinema paradiso”, ha costruito una carriera internazionale, diretto da grandi registi come Arau, Rodriguez, Ferrara, fino alle più recenti interpretazioni in “Anime nere” di Francesco Munzi, “Maradona” di Marco Risi, “Tutti i Soldi del Mondo” di Ridley Scott, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “Padre Pio” di Abel Ferrara.

Questa mattina, come si diceva, la presentazione del film, nel corso di un incontro svoltosi presso il Comune di Gerace.

Al termine della conferenza stampa, il tour per i giornalisti tra le location del film, nell’atmosfera della seconda metà degli anni ’40, ricreata dagli scenografi tra le antiche mura, le vie e gli edifici dello splendido borgo della Locride.

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Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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