25 Novembre 2023

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Facciamo chiarezza: chi uccide è un delinquente, un folle, un criminale!

E questo vale sia se la vittima è un bambino, una donna, un uomo, un anziano o un gruppo di ragazze e ragazze che si stanno divertendo ad una festa in Israele.

Oggi è il 25 Novembre, giornata contro la violenza sulle donne e, ironia della sorte, stiamo vivendo la storia di Giulia, un’altra ragazza morta.

Giulia Cecchettin era una ragazza normale, ed è morta come muoiono tante ragazze normali, ammazzata da un “bravo ragazzo”, il suo ex fidanzato.

Perché si celebra il 25 novembre la giornata contro la violenza sulle donne?

È stata scelta la data del 25 novembre per commemorare la vita, l’attivismo e soprattutto il coraggio di tre sorelle: Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal, le “mariposas”, ovvero le farfalle, che hanno combattuto per la libertà del loro Paese.

Durante gli anni ‘40 e ‘50, la Repubblica Dominicana era stretta nella morsa della dittatura del generale Rafael Trujilo. Le sorelle Mirabal decisero di impegnarsi nell’attivismo politico denunciando gli orrori e i crimini dalla dittatura. Ma il 25 novembre 1960 le tre sorelle “mariposas” vennero torturate e uccise dai sicari di Trujillo e i loro corpi gettati in un dirupo per simulare un incidente.

L’indignazione per la loro morte, che nessuno credette accidentale, sollevò un moto di orrore sia in Patria che all’estero, ponendo l’attenzione internazionale sul regime dominicano e sulla “sua cultura machista” che non tollerava di riconoscere alle donne l’occupazione di uno spazio pubblico e politico.

Pochi mesi dopo il loro assassinio, Trujillo fu ucciso e il suo regime cadde.

L’unica sorella sopravvissuta, perché non impegnata attivamente, Belgica Adele, ha dedicato la sua vita alla cura dei sei nipoti orfani e a mantenere viva la memoria delle sorelle.

È proprio in ricordo di Maria Teresa e Minerva che ogni 25 novembre si inaugura un periodo di 16 giorni dedicato all’attivismo contro la violenza di genere, che si conclude il 10 dicembre con la Giornata Internazionale dei diritti Umani.

Ecco…a questo volevo arrivare: i diritti umani.

Secondo un rapporto UNICEF, nel Mondo ogni cinque secondi muore un bambino sotto i cinque anni ai quali si aggiungono (dati 2021) più di due milioni di ragazzi fra i cinque e i ventiquattro anni, anch’essi morti.

Molto spesso a causa di condizioni igieniche, malattie, mancanza di cure ma, ormai sempre più spesso, a causa della violenza scatenata da guerre, conflitti e liti varie.

E come non ricordare Giovanni Battista Cutolo, musicista di ventiquattro anni ucciso a Napoli con un colpo di pistola da un coetaneo per un motorino!

Con un colpo di pistola!

Io a 15, 20, 25, 50 anni… non ho mai girato con una pistola in tasca!

Forse merito dei ceffoni di mai madre?

E allora occorre dirlo “forte e chiaro”: che la vittima maltrattata, uccisa, … sia una donna, un bambino, un uomo… chi ammazza è un delinquente, chi gira con una pistola in tasca è un folle e deve essere punito e in maniera esemplare a maggior ragione se la vittima è un “essere fragile, indifeso” come un bambino o una donna.

Va bene manifestare, colorare di rosso le panchine, va bene fare cortei ma il rispetto per la vita umana, la spinta ad aiutare gli essere indifesi, nasce da educazione ed esempio.

Educazione a scuola ed in famiglia.

Esempi positivi da tutte “le agenzie educative” come fa chic chiamarle e a mio avviso specie dai mass media.

Non si può più guardare un TG e in TV spesso passano film (Hostage, Il seme del sospetto, La giusta causa, Nella tana dei lupi, Il mare dei mostri,…) che sono veri e propri tutorial sulla forza e sulla violenza, oltre a quelle trasmissioni inguardabili nelle quali una volta su due ci sta gente che urla e litiga…

E quindi facciamo chiarezza!

No alla violenza, sì all’educazione e, come per ogni educazione “seria”, quella di una volta, sì ad un bel ceffone per chi sbaglia, sì ad una punizione davvero esemplare per chi offende la dignità degli altri fino a togliere loro il bene più prezioso…la vita.

E basta con adolescenti “smartphonati” come quel ragazzetto di nove anni che dopo aver preso un meritato ceffone dal padre ha chiamato i Carabinieri…anche qui “moderne distorsioni mediatiche” su cui occorre fare un bel ragionamento!.

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo porecedente:

Sogno e pragmatismo…

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