William Meritt Chase (quarta e ultima parte)

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William Meritt Chase (quarta e ultima parte)

“Il kimono blu” 1914.

Olio su tela

Philbrook Museum of Art, Tulsa, Oklahoma.

William Merritt Chase, come dicevo nella parte precedente, era specializzato nei ritratti femminili e aveva una vera passione per l’Oriente.

Il kimono blu” è un esempio dei numerosi dipinti di Chase con motivi orientali ispirati alle stampe giapponesi molto in voga a quei tempi.

Molti dei suoi capolavori, infatti, rappresentano donne con indosso costumi tradizionali giapponesi perché, a partire dalla seconda metà dell’800, l’arte occidentale subisce un notevole influsso con quella nipponica grazie all’arrivo in Europa di numerose stampe giapponesi.

La curiosità per l’universo artistico del Sol Levante è stata talmente tanta che ha coinvolto un po’ tutti i “mostri sacri” della pittura quali Van Gogh, Manet, Monet, Degas, Renoir, Klimt.

“IL KIMONO BLU”

Blu, come si evince, è il kimono della ragazza ma è anche la linea verticale che Chase crea in mezzo al dipinto.

Da notare anche la geometria in alcuni punti: il triangolo della sottogonna, il cerchio del ventaglio, l’ovale del viso.

La linea della cintura è gialla e richiama lo sfondo

Rosso invece è il divano che taglia orizzontalmente la scena.

Nei cuscini e nel tappeto ritroviamo tre colori primari con l’aggiunta di un tono verde molto delicato ma che si integra perfettamente.

Tutto l’insieme cromatico crea un ambiente caldo e confortevole in cui la ragazza appare a suo agio.

Oltre agli stupendi colori, il dipinto presenta un “fiorire di contorni decorativi con pennellate ampie e spezzate”.

Di solito in un genere di dipinti simili le donne sono più leggiadre, accennano più abbandono, sono più frivole.

Il ritratto di Chase, al contrario, ha una serietà e un’atteggiamento inusuali in questo genere di pose in abiti e ambienti eleganti.

CONCLUSIONE:

Una volta aperta la via estetica sul Giappone, non poteva che giungere in Occidente anche tutta “una serie di giapponesismi quotidiani” come l’architettura d’interni, arredi, oggettistica e, naturalmente, la moda.

Le signore borghesi dell’800, grazie anche a Chase, scoprirono così il kimono, ma anche accessori quali spilloni per capelli o ventagli in bambù e carta di riso come quello del dipinto.

I motivi floreali delle stoffe giapponesi affascinarono tutti al punto da entrare a pieno titolo tra le fantasie riprodotte sugli abiti e sui tessuti per la casa e da allora non hanno più abbandonato i nostri guardaroba.

Non a caso le europee e le americane dell’800 il kimono lo indossavano in casa proprio a mo’ di vestaglia. Elegante e raffinato.

Bruno Vergani

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