“Una questione di stile” di Simona Trunzo

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Quando ci dicono: “Sei una favola!” o ancora più specifico: “Con questo vestito sei una favola!”.

Ciò muove in noi una sensazione di splendore, legato al fatto che ci rende unici e fantastici come una bella fiaba, un’espressione che genera positività anche solo nel suo dire. In effetti, oltre la parola, la comunicazione, i sentimenti e le varie espressioni emotive, ci caratterizza anche ciò che decidiamo di indossare o, ciò che si sogna di indossare.

“L’abbigliamento spesso rivela l’uomo.”

(William Shakespeare, Amleto)

Anche la relazione tra favola e moda è strettissima, entrambe sono legate da un comune denominatore: fanno sognare.

I vestiti che indossano i personaggi delle fiabe sono strumenti simbolici che servono a comunicare ciò che il personaggio rappresenta: prestigio, potere, ruolo sociale, …

Lo stile è caratterizzato anche dai dettagli: cappelli, perle, fazzoletti, mantelli, cinture, scarpe o stivali, che ne modellano l’aspetto fisico e ci fanno vivere anche la moda del tempo dell’ambientazione narrativa.

Possiamo dire che, ”il costume di scena” non deve essere solo visto, ma anche letto; deve comunicare idee, sentimenti, conoscenze: l’espressione esteriore ed interiore.

Nelle favole l’abito rappresenta anche metamorfosi ed evoluzione.

Immaginiamo una passerella di abiti da favola: la sfilata sta per iniziare.

Si comincia con un duo: la Bella e la Bestia.

Belle è una fanciulla sensibile e amorevole, amante della lettura, denota al contempo forza, coraggio e determinazione. La sua sensibilità e intelligenza le permettono di andare oltre le apparenze e la visione comune.

Lei si presenta in abiti semplici: i colori predominanti sono il bianco ed il celeste, in contrasto con il colore castano dei suoi occhi e dei suoi capelli, mentre tra le mani si nota un libro.

La Bestia si contraddistingue subito per la sua eleganza aristocratica, nel suo abbigliamento impeccabile.

Ma che succede!

Una nuvola avvolge i protagonisti e si mostrano con nuove vesti o meglio, Belle ora indossa uno splendido abito principesco color oro ed in mano si scorge una splendida rosa rossa, mentre la Bestia non ha più l’aspetto della bestia, ma di uno splendido giovane principe che esplicita la sua eleganza e nobiltà del suo essere, non del suo vestire.

La sfilata continua con Cenerentola, che effettua tre cambi d’abito.

Il primo, quasi di stracci, misero e lacero, la contraddistingue per il fazzoletto bianco e candido annodato sul capo, in forte contrapposizione con ciò che indossa.

Il secondo, quello della sera del gran ballo, color argento e sul capo un nastro che adorna l’acconciatura dello stesso colore del vestito. Per il gran finale, sia della sfilata sia della favola, indossa un abito principesco color oro ed in questa occasione sul capo una splendida coroncina dorata.

Terzo e non ultimo, sulla passerella arriva Aladino: il suo abbigliamento è alquanto originale, un ampio pantalone, quasi a palloncino, ben stretto al polpaccio e ben fasciato in vita e solo un gilè nella parte superiore.

La nuvola cambia nuovamente lo scenario e Aladino si ripresenta a noi con nuovi abiti, degni di un principe ed in mano la lampada magica, che rappresenta il mezzo della sua metamorfosi.

La nostra sfilata da favola è terminata.

Gli abiti appartenevano a luoghi, stati sociali ed epoche diverse, ma in ogni favola sono stati simbolo di cambiamento e metamorfosi, perché la speranza e la possibilità di cambiare il nostro futuro è realtà. Quindi non conta dove e come siamo e quali prove dovremo affrontare, ma come.

Positività, coraggio, dignità e determinazione saranno il mezzo della nostra metamorfosi e il mezzo per raggiungere nuove mete e vivere grandi avventure che caratterizzeranno la nostra vita.

Simona Trunzo

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