“Titane” è il film vincitore a Cannes 2021

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Titane vince la Palma d’oro: nell’era del disastroso Covid, vince proprio il film più estremo e controverso e sicuramente non ottimista.

L’autrice francese Julia Ducournau è la seconda regista donna nella storia  ad alzare la statuetta, dopo Jane Campion nel 1993 per «Lezioni di piano».

Una Pellicola che ha diviso pubblico e critica, «Titane» con  protagonista una ballerina che, quando era piccola, è rimasta vittima di un terribile incidente automobilistico: è riuscita a sopravvivere solo grazie a una placca di titanio che i medici le hanno impiantato sul lato destro del cranio.

Quell’operazione ha cambiato totalmente il suo modo di approcciarsi agli esseri umani e… alle macchine.

Un Film durissimo per scuotere le coscienze, «Titane» è una visione impegnativa, che alterna momenti di grande fascino ad altri passaggi del tutto fuori luogo e gratuiti.

La gaffe di Spike Lee

La scelta della giuria è coraggiosa ma anche un po’ forzata, perché erano tanti i film interessanti.

Da segnalare che il presidente della giuria Spike Lee aveva annunciato il vincitore prima di tutti gli altri premiati, facendo una gaffe non da poco.

Premio della Regia e Grand Prix

Il riconoscimento per la Miglior Regia è andato a Leos Carax con «Annette», film presentato in apertura del Festival e in cui l’autore francese ha mostrato ancora una volta il suo grande talento visivo.

Festival di Cannes 2021: Annette inaugura la kermesse

L’ambitissimo Grand Prix è stato assegnato ex aequo al potente «A Hero» dell’iraniano Asghar Farhadi e al sorprendente «Compartment No. 6» del finlandese Juho Kuosmanen.

Ex aequo anche il Premio della Giuria, assegnato a due titoli altalenanti: «Ahed’s Knee» dell’israeliano Nadav Lapid e «Memoria» del thailandese Apichatpong Weerasethakul, con un’ottima Tilda Swinton.

Miglior sceneggiatura all’impeccabile copione di «Drive My Car» di Ryusuke Hamaguchi, film giapponese che avrebbe meritato anche molto di più.

Miglior attrice e miglior attore.

Il titolo di miglior attrice è andato con pieno merito alla norvegese Renate Reinsve per «The Worst Person in the World» di Joachim Trier, una delle sorprese di questa edizione del Festival di Cannes.La Palma per il miglior attore, invece, all’americano Caleb Landry Jones per il suo intenso ruolo nel film australiano «Nitram» di Justin Kurzel, un racconto ispirato alla strage di Port Arthur del 1996.

In questo palmarès una piccola menzione per alcuni degli esclusi, oltre a Nanni Moretti che, con «Tre piani», ha diviso critica e pubblico.

Tra gli altri che tornano a mani vuote, da citare sicuramente Wes Anderson con il bellissimo «The French Dispatch», ma anche Jacques Audiard con l’elegante e potente «Les Olympiades». Da segnalare inoltre la Caméra d’or, il premio alla miglior opera prima, andato al croato «Murina» di Antoneta Alamat Kusijanovic, presentato all’interno della Quinzaine des Réalisateurs.

Il momento più emozionante è stato la standing ovation per Marco Bellocchio.

Di forte impatto e prolungata è stata una grandissima ovazione che ha emozionato il regista che ha ricacciato indietro le lacrime.

“Non ho più nulla da dire, da aggiungere”,

ha detto visibilmente commosso mentre Paolo Sorrentino accanto gli consegnava la Palma d’oro d’onore.

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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