Theodore Gericault

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THEODORE GERICAULT
1791 – 1824
“La zattera della Medusa”  1819 olio su tela cm 491 x 716
“Museo del Louvre” – Parigi

Thedore Gericault, nato a Rouen, in Francia, da una famiglia borghese, si trasferisce in giovane età a Parigi con i genitori.

I suoi primi maestri sono i classicisti francesi Narcisse Guerin e Carle Vernet.

Agli inizi si dedica a copiare i grandi pittori esposti al Louvre.

A partire dal 1811, per studio, compie numerosi viaggi in Italia.

Nel 1812 è premiato con la medaglia d’oro al Salon di Parigi.

Si ripeterà nel 1819 per “La zattera della Medusa“, che però scatena un putiferio poiché ritrae un naufragio veramente accaduto.

Nel 1820 è in Inghilterra dove i suoi capolavori hanno un grande successo di critica e di pubblico.

Fà ritorno in Francia due anni dopo, dedicandosi con nuova umanità a ritratti di malati di mente, uno dei suoi temi preferiti.

Muore a Parigi nel 1824.

“LA ZATTERA DELLA MEDUSA”

Completato quando l’artista aveva soltanto 27 anni, “La zattera della Medusa” raffigura, in modo teatrale, un evento accaduto nel 1816.

Gericault dipinge il momento successivo al naufragio della fregata “Medusa”, una imbarcazione della Marina Francese in viaggio verso il Senegal, avvenuto davanti alle coste dell’attuale Mauritania.

A causa di negligenze e decisioni affrettate da parte del comandante Hugues Duroy de Chaumareys che, oltre a non navigare da circa venticinque anni, non aveva una buona conoscenza di quelle acque, la fregata e la zattera improvvisata della “medusa” si incagliarano sul fondale sabbioso.

Non essendovi sufficienti scialuppa, solo 250 persone si salvarono.

Le rimanenti 150, principalmente la ciurma, furono abbandonate a loro stessi, ma con il fasciame della nave costruirono una enorme zattera di fortuna, lunga 20 metri e larga 7, su cui rimasero per più di due settimane, sopravvivendo nella ferocia e con episodi di cannibalismo.

La luce che vediamo nel dipinto di Gericault, verso cui si dirige la zattera, sembra indicare la speranza, ma nell’angolo in basso a destra giace un cadavere che sta scivolando in mare.

Pochi sopravvissero al naufragio, soltanto 15 fecero ritorno a casa.

La tensione drammatica della scena è aumentata dalle espressioni dei volti e dai gesti enfatici dei marinai.

L’evento generò uno scandalo internazionale, provocando la caduta del Governo.

L’opinione pubblica si schierò anche contro la Monarchia Francese, in particolare contro il Re Luigi XVIII, colpevole di aver nominato capitano un incapace.

CONCLUDENDO:

Le dimensioni gigantesche del dipinto portano l’osservatore al centro dell’azione; Gericault, attraverso il chiaroscuro, pone in rilievo alcune figure che sembrano ormai condannate dal destino.

La passione e la forza sprigionata da questo quadro è innegabile e malgrado lo sdegno suscitato, il quadro ottenne, con il trascorrere del tempo, il consenso della critica ed ebbe, inoltre, un’enorme influenza su grandi artisti come Eugene Delacroix che ho già trattato in precedenza (clicca sul nome per leggere).

Bruno Vergani

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