Switched” è un “drama” giapponese diretto da Hiroaki Matsuyama, che vede protagonisti Miu Tomita, Kaya Kiyohara, Daiki Shigeoka e Tomohiro Kamiyama. La serie è basata sui manga pubblicati fra il 2014 e il 2015 da Shiki Kawabata, intitolati Sora wo Kakeru Yodaka.

Ayumi (Kaya Kiyohara) è una ragazza bella, popolare e amata da tutti, con tanti amici e una famiglia felice e molto unita. È inoltre l’amica d’infanzia di Shunpei Kaga (Daiki Shigeoka) e Koshiro Mizumoto (Tomohiro Kamiyama), due ragazzi molto conosciuti all’interno della loro scuola per via della simpatia e dell’animo gentile del primo e per la popolarità e il fascino del secondo. Quando però Koshiro dichiara i suoi sentimenti ad Ayumi, Zenko Umine (Miu Tomita), ragazza solitaria, senza amici, impopolare per via del suo aspetto fisico e per il suo carattere e con una madre che non la degna delle giuste attenzioni, inizia ad ingelosirsi, escogitando un piano per separarli. Così, durante un particolare evento soprannaturale definito “Luna rossa”, Umine chiede ad Ayumi di incontrarla, costringendola a vederla saltare giù da un palazzo. Proprio in questo frangente, infatti, la loro vita cambia in un istante: le due ragazze si sono scambiate i corpi.

Apparire diversi all’esterno non cambierà

ciò che si è dentro

Switched, nonostante sia una serie di soli sei puntate, è veramente molto bella e significativa, anche se abbastanza cupa, e si può tranquillamente guardarla tutta d’un fiato!

All’interno del “drama” si esplorano due mondi dal punto di vista di due persone completamente differenti: Ayumi è bella, gentile, popolare e sempre felice, mentre Umine è il suo esatto opposto, riservata, indispettita e purtroppo con una spiacevole condizione familiare.

Gelosa della ragazza, l’altra giovane approfitta della “Luna rossa” per impossessarsi del corpo di Ayumi, ottenendo quindi la possibilità di vivere la vita dei suoi sogni e di conquistare il ragazzo di cui è innamorata, ovvero Koshiro.

Ma questo scambio di corpi sarà veramente stato qualcosa di vantaggioso e per cui valeva la pena sacrificare tutto?

Beh…non proprio, però è stata certamente un’esperienza che ha fortemente segnato nel profondo entrambe le ragazze, l’una nella realtà e nella mente dell’altra.

Ho apprezzato parecchio come la “vittima” sia poi passata ad essere il “carnefice”, sempre pronta a puntare il dito e a non badare a ciò che prova la sua rivale: Umine è diventata ormai spavalda, sempre al centro dell’attenzione, ricca di carisma e soprattutto visibile, a differenza di Ayumi che, nel corpo di lei, è costantemente presa in giro.

Nonostante ciò Kaga, da sempre innamorato della sua amica d’infanzia, è il primo a credere al fantomatico scambio dei corpi e ad aiutarla a superare tutte le difficoltà che incombono davanti a lei, non lasciandola mai sola e passando tutto il tempo a renderla il più felice possibile.

Questa serie insegna che la vera bellezza non sta nell’essere popolari o nell’avere un bel viso, ma nel carattere e nell’anima di ognuno, che non si potrà mai cambiare.

Kaga e Ayumi hanno dimostrato che bisogna essere sempre se stessi in ogni occasione senza mai nascondersi, poiché è proprio questo che rende stupende e speciali le persone.

Lei infatti, incurante del suo aspetto, è riuscita a trovare la felicità anche nel copro di Umine, a farsi degli amici, a essere apprezzata e benvoluta dalla sua classe e anche dalla madre di Zenko.

L’Umine nel corpo di Ayumi, invece, si è ritenuta insoddisfatta, ingelosendosi ulteriormente perché la ragazza nel suo vero corpo è riuscita a realizzare con successo ciò che lei avrebbe sempre voluto.

Ma come è stato possibile lo scambio di corpi? In realtà cosa c’è dietro questo fenomeno? Esiste un modo per tornare alla normalità oppure è troppo tardi per rimediare ai propri errori?

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