Solidarietà e cultura contro odio e ignoranza

111546

Solidarietà e cultura contro odio e ignoranza

In questo momento storico, dove la più grande crisi sanitaria ed economica degli ultimi settant’anni ci avvolge nelle sue spire, impedendoci di vedere la luce in fondo al tunnel, possiamo trovare due armi importanti che ci possono aiutare a superare questo difficile momento: la SOLIDARIETÀ e la CULTURA.

La solidarietà è quel sentimento antico, di cui spesso abbiamo sentito parlare dai nostri nonni, che si scambiavano le giornate di lavoro e spesso dividevano quel poco che avevano, quello dei pastori sardi che donano una pecora ciascuno per aiutare chi ha perso il suo bestiame, quella della BANCA DEL TEMPO.

Solidarietà che si può tradurre con “chi può dà“ : chi continua a percepire lo stipendio perché lavora, può donare una piccola parte per un fondo di solidarietà per chi ha perso il suo lavoro precario,  l’ industriale  che continua a lavorare e guadagnare dona parte del suo guadagno per chi invece è fermo, così come i commercianti di alimentari e il commercio on line che hanno una grandissima fetta di mercato e di guadagni potrebbe donarne una piccola parte a tutti i piccoli commercianti con le attività chiuse ormai da due mesi, i proprietari di locali commerciali e appartamenti potrebbero concedere sconti e dilazioni per gli affitti…insomma una sorta di “Banco di Mutuo Soccorso”.

So che adesso state sorridendo della mia ingenua proposta: noi siamo il paese dove blasonati ricchi professionisti hanno chiesto il contributo di 600 euro, di quelli che non dichiarano l’effettivo reddito, che lavorano in nero, salvo poi percepire il reddito di cittadinanza, di chi pensa egoisticamente solo ai propri bisogni e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Lo so, forse è un sogno ma non irrealizzabile se tutti quelli che POSSONO…DANNO. Noi siamo abituati invece alle raccolte di solidarietà, per la Protezione Civile, per la Croce Rossa etc.: facciamo il bonifico e ci sentiamo a posto con la coscienza. Ma se tutti riflettessimo sul valore della solidarietà, nel pieno spirito evangelico e ci comportassimo come i pastori sardi la realtà di molte persone cambierebbe in meglio.

Naturalmente la solidarietà non deve sostituire i Provvedimenti Governativi che sono indispensabili, necessari e che devono essere immediati ed efficaci; sarebbe fondamentale però sentirsi “fratelli”, uniti nell’unico obiettivo che ci accomuna: uscire da questa drammatica crisi per ricostruire il nostro futuro.

 

Anche la cultura è fondamentale in questo momento: l’arte, la poesia, la musica, il cinema, la filosofia sono parte indispensabile della nostra vita, nutrimento del nostro spirito; più che mai adesso, in questo momento drammatico è indispensabile per non farci annichilire: gli “anticorpi culturali” come antidoto alla paura e alla tristezza, al senso di fragilità che ci avvolge con la sua nuvola nera.

La cultura come strumento di difesa dalla manipolazione mediatica, come condizione necessaria per acquisire senso critico, per viaggiare con la mente, per stare bene con noi stessi.

“La cultura è il mondo” e oggi più che mai è importante: leggiamo buoni libri, guardiamo bei film, ascoltiamo musica, quella che è stata colonna sonora della nostra vita e che ci fa fluttuare nel tempo e nei ricordi. Ed è importante proprio in questo momento storico dove si vuole sminuire l’importanza del sapere, dove tutti si arrogano il diritto di pontificare e commentare senza avere né conoscenze né competenze, dove la cultura non è più un valore.

Riaffermiamo con forza il valore della cultura e della conoscenza, chiave per aprire una finestra sul mondo, per aprire la nostra mente …

 

 

Previous article“Il ricordo di un’amore” di M. G. Del Franco
Next articleBuon compleanno Anna Oxa
Sono Maria Fiorenza Virgallito, professoressa di italiano e storia in un istituto tecnico. Sono nata a Matera, cresciuta a Torino, vivo da più di trent'anni a Roma: insomma, radici meridionali, rigida impostazione piemontese stemperata da un pizzico di allegra romanità. Convinta di fare il lavoro più bello del mondo, “sempre in trincea” per cercare di far appassionare i ragazzi alla lettura, al cinema e al teatro. Sono una lettrice onnivora e scrittrice sporadica. In realtà sognavo davvero di fare la scrittrice ma poi, come la mia eroina Jo March di "Piccole Donne", ho lasciato il mio sogno nel cassetto e sono diventata per scelta e non per ripiego un'insegnante. Con ScrepMagazine posso far sì che il mio sogno esca finalmente dal cassetto per volare tra le pagine di un giornale di qualità che fa cultura sul web. In fondo il mio motto è "La cultura è il mondo".

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here