Sogno o son desto?

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Perché non riusciamo a ricordare i nostri sogni?

Ogni volta ci svegliamo con la sensazione viva di aver sognato qualcosa e improvvisamente ce ne sfugge il ricordo, scivola via in un recondito spazio della mente e qualsiasi sforzo facciamo non riusciamo a recuperarlo.

Più del 90% dei sogni vengono dimenticati e la capacità o meno di ricordarli varia in base a tante caratteristiche .

In media il sogno viene ricordato per circa 15 minuti dopo essersi svegliati e poi lentamente si auto-elimina.

In realtà un modo ci sarebbe per ricordare più a lungo i sogni fatti durante la notte:  assumere vitamina B6 prima di andare a letto, naturalmente senza modificare la qualità del sonno e senza improvvisi risvegli nel corso del sonno.

E’ risaputo che la vitamina B in generale è essenziale per un sano funzionamento del sistema nervoso ma, specificatamente quella B6 aiuta a mantenere vive le immagini del sogno.

E’ quanto messo a punto da uno studio effettuato all’università di Adelaide in Australia.

Gli scienziati, partendo da indagini  iniziate negli anni ’70 sulle potenzialità della vitamina B6, hanno lavorato insieme a 100 volontari divisi in tre gruppi; ai primi due veniva somministrata una certa quantità di vitamine per un certo quantitativo di giorni, al terzo solo placebo.

In base al risultato ottenuto gli studiosi hanno attestato che coloro che avevano assunto la B6 avevano ricordi più precisi del 64% rispetto al gruppo-placebo.

La capacità di aumentare l’intensità del sogno non è stata invece attestata, come nessun cambiamento c’è stato nella durata e qualità del sonno nonché nella sensazione di riposo o meno. La cosa più curiosa è stata l’affermazione da parte dei volontari di aver mantenuto vivo il ricordo del sogno per molto tempo, anche per tutta la giornata, associato ad una sensazione di benessere associata alla fase Rem che lasciava desiderare di voler riprendere al più presto a sognare.

L’assunzione di vitamina B6 prima di dormire darebbe quindi la possibilità di avere dei “sogni lucidi”, più consapevoli e anche positivamente più armoniosi e gestibili.

Secondo alcuni studiosi sarebbe un metodo utile anche per controllare alcune fobie notturne o stress da incubi notturni, e addirittura aiutare anche a superare traumi fisici. Naturalmente la variante potrebbe essere un’alimentazione propria già di per se ricca di B6 che andrebbe a diminuire l’effetto notturno e la durata nel tempo della “consapevolezza di star sognando” nel sogno.

Denholm J. Aspy,  (ricercatore  dell’Università di Adelaide) primo autore dello studio e analista del sogno lucido , parla comunque di grossi potenziali “benefici” anche  per cervello, psiche, creatività, perfezionamento di abilità motorie.

Una tecnica da approfondire e da considerare quindi in tanti ambiti.

Sandra Orlando

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

 

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