Single : istruzioni per l’uso

230739

Tempo fa mi sono soffermata sulla difficoltà delle non mamme di ‘sopravvivere’ in una società dominata dal culto della maternità . Ma c’è una condizione ben peggiore di quella delle donne che scelgono di non avere un figlio ed è quella delle donne single (per volontà o per caso).

Leggi anche: Quanto è difficile NON essere madre

La mancanza di un compagno a tutti gli effetti risulta discriminante in molti ambiti della vita quotidiana. Una volta arrivate ai 35- 40 anni , la singletudine  contribuisce spesso a fare di te la sfigata della situazione, la ‘poverina’ rimasta sola che ‘difficilmente troverà un partner’, o, molto peggio, la mantide religiosa da cui stare alla larga perchè, molto probabilmente, vorrà circuire i poveri mariti indifesi delle altre della compagnia . Guai se la single manifesta anche una certa  ‘disponibilità ‘al dialogo e una non comune prestanza fisica. Verrà tacciata di essere donna di malaffare , priva di inibizioni, spinta dal desiderio nascosto di ‘rubare’ l’uomo di qualcun altro o protesa soltanto al raggiungimento di un certo successo professionale. Single =donna in carriera= donna predisposta a saltuarie avventure.

Povere donne colpevoli soltanto di volersi privare del grande piacere di non convivere con il primo deficiente che le dichiari eterno amore, o che semplicemente /tristemente a volte, non riesce a trovare ‘il principe azzurro (ebbene si anche le Single lo cercano ancora) pur desiderandolo con infaticabile pazienza!

Dietro la corazza della donna forte ed indipendente si nascondono a volte donne tristemente sole e che desiderano con ardore un partner, ma anche donne felici e soddisfatte della loro condizione esistenziale e che si bastano davvero da sole.

Non è forse più coerente e sano evitare di ‘accoppiarsi’ semplicemente perchè voluto dalla società? E non è forse meglio soddisfare il proprio ego solitario e librarsi nel vortice dell’imprevedibile vita da single? Certo sarebbe tutto più semplice se la società non facesse sempre troppo per far pesare   alle persone sole la loro ‘condizione’.  Si verrebbe presi più sul serio in vari ambiti, perfino al Pronto Soccorso. Ebbene si! Per esperienza vissuta personalmente qualche tempo fa, posso assicurarvi che esiste una disparità di trattamento anche in tali frangenti.

Eccomi giunta all’ospedale per qualche problemino da verificare, ansimante e dolorante per motivi ancora incerti . Mi presento da sola allo sportello avendo lasciato i pargoli al papà e non volendo allarmare inutilmente il resto della famiglia. Subito accolta da uno sguardo scettico e sprezzante, vengo chiamata ( confidenzialmente ) per nome e, tacciata di allarmismo, sottoposta ad un quiz in stile lascia e raddoppia che potesse valutare/escludere sintomi e problematiche. Ho subito pensato: se mi fossi presentata con accanto mio marito mi sarebbe stato sicuramente riservato un trattamento diverso. Ma perchè? Se soli siamo più soggetti all’ipocondria?

L’American Psychological Association ha illustrato i risultati dei propri studi secondo i quali i single sono più felici di chi è in coppia. Gli scienziati hanno riscontrato che i single tendono ad essere mediamente più felici rispetto alle persone che hanno relazioni stabili. Secondo i dati emersi dalla ricerca guidata dalla dottoressa DePaulo, i single tendono ad apprezzare di più le loro vite professionali ed intrattengono più stabili con la propria famiglia e gli amici. I single, abituati a essere autonomi e a contare su loro stessi, sono anche più determinati e decisi nel loro percorso di crescita e sviluppo personale. I single sono meno stressati di chi è in coppia. La vita a due è spesso motivo di litigi che determinano un forte stress nell’individuo, già stressato dalla propria vita lavorativa e di tutti i giorni.

Beh statistica o meno non credo ovviamente si possa generalizzare. Si può essere felici da single come si può esserlo in coppia. Quel che è importante è non sottovalutare il concetto fondamentale  di partenza: siamo esseri pensanti e riusciamo a pensare ognuno per sè , è una cosa che si può fare anche da soli. E, soprattutto,  il valore di una persona e il suo peso nella società non può essere determinato dalla presenza o meno di una persona che gli sta accanto a tenergli la mano…

Previous articleLe foto misteriose di Roberta. Parte seconda
Next articleRicordando Lucio
Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Dal 2020 Sono redattrice ed Editor nella redazione della rivista di Cinema Taxidrivers per cui ho ricoperto il ruolo di Programmatrice e Head of editorial Contents . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here